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18 Giu

Niamh: il nuovo album "People of the Underworld"

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Riceviamo e pubblichiamo:

Nell’oscurità si aggirano creature reiette, che covano sentimenti di tristezza e di vendetta: i NIAMH hanno deciso di dedicare a loro il quarto e nuovo album: ecco PEOPLE OF THE UNDERWORLD.

PEOPLE OF THE UNDERWORLD non è semplicemente un album, ma un viaggio nel sé più profondo. Più che goth, con un retrogusto di rabbia e vendetta. Un modo per affrontare insieme la tristezza e l’euforia.

"Siamo i diversi, i reietti, quelli che quando passi, la gente si parla nell'orecchio guardandoti di nascosto. In PEOPLE OF THE UNDERWORLD urliamo solitudine, rabbia, rivalsa”.

TRACCIA PER TRACCIA
THE UNLOVED:
“Volevamo un brano forte, con chitarre pesanti, che trasudasse introspezione e intimità”
SONS OF GOD: “Una ricerca verso una spiritualità alternativa, dove urliamo rabbia e sospiriamo rassegnazione”
SHINING LIKE SIRIUS: “Qui rallentiamo un po’, guardiamo noi stessi allo specchio, cerchiamo di mettere a fuoco il mondo in cui viviamo, con un po’ di dolcezza e poesia”
I, THE UNDERDOG: “No one likes us, we don't care” è l'intro della canzone, senza mai riprendere fiato, è una corsa a rotta di colla, contro tutto e tutti. Si ispira alla tifoseria del Milwall, first division del campionato inglese”
A TIME FOR FAREWELL: “Qui la solitudine e la tristezza vincono: si parla di amori che se vanno per sempre. Fun Fact: l'intro parlato è un estratto di un monologo di Ali Agca”
ANTIBIOTIC: “Si torna a urlare, dritti in faccia. Senza riprendere fiato, come pazzi. Harakiri ci dà una mano con le sue spoken words taglienti e ritmate”
THE WOW EFFECT PRT2: “E' forse il brano più sognante e poetico del disco, si torna a parlare di addii e solitudine"
KILLJOY: "Pezzo strumentale solo elettronico, ansiogeno, cinematografico e opprimente"
SEEK & DESTROY: “Sono i Metallica: cosa dobbiamo aggiungere?”

Ultima modifica il Martedì, 18 Giugno 2024 13:02
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