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02 Giu

Wild Steel e la lunga attesa per "Twilight II" In evidenza

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A qualche settimana dall’uscita di “Twilight II”, il nuovo album degli Shadows of Steel, ci siamo ritrovati con il leader Wild Steel per una lunga e piacevole chiacchierata…. Eccovene il resoconto!

 

AAM: Ciao Wild e grazie di essere qui con noi di allaroundmetal.com! Ci sono voluti più di 10 anni da “Crown of steel” al nuovo album “Twilight II”, come mai tutto questo tempo?

WS: Ciao a te e a tutti i lettori di allaroundmetal.com! Inizialmente l'album sarebbe dovuto uscire nel 2018, per festeggiare il ventennale della pubblicazione di "Twilight", purtroppo a causa di alcuni cambi di formazione le registrazioni proseguirono a rilento e questo nuovo capitolo si è tramutato in una sorta di "Album di Famiglia" con la partecipazione di diversi ospiti che hanno preso parte alle sessioni e completato questo nuovo lavoro nel 2021.

 

AAM: Dato che è la prima intervista per il nostro sito, ti va di raccontarci un po’ la storia degli Shadows of Steel (per chi ancora non vi conosce), sin dai vostri inizi come Prometeo?

WS: Nel 1996, all'indomani dalla mia uscita dai Projecto fui contattato dal bassista Steve Vawamas per prendere parte ad un progetto musicale avviato da qualche anno, in un primo momento non ero molto interessato ma, una volta ascoltato il loro materiale, fui stimolato a prendervi parte; dopo qualche mese fummo pronti per esibirci dal vivo e decidemmo di adottare Prometeo come nome per la band. Successivamente avviai il progetto Shadows of Steel con l'ausilio di due elementi dei Prometeo, ovvero il bassista Steve e il chitarrista Andrea Fisichella, insieme ad Andrea De Paoli alle tastiere e Gianca alla batteria. Con questa formazione registrammo due demo, il primo fu realizzato senza chitarre, a differenza del secondo, entrambi i demo contenevano quattro brani. All'inizio del 1997 entrammo in studio per registrare il primo album, con l'aiuto di tre membri dei Labyrinth, ovvero Frank Andiver, Chris Breeze e Olaf Thorsen. Una volta completate le registrazioni, il disco uscì a novembre dello stesso anno per l'etichetta Underground Symphony. 

 

AAM: In “Twilight II” ci sono dei nuovi musicisti; su Mattia Peruzzi che suona anche con Vision Divine e Labyrinth non credo ci sia molto da dire, dato che è un musicista molto noto; ci racconti, invece, qualcosa di più sul bassista Fabio Zunino e sul chitarrista Andrew Spane?

WS: Dopo diversi cambi di lineup siamo arrivati ad avere una formazione stabile con i musicisti che hai citato: Fabio Zunino non è altri che il bassista dei Projecto con il quale avevo già suonato anni addietro mentre Andrew Spane è il chitarrista dei No Man Eyes, band genovese con all'attivo tre album. Quest'ultimo si è anche occupato della produzione del nostro ultimo lavoro.

 

AAM: In questa nuova formazione non ci sono più membri storici come Yackson, Andre la Fisic e Steve Vawamas; ci puoi raccontare cosa li ha portati fuori dal gruppo?

WS: Dopo anni di militanza Yackson ha deciso di uscire dal gruppo perché non si sentiva più parte integrante del progetto e sentiva la necessità di cimentarsi in qualcosa che riflettesse meglio la sua attitudine chitarristica trovando sfogo nella band Hungry Daze. Per quanto riguarda Steve Vawamas stesso discorso, ha preferito dedicarsi ad un suo progetto personale e da alcuni anni cura personalmente i suoi album con gli Athlantis.

 

AAM: “Twilight II”, il vostro nuovo album, riprende l’EP omonimo uscito due anni fa, con l’aggiunta di un paio di inediti; come mai avete deciso sostanzialmente di ripubblicare l’EP con lo stesso titolo e lo stesso artwork?

WS: Una volta ultimato il disco fu fissata la data di uscita, prevista per fine febbraio 2022, dopo il lancio sulle piattaforme digitale saltò l'accordo per la stampa fisica e quindi una volta trovata un'etichetta disposta a pubblicarlo abbiamo deciso di arricchirlo con alcuni inediti, per questo motivo abbiamo mantenuto titolo e artwork originali.

 

AAM: C’è stato un lavoro di rimasterizzazione, ri-registrazione o altro rispetto all’EP?

WS: I brani sono stati rimasterizzati rispetto alla versione digitale, mentre gli inediti sono brani inizialmente destinati ad altro utilizzo, due di questi sarebbero dovuti uscire su una compilation mentre un altro è una B-side mai pubblicata.

 

AAM: Nella tracklist ci sono ben 5 cover; come mai questa scelta? Non c’era spazio per altri inediti?

WS: Quattro delle cover presenti sono quelle che erano già in origine incluse nell'album, che come per il primo capitolo doveva presentarsi in formato doppio mini cd con quattro inediti sul primo disco e quattro cover sul secondo, la quinta cover che è stata aggiunta dato che era già stata pubblicata su un tributo ai Death SS uscito qualche anno fa per l'etichetta Black Widow.

 

AAM: Come avete trovato la label statunitense Metallic Blue Records? Pubblicherete altro per loro?

WS: Dopo un anno e mezzo di attesa senza che la versione fisica di "Twilight II" vedesse la luce ho deciso di comunicare ad Underground Symphony che non eravamo più interessati a pubblicare il disco; mi sono quindi messo subito alla ricerca di un'altra label che volesse stamparlo, ma passavano le settimane e le risposte che ricevevo erano sempre negative, avevo quasi perso la speranza di trovare qualcuno che potesse dimostrare interesse verso un prodotto già edito in digitale ed ormai "vecchio", quando finalmente arriva la risposta dalla Metallic Blue Records riuscendo in breve tempo a firmare un contratto per "Twilight II". Questo rimarrà sicuramente il nostro disco con la genesi più bizzarra in assoluto!

 

AAM: Come nasce una canzone degli Shadows of Steel? Viene prima il testo o la musica e chi se ne occupa?

WS: Dipende da chi la compone, per quanto mi riguarda, utilizzo entrambi i metodi, in base a quale tipo di ispirazione ho in quel determinato momento, alle volte mi piace lavorare sulla musica, mentre spesso mi capita di scrivere un testo e di conseguenza la musica che viene creata in seguito ne riflette il senso.

 

AAM: Argomento live. Avremo la possibilità di vedere in tour in giro per l’Italia gli Shadows of Steel?

WS: A questo riguardo ci stiamo muovendo in diverse direzioni, spero a breve di poter annunciare alcune date.

 

AAM: Cosa dobbiamo aspettarci adesso dal futuro degli Shadows of Steel? Dobbiamo aspettare un altro decennio per il prossimo album?

WS: Un nuovo album è in lavorazione, se non ci saranno problemi il tutto dovrebbe essere pronto per gli inizi del 2025, si tratta di un album di soli inediti e conterrà non più di dieci tracce, credo che ad oggi non abbia più senso fare dischi lunghi. La tematica trattata si ricollegherà al concept iniziale ed approfondirà un argomento della storia finora toccato solo marginalmente.

 

AAM: Quale differenza c’è tra gli Shadows of Steel e la tua carriera solista come Wild Steel? Quali sono le priorità, se ce ne sono?

WS: Il marchio Shadows of Steel consiste in una identità musicale ben precisa, chiunque all'interno del gruppo proponga idee, queste ultime si devono bene adattare a questi crismi. Sono io a decidere se un brano è adatto o no, non perché mi piaccia comandare, ma per mantenere intatta questa identità, creata con i primi album e che i nostri fans si aspettano di rivisitare ad ogni nuova pubblicazione. Con WIld Steel invece faccio un po' quello che capita, soprattutto ho la possibilità di suonare con molti nuovi musicisti o amici con cui collaboro da anni, proponendo di volta in volta musica creata di diverse sinergie.

 

AAM: Sei in giro sulla scena metal italiana da tanti anni e, come me, non sei più un giovanotto; se un ragazzo alle prime armi ti chiedesse un consiglio su come andare avanti nel mondo della musica metal, cosa ti sentiresti di suggerirgli?

WS: Onestamente non so risponderti, penso di aver fatto un sacco di errori e passi falsi e non credo di essere un modello per nessuno. Di conseguenza che consigli potrei dare?

 

AAM: Se si potesse tornare indietro nel tempo, c’è qualcosa che faresti in modo differente e per quale motivo?

WS: Con l'esperienza che ho oggi sicuramente saprei come impiegare al meglio le mie energie e risorse, andando a colpo sicuro senza sprecare tempo e fiato. Sarei ponderato su molte decisioni che ho preso in maniera affrettata e che sono state determinanti nella mia vita artistica e non. Soprattutto non agirei più per rivalsa accecato dalla sete di vendetta e guidato da un orgoglio ferito.

 

AAM: Da veterano della scena metal italiana, ne avrai viste di tutti i colori; secondo te perché alcuni gruppi di grande talento (ricordo ad esempio i Wonderland) non hanno mai raccolto i consensi che meritavano?

WS: Il vero successo non è quello che si può riscontrare qui nel nostro paese, la nostra cultura non prevede questa opzione. Solo chi riesce ad uscire dalla scena italiana in favore di quella internazionale si può considerare un artista di successo, tutto il resto è una partita a scacchi tra giocatori molto piccoli.

 

AAM: Sei più grande di me di un paio d’anni ed entrambi abbiamo vissuto la nostra gioventù negli anni ’80, siamo diventati adulti nei ’90 ed oggi ci ritroviamo, a distanza di tempo, con una scena completamente diversa; cosa ritieni sia migliorato rispetto ad allora e cosa è invece peggiorato nella scena metal nostrana?

WS: Di buono penso che ci sia il fatto che tutti possano avere una possibilità, oggi è molto più semplice registrare un demo o un disco; per contro credo che si sia perso il vero senso delle cose, ovvero la passione e abnegazione che spingeva i musicisti degli anni '80 a formare un gruppo con il sogno di diventare famosi.

 

AAM: Credo di aver abusato anche fin troppo della tua disponibilità, ti ringrazio ancora di essere stato qui con noi e concludiamo, come consuetudine, lasciandoti uno spazio a tua completa disposizione per un tuo messaggio finale ai fans degli Shadows of Steel ed ai lettori di allaroundmetal.com

WS: Grazie a tutti per il vostro tempo, un saluto a tutti i lettori nella speranza di incontrarci molto presto ad un nostro concerto. Stay Wild!

Ultima modifica il Domenica, 02 Giugno 2024 11:43
Ninni Cangiano

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