A+ A A-

Opinione scritta da Celestial Dream

1924 risultati - visualizzati 1 - 10 « 1 2 3 4 5 6 ... 7 193 »
 
releases
 
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Celestial Dream    13 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 13 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Sonic Haven è una nuova band dietro la quale si cela un singer spesso fin troppo poco considerato all'interno della scena power metal europea. Herbie Langhans ha segnato alcune ottime release come quelle firmate Sinbreed e nei recenti Firewind, senza dimenticare le collaborazioni con Avantasia, Voodoo Circle e Beyond The Bridge.

Con la sua voce roca, potente e corposa, il frontman tedesco cosparge di adrenalina l'intero ascolto fin dall'opener “Vagabond” e nella successiva “Back To Mad”. Gamma Ray ma anche appunto Sinbreed e Seventh Avenue, il sound dei Nostri è di chiaro stampo teutonico con cavalcate dai ritmi sostenuti ed un sound massiccio che si aprono su ritornelli e cori iper-melodici. E tutto pare girare al meglio anche grazie all'apporto di alcuni musicisti di larga esperienza come il batterista André Hilgers (Bonfire, Rage, Silent Force), il chitarrista Carsten Stepanowicz (Radiant) ed il bassista Dominik Stotzem (Beyond The Bridge). La scoppiettante e maideniana “Nightmares” apre la via alla fast-song “End Of The World” a cui fanno seguito l'epico mid-tempo “The Darker Side”, che colpisce con melodie azzeccate e la classica e veloce “I Believe”. Nel finale fa pieno centro la riuscitissima power ballad “Save The Best For Last” mentre per le ultime note si torna a spingere sull'acceleratore con “Striking Back”.

Un lavoro potente e dinamico, ricco di ottime aperture melodiche e accompagnato da una produzione piena e corposa; difficile trovare difetti a questo “Vagabond”, senza dubbio uno degli highlights in campo power metal per quanto riguarda questo 2021!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    13 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 13 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Solamente cinque brani in questo “V”, release che segna il ritorno dei canadesi Antioch, gruppo dedito ad un heavy metal classico con qualche sfumatura Us Power.

Formato nel 2013, il gruppo proveniente dall'Ontario mostra di avere una dedizione degna di nota con la possente partenza affidata ai ritmi elevati di “Hang The Eagle”. Ma il quartetto canadese lascia spazio a varie influenze; la melodica “Demon Wick” convince fin dai primi ascolti mentre tra NWOBHM ed hard rock si muove la conclusiva “Cloven Hooves”. Il classic metal di “On A Ledge” è un ottimo esempio della propensione sonora della band, e presto lascia spazio all'esplosione metallica che prende spunto da Priest e Manowar con l'ispirata “A Facade At The Third Castle”, sette minuti che colpiscono con urletti, cori e ritmi forsennati.

Il quinto capitolo in casa Antioch è un breve ma succulento assaggio del potenziale del gruppo canadese. Gli amanti delle sonorità classiche farebbero bene a darci una chance!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    12 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 12 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Robin McAuley non ha bisogno di presentazioni: i suoi dischi a fianco del leggendario chitarrista Michael Schenker sono impressi nella storia dell'hard&heavy (con lavori indimenticabili come "Perfect Timing", "Save Yourself" e "MSG") ma molti ricorderanno la sua presenza nella cult band Grand Prix e ultimamente nel supergruppo Black Swan – in compagnia di Reb Beach (Whitesnake, Winger), Jeff Pilson (Foreigner, ex-Dokken) e Matt Starr (Ace Frehley, Mr Big) - edito sempre dalla Frontiers.

"Standing on the Edge" è il titolo del suo nuovo album solista in cui, con l'aiuto del sempre presente Alessandro Del Vecchio e circondato da alcuni musicisti italiani, mette in piedi un lavoro convincente e capace di alternare momenti più graffianti, vedi la title-track, a passaggi decisamente più melodici e soft come l'accoppiata formata da “Late December” e “Do You Remember”. La ballatona “Run Away” lascia il segno con melodie ruffiane ma si ritorna subito a correre spediti con le chitarre scoppiettanti che spingono la conclusiva “Running Out Of Time”. Assoli ben assestati e tastiere che giocano un ruolo importante pur restando in ombra; il sound di questo disco risulta ben bilanciato e curato.

Un McAuley in gran spolvero accompagnato da un songwriting ispirato lungo tutta la tracklist, al quale manca però la presenza di un paio di autentiche hit. Melodic hard rock da tenere in considerazione, non esclusivamente per i fan del cantante irlandese!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    11 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 11 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Continua il lavoro di recupero della Aor Heaven che stavolta ci presenta l'omonimo disco del songwriter, cantante e bassista canadese Brian Island conosciuto per aver composto brani per diversi artisti (gli storici Boulevard ad esempio) e per i suoi trascorsi nella cult band AOR Prototype.

Grazie all'aiuto dell'amico e collega che lo accompagnava nello spettacolare omonimo debutto del 1983 firmato Prototye, il chitarrista e produttore Dan Lowe, le composizioni che incontriamo seguono lo stile Hi-tech Aor. Il tocco funky di “In Spite Of What You Do” con il basso di Brian a farla subito da padrone ed i ritmi prog di “Treat Me Like A Lover” mostrano un songwriting ricercato. L'epico incedere di “No Surrender” e l'attrazione sonora di “Night After Night”, che colpisce con un bel refrain, rendono il disco frizzante. Ancora il basso a condurre le danze con “Major Motion” mentre le sonorità più west coast e sinfoniche avvolgono la conclusiva “Draw The Line” prima dell'arrivo dell'inedita bonus track “One Wish Deliverable”.

Un disco diventato di difficile reperibilità che ora viene ristampato in edizione limitata a cinquecento copie dalla Aor Heaven. L'occasione è ovviamente ghiotta per chi si nutre di queste sonorità!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    11 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Quando si parla di gothic metal la scena italiana ha poco da invidiare al resto del mondo e i False Memories sono l'ennesimo interessante e preparato act pronto a immettersi nel mercato con un disco professionale come "The Last Night Of Fall", release che segue il debutto del 2018 "Chimerical".

Spinti dalla voce limpida e teatrale della front-woman Rossella Moscatello, il gruppo formato nel 2015 dal chitarrista Francesco Savino punta su pezzi dall'andatura lenta e sofferta e melodie malinconiche accompagnati da una produzione cupa che ben aiuta ad immergersi nel concept sonoro creato dal quintetto italiano. I False Memories dimostrano di saperci fare con brani ricercati e dai colori tormentati come “Black Shades” e “Rain Of Souls” che aprono il disco e poco più in là con “Erased”. Lacuna Coil degli esordi, Novembre, Sentenced ma anche Evanescence nella lista delle influenze riscontrabili all'ascolto di questi undici brani. Le chitarre pesanti si fanno sentire a tratti attraverso le sonorità dinamiche della ricercata “White Crows” mentre “Unfaithful Dream” ci riporta alle sonorità di un tempo, quelle che hanno reso grandi fin da subito Cristina Scabbia e la sua band. Ma tra le composizioni simbolo del disco è d'obbligo citare la dinamica e progressiva “The Illusionist”.

Non è affatto semplice risultare personali all'interno di questo filone musicale ma i False Memories ci provano ed il risultato è lodevole; il loro gothic metal dalle tinte prog, doom e naturalmente melodiche risulta davvero maturo, valido e convincente.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    10 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 10 Mag, 2021
#1 recensione  -  

E' un forte sapore ottantiano quello che circonda l'ascolto di “Virus Alert” disco firmato Under Attack, band italiana che, grazie alla Sliptrick Records, dà alle stampe un lavoro che ben si muove a cavallo tra hard rock e classic metal ricordando Riot, Triumph, Dokken e Tygers Of Pan Tang.

Ed il terzetto italiano dimostra di avere una visione vincente, visto che le nove tracce che ci presentano sono spesso accattivanti e travolgenti. Riff dinamici e solos fulminei, ad opera di Fabio Rossi, che subito mettono in chiaro gli intenti della band con la partenza diretta di “Soldier” e “Ready For Escape”, quest'ultima una song che molto deve a Mark Reale e soci. Ed è proprio nei pezzi più grintosi come questo che la band sembra dare il meglio di sé, come conferma più avanti “Beyond The Sea”. Daniele Sciacca, mastermind del progetto, si diletta al microfono senza strafare ma svolgendo bene il proprio compito. Più quadrata e cupa colpisce “The Rules” e, dopo la fin troppo lineare “The Sign And The Cross”, la chiusura è affidata alla rockeggiante “The End Of The Road”.

Alcune cosette da migliorare (voce, produzione, qualche linea vocale) ci sono, ma gli Under Attack sembrano già pronti per appassionare più di qualche amante dell'hard&heavy ottantiano!

Trovi utile questa opinione? 
10
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Celestial Dream    10 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 10 Mag, 2021
#1 recensione  -  

A distanza di un anno dal “Best Of” edito sempre da Frontiers, Mark Spiro torna con una raccolta di inediti. In questo suo nuovo disco solista (il nono in carriera), intitolato "Traveling Cowboys", l'artista di Seattle ci delizia con ben quindici brani facendosi ispirare dalla vita, i sacrifici, le emozioni di tutti i giorni.

Le doti di songwriter di mister Spiro sono ben note, vista la sua lunga carriera a comporre e collaborare con del calibro di Heart, Cheap Trick, Giant, Bad English, John Waite, Kansas, Reo Speedwagon, Winger e Mike Reno (LoverBoy), solo restando all'interno della scena musicale di nostra competenza, e la sua firma indelebile nella favolosa “Mighty Wings”, tra le song che hanno segnato un film storico come Top Gun.
In questo full-length troviamo un melodic rock con una forte componente acustica e la voce intensa e penetrante di Mark. Melodie ruffiane che vanno a braccetto con una produzione soft; nessuna chitarra possente ma neppure le classiche tastiere tipiche degli Eighties. Giù dalla title-track posta in apertura si nota l'impronta pop di questo disco con una tracklist abbastanza varia e molto delicata che poco ha a che fare con il rock più puro e classico. “Someone Else” e “Let The Wind Decide” sono due calde ballatone acustiche capaci di destare l'attenzione mentre il tocco maggiormente pop-rock con arrangiamenti moderni esce con prepotenza in alcuni brani come “Dance” e “Kingdom Come”. Tra i momenti migliori del disco è da segnalare sicuramente l'intensa e raffinata “Rolls Royce” che miscela con sapienza rock, blues e pop.

Un lavoro non per tutti, in particolare per chi si attende del classico AOR o melodic rock; qui troviamo un disco molto personale distante dai classici lavori che incontriamo settimanalmente sulle nostre pagine.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    06 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Gli Skarlett Riot arrivano dall'Inghilterra e la loro proposta è sicuramente accattivante. Si tratta di un power metal moderno, super melodico e spinto da una produzione pomposa. Avete detto Amaranthe? Esatto, pur con alcune differenze, il quartetto britannico si avvicina al sound di Elize e soci.

Insomma innovazione pari a zero, addirittura qualche rischio di plagio, ma un impatto notevole che colpisce con decisione una volta premuto il tasto play. L'ugola della bella e brava singer Skarlett, autentica mattatrice dell'intero ascolto, lascia davvero il segno. Le sfuriate veloci ed aggressive arrivano puntuali con “Black Cloud”, “Under Water” e “Stronger” e a tratti compare la voce growl ad accompagnare le chitarre, potenti e con alcune accelerazioni improvvise. La ballatona “Into Pieces” lascia subito spazio alle esplosioni portentose di “Not Alone”, mentre subito dopo a colpire è la catchy-song “To The Flames”, contraddistinta quest'ultima da coretti ed un refrain iper-melodico.

Una batteria triggerata all'ennesima potenza, una produzione moderna che spinge su vette elevate l'impatto sonoro di questi brani; “Invicta” è un disco altamente godibile e ricco di adrenalina, ma sul quale pesa l'assenza di personalità e la mancanza di qualche hit indimenticabile. Si può far di meglio, ma gli affezionati di queste sonorità possono andare sul sicuro con gli Skarlett Riot!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    06 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Mag, 2021
#1 recensione  -  

Dalla Svezia con una proposta che possiamo inquadrare all'interno della scena hard rock con delle forti influenze blues, i Backwood Spirit con questo loro “Fresh From The Can” ci riportano alle sonorità più classiche degli anni Settanta continuando senza alcuna novità il percorso già intrapreso con il debutto omonimo pubblicato nel 2017.

Nove brani dal sapore retrò che, fin dalle prime note, ci portano in un saloon sperduto in qualche paesino degli Stati Uniti. Il chitarrista e songwriter Kent Engström si avvale di un singer di spessore come Göran Edman (Yngwie Malmsteen, John Norum) che si destreggia alla grande anche su queste sonorità. Innovazione pari a zero, ma un disco piacevole da ascoltare con brani caldi ed intensi come “Catch Your Fire” e la dinamica “Witchwood”, senza dimenticare l'andatura più lenta ed emozionante di “Sweet In The Evening (Lullaby)”. Qualche velata influenza funky fa capolino con “Leavin’” e nel finale sono le note dolci di “Mayflower” ad avvolgere l'ascolto fino alle note finali.

Classic Rock e Bluesy Hard Rock, sentito e risentito tante volte, ma suonato con passione e competenza. Bravi!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
releases
 
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    06 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Mag, 2021
#1 recensione  -  

“Fire In The Sky” è una raccolta che unisce in un'unica release il meglio della melodic hard rock band Escape (e non solo), con pezzi datati anche trent'anni che sono stati risuonati dalla nuova formazione.

All'interno della tracklist troviamo un paio di brani come “Blinded By A Lie” e “Walk On Water” addirittura contenuti nel disco solista di Bob Catley “Spirit Of Man”, songs composte da Vince O’Regan diversi anni fa. Parliamoci chiaro: questo disco probabilmente non verrà ricordato negli annali della scena melodic rock, ma sicuramente momenti come la spensierata “Heroes In The Night” e l'elegante “Temptation”, un po' alla FM, mostrano una band dal songwriting elegante e raffinato con melodie capaci di catturare ascolto dopo ascolto e arrangiamenti di classe che vengono messi in evidenza in chiusura con l'epica title-track.

Nessun filler, ma una tracklist intensa dall'inizio alla fine; “Fire In The Sky” degli Escape è un disco davvero degno delle nostre attenzioni, parola di rocker!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
1924 risultati - visualizzati 1 - 10 « 1 2 3 4 5 6 ... 7 193 »
Powered by JReviews

releases

Fortunato, si deve migliorare su diversi aspetti
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Meravigliosa sorpresa a nome Yattafunk!!!
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un viaggio nel medioevo con i Sommo Inquisitore
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
A zonzo sul confine tra Svezia e Norvegia col debutto degli Åskog
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli indiani Against Evil ed il loro genuino heavy metal
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Artillery: con una X segnano il decimo album
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Un debutto sufficiente per gli Helltern
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Junkwolvz: un esordio incerto.
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Segnatevi il nome dei Nightshadow!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli Immortal Sÿnn virano verso il thrash
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
"Conquistador", il debutto super-complesso degli Stone Healer
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Haunt: nel segno della tradizione
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla