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Opinione scritta da Celestial Dream

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Opinione inserita da Celestial Dream    24 Gennaio, 2022
Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 2022
#1 recensione  -  

Ritorno in pompa magna per i Kissin' Dynamite con “Not the End of the Road”, disco atteso da ogni amante e seguace delle sonorità più rockeggianti e che dimostra la crescita e la maturazione compositiva della band tedesca. Una collezione di brani possenti a partire dall'opener, la title-track “Not the End of the Road”, che esplode col detonatore per aprire le danze con un coretto tutto da cantare. Anche grazie al lavoro di produzione, mixaggio e masterizzazione dell'accoppiata Hannes Braun (Südland Music) e Jacob Hansen agli Hansen Studios, il sound roboante dei Nostri colpisce l'ascoltatore con prima l'anthem che risponde al nome di “What Goes Up” e subito dopo con i coretti da stadio di “Only the Dead”. Se la lenta “Good Life” svolge il suo compitino senza troppa partecipazione, ci pensano le più massicce “All for a Halleluja” - un po' scontata nel refrain ma certamente esaltante – ed i ritmi eccitanti di “No One Dies a Virgin” a riprendere il discorso iniziato nel modo corretto all'inizio della tracklist. Una scaletta che continua prima con le influenze Pop poco riuscite di “Gone for Good” e successivamente con l'impatto Modern Gothic di “Voodoo Spell” e l'acustica lenta e drammatica, questa sì decisamente piacevole, “Scars”.
Un mix di Bon Jovi, Skid Row e Crazy Lixx; se queste sono le vostre coordinate musicali non esitate a tuffarvi su “Not the End of the Road”, disco di sostanza e capace di esaltare nonostante qualche passaggio a vuoto. Heavy Glam Metal esplosivo con il ritorno dei Kissin' Dynamite, probabile highlight del 2022 in ambito Hard Rock!

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Opinione inserita da Celestial Dream    24 Gennaio, 2022
Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 2022
#1 recensione  -  

Mikael Erlandsson è un instancabile songwriter (con i Last Autumn's Dream la media era di almeno una pubblicazione ogni 365 giorni) e anche se negli ultimi tempi ha un po' allentato la presa, il ritorno in pista dei suoi Autumn's Child doveva essere imminente ed infatti eccoli arrivare puntuali. Terza release sotto questo monicker che presenta anche qualche modifica all'interno della line-up, con l'ingresso di Magnus Rosen, bassista svedese con un passato anche negli HammerFall. “Zenith” è un disco vario e che suona davvero bene alternando momenti più spensierati e melodici (esemplare l'opener “Emergency” e la divertente “Love Is a Fighter”) a brani più possenti rispetto al passato (con i rockeggianti riff di “Crowdpleaser” e “Don't Wanna”) senza dimenticare le solite ballatone (straordinaria la strappacuori “Nightingale” e poi “Heaven Can Wait”) e qualche momento più frizzante e fuori dagli schemi, come il pomp Aor di “Evangeline” con tappeti di tastiera che si aprono a melodie vocali convincenti e “Never Say Die” che gioca con esperienza e sapienza su coretti ammiccanti e ritmi appassionanti.
“Zenith” appare come una produzione più solida e meno zuccherosa e drammatica rispetto al passato. Con tutti i suoi difetti (poca evoluzione e tante soluzioni già viste nelle numerose release del passato), questo à certamente l'ennesimo buon lavoro dell'eterno romantico Michael Erlandsson.

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Opinione inserita da Celestial Dream    13 Gennaio, 2022
Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 2022
#1 recensione  -  

Ci eravamo lasciati nel 2017 con lo splendido debutto firmato Kee of Hearts, band che vedeva nascere la collaborazione tra Tommy Heart, storica voce dei Fair Warning (ex-V2, Soul Dictor, etc..) e Kee Marcello, ex chitarrista degli Europe. Con un nuovo nome e la stessa voglia di rimettersi in gioco, ecco arrivare questo omonimo disco degli Out Of This World ed un sound che segue ciò che avevamo incontrato in passato con un Melodic Hard Rock scritto e suonato con sapienza. Melodie canticchiabili ed un gran lavoro alle sei corde, brani dall'appeal importante ma non banali; come la partenza affidata a “Twilight”, song spinta dalle tastiere che ci si ritroverà a canticchiare molto presto, visto il ritornello capace di stamparsi subito in testa (e che lavoro alle pelli del batterista Darby Todd, protagonista durante tutto il disco!), senza dimenticare le note esplosive di “Hanging On” e, più in là nella tracklist, con l'impatto melodico e spensierato di “Staring At The Sun”. Le chitarre si fanno più possenti ed i ritmi maggiormente trascinanti nella scoppiettante “The Warrior”, in cui Marcello può dare sfoggio di tutte le sue enormi doti. Riff trascinanti che ritroviamo a spingere l'iper-melodica “Ain't Gonna Let You Go”, song caratterizzata dal cantato pulito e celestiale di Tommy, con la sua voce che splende anche quando cresce il livello emotivo e si incontrano le ballatone “Only You Can Teach Me How To Love Again” e l'elegante incedere di “In A Million Years”, dove il lavoro svolto sui cori è eccelso.
Per gli amanti dell'Hard Rock melodico e di band come Fair Warning ed Europe, questo è un disco obbligatorio. La nuova annata musicale è appena iniziata, ma abbiamo già un highlight da potenziale top ten di fine anno!

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Opinione inserita da Celestial Dream    16 Dicembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre, 2021
#1 recensione  -  

Dopo l'EP “Tomorrow and Yesterday” del 2019 che faceva seguito all'omonimo debutto di tre anni prima, i newyorkesi Tower si ripresentano sotto le ali della label nostrana Cruz Del Sur Music con questo nuovo “Shock to the System”, trentanove minuti per dieci brani elettrizzanti che corrono spediti con forti influenze settantiane. Metal classico che ci riporta alle origini della musica che amiamo; la band americana mette sul piatto una dose di energia notevole mischiata ad una patina vintage che sembra farci tornare indietro nel tempo.
Un lavoro nato e composto durante la pandemia dovuta al Covid-19 dalla quale la band ha trovato tempo ed ispirazione entrando poi agli studio Artifact Audio in Ridgewood, New York per la registrazione con il produttore Sasha Stroud. Il disco è segnato dai ritmi esplosivi posti in apertura con “Blood Moon” e che proseguono con le prorompenti “Running Out of Time” e “Hired Gun” passando per il tocco catchy e pop di “On the Line” ed i ritmi vibranti di “Prince of Darkness”. L'ugola ruvida di Sarabeth Linden è una bomba esplosiva che accompagna le composizioni e si esalta tra le note epiche di “Lay Down the Law” e poi sulla tuonante “The Black Rose”, in cui può usare tutta la grinta che la contraddistingue. Sono le chitarre ovviamente a dettare legge con riff scoppiettanti, quelli che incontriamo nella più articolata “In Dreams”, song che si sviluppa su sette minuti ricchi di pathos e cambi di umore.
I Tower si rifanno spudoratamente al metal classico settantiano, quello delle origini, ma lo fanno con passione e tanta carica. E a noi questo "Shock to the System" è piaciuto parecchio!

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Opinione inserita da Celestial Dream    16 Dicembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre, 2021
#1 recensione  -  

Un tuffo all'interno dell'Hard Rock melodico - ma senza dimenticare qualche momento più roccioso - con i Wicked Sensation, band ormai rodata che arriva al quinto disco in studio con questo “Outbreak”. “Adrenaline Rush ” del 2014 era stata una piacevole sorpresa grazie anche all'ingresso di un frontman affidabile come David Reece (ex-Accept), abile anche nel cooperare durante la stesura dei brani. E questo nuovo lavoro segue quella strada alternando passaggi più corposi come l'opener “Starbreaker” e la ruvida “Jaded Lady” a momenti più canticchiabili vedi “Child Of Sorrows” e “Hide Away”. Ma sono presenti anche alcune composizioni fuori dagli schemi come la più moderna ed oscura “Light in the Dark” e la maggiormente metallica “Satisfy Temptation”. Insomma la varietà non manca all'interno di un lavoro confezionato molto bene a partire da una buona produzione che accompagna l'ascolto; l'unica pecca che possiamo trovare è che come molte altre uscite recenti, manca un po' l'anima ad un disco che non verrà ricordato anche per la mancanza di qualche hit in grado di fissarsi in testa. Il momento più riuscito del disco arriva nel finale con “Step into the Light”, song coinvolgente che esplode in un bel coretto durante il ritornello. I Wicked Sensation si confermano dunque act piuttosto valido all'interno della scena Hard Rock, ma con margini di miglioramento ancora evidenti.

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Opinione inserita da Celestial Dream    14 Dicembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 2021
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Come vola il tempo; sembrava ieri quando i Narnia muovevano i primi passi all'interno della scena Metal con il loro Power Metal dalle tinte neoclassiche e con un marcato retrogusto nordico. Tanti album alle spalle ed ora questa raccolta per celebrare una carriera forse al di sotto delle aspettative per quanto riguarda i risultati di vendite, ma certamente soddisfacente per la qualità musicale. Qui dentro trovate una montagna di pezzi (esattamente trenta!) esaltanti, tra accelerazioni powereggianti e mid-tempo evocativi. La chitarra di CJ Grimmark mostra tutta la sua dinamicità tra riffoni pesanti ed esplosioni a tutta velocità lungo gli assoli, mentre l'ugola di Christian Liljegren è cristallina e si muove con destrezza anche sulle note alte. I brani, sempre ben accompagnati dalle tastiere, sono così pescati da tutta la discografia partendo dal debutto “Awakening” fino all'ultima release della band svedese, il buonissimo “From Darkness to Light”, con alcuni pezzi in versione live. Le straripanti “A Crack in the Sky”, “Reaching for the Top”, “The Witch and the Lion” e “Break the Chains” corrono spedite con influenze malmsteeniane, mentre echi di Stratovarius si fanno strada sui ritmi sostenuti di composizioni come “Living Water”. Le più cadenzate “The Mission” e “The War that Tore the Land” mostrano il lato più ragionato e coinvolgente della band, che lavora bene nel ricreare atmosfere epiche. Nel finale non poteva mancare “Long Live the King”, che dal vivo viene cantata da tutti i presenti. Un ottimo prodotto per scoprire questa band, la quale negli anni ha dato alle stampe dischi davvero avvincenti. Buon compleanno Narnia!

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Opinione inserita da Celestial Dream    07 Dicembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 07 Dicembre, 2021
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Debutto davvero interessante per gli amanti del Metal neoclassico; i Perpetual Etude spinti dall'estro compositivo del loro mastermind Magnus Mild ci consegnano otto brani davvero interessanti per tutti gli amanti di Malmsteen e di quel sound elegante con melodie raffinate. Il chitarrista scandinavo riesce a muoversi con equilibrio all'interno delle composizioni senza mai esagerare con lunghe parti strumentali, ma piuttosto lasciando spazio al singer Kristian Fyhr: anch'egli senza strafare riesce a donare ai brani calore e passione. La partenza scoppiettante e fulminea di “I've Got the Power”, le più melodiche “Show Me” e “Straight Through the Heart” con Kaspar Dahlqvist (ex Dionysus e Stormwind) a prendere mano ai suoi tasti d'avorio per regalare dei brevi ma intensi assoli di tastiera, mostrano subito l'indirizzo sonoro scelto dal quintetto nordico. I ritmi elevati per la cavalcata neoclassica che prende il nome di “Once We Were One” lasciano spazio alla title-track, che si stampa con furore grazie a riff ben accompagnati dalle tastiere e dal cantato più aggressivo di Kristian che muove le corde fino ad un bel coretto. Nel finale arriva “Sail Away”, pezzo che trova al microfono un ospite speciale come il noto singer svedese Göran Edman. Innovazione poca, ma i brani sono scritti ed eseguiti con sapienza; partono forte i Perpetual Etude con questo esordio tutto da gustare!

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Opinione inserita da Celestial Dream    01 Dicembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 01 Dicembre, 2021
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Intercore è una band che gira attorno alla mente del chitarrista, songwriter e produttore Raimo Rommedahl (ex-Cousin Bill) assieme al cantante e chitarrista Jesper Max (ex-Fraise). Insieme hanno composto i brani che compongono questo loro disco di debutto, un lavoro che si rifà all'Hard Rock classico e melodico ed a band come Thin Lizzy, Europe e Scorpions. “Dreams for Sale” contiene undici pezzi che alternano le sonorità più classiche con chitarre ben presenti come nell'opener “Summerdream” e più avanti con la compatta “Stars Are Mine” passando per composizioni dall'appeal più melodico di “Leave It All Behind” e “Kilimanjaro”. La band svedese confeziona un disco ben ascoltabile ma non certo un highlight all'interno della scena attuale. Manca certamente un pizzico di carisma nel songwriting; in effetti durante l'ascolto non si trova alcuna vera e propria hit, ma soltanto dei brani piacevoli che rischiano di finire nel dimenticatoio molto presto. Sono forse i momenti più emotivi e sognanti a far salire il disco su livelli buoni ed è in particolare la calda ballata “I Still Hear You” a colpire con decisione grazie ad intense melodie dal tocco Blues ed ottime divagazioni chitarristiche.
Gli Intercore non sono attualmente una top band a livello mondiale all'interno della scena Hard Rock, ma presentano buoni spunti che dimostrano le capacità di una band che con questo “Dreams for Sale” ha solamente rotto il ghiaccio e potrebbe tornare a breve con qualcosa di superiore a questo più che sufficiente esordio discografico.

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Opinione inserita da Celestial Dream    29 Novembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 2021
#1 recensione  -  

Il ritorno degli americani Firewolfe - sempre sotto le ali protettrici della Limb Music -, ci ripropone una band alle prese con un Heavy/Power Metal di chiare influenze US; Malice, Jag Panzer, Vicious Rumors, Jack Starr e Fifth Angel, per intenderci, sono le coordinate su cui si muovono brani rocciosi e vivaci come “Vicious as the Viper” e “Pedal to Metal” che troviamo in apertura. Con il nuovo singer Freddy Krumins salito a bordo negli ultimi mesi, il gruppo è pronto ad affondare la propria lama con riff dinamici e potenti ad opera della coppia d'asce formata da Michael David e Nick Layton, e composizioni che alternano andature elevate a ritmi più ricercati, nel classico stile US Metal. Di quest'ultima categoria rientrano certamente l'oscura “Conquer All Fear” o “ Swallow My Pride”, quest'ultimo pezzo intriso di quel sound tipico degli 80's. Peccato che nonostante sia evidente una certa ricerca in fase di composizione, spesso a queste song manchi un pizzico di carisma. Insomma la sensazione anche, se non soprattutto, durante "The Evil Eye Trilogy", è di avere tra le mani un lavoro quasi ineccepibile per certi versi, ma del quale rimane ben poco alla fine dell'ascolto: mancano quel ritornello che rimane in testa, quel riff che ti fa girare la testa. Insomma mancherebbe poco ai Firewolfe per fare un bel passo in avanti, ma non è ancora questo il momento.

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Opinione inserita da Celestial Dream    29 Novembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 2021
#1 recensione  -  

Otto brani per trenta minuti scarsi di Heavy Metal suonato con dedizione, passione e sapienza; i Fortress arrivano dalla California e questo loro “Don’t Spare the Wicked” arriva dopo l'EP pubblicato sempre per la High Roller Records nel 2018. Ritmi spediti accompagnano l'apertura con i riff al fulmicotone che conducono “Lost Forever”, pezzo esaltante spinto dalla voce epica e squillante del singer Chris Nunez. Un inno Heavy Metal da 10 e lode che irrompe alla grande dalle casse dello stereo prima di lasciar spazio alla successiva “Devil's Wheel”, altro brano che scorre rapido a differenza della più epica e quadrata “Anguish”, song che si rifà al classico US Metal di Helstar e Vicious Rumors. Lo Speed Metal che esplode dalle casse con “Red Light Runner” non ammette prigionieri, i ritmi sono elettrizzanti e i solos di chitarra corrono alla velocità della luce: che lavoro di Fili Bibiano alle sei corde! Le note più ragionate di “Children of the Night”, con influenze più marcate verso la scena NWOBHM, lasciano spazio prima alla strumentale ed atmosferica “The Passage”, poi all'aggressiva title-track che chiude le danze con un livello elevato di adrenalina.
Uno dei migliori dischi in assoluto in questo 2021 in ambito Classic Heavy Metal arriva da questi giovani americani; i Fortress confezionano un disco potente, epico e melodico quanto basta!

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