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Opinione scritta da mario

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Opinione inserita da mario    20 Gennaio, 2014
Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 2014
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I Deshody sono una band nostrana formata due anni fa che arriva quest'anno al debutto con l'album intitolato "Collapsing Colors"; il loro sound si concentra sul thrash metal anni '80, con un pizzico di death metal ed influenze metalcore. La band non va a rivoluzionare niente, il disco è un potente album di thrashcore massiccio e pesante e, pur non avendo idee che fanno gridare al miracolo, risulta però piacevole da ascoltare.

Oltre alla potenza, però, i Deshody nella loro musica ci infilano ogni tanto qualche melodia decisamente più orecchiabile ed il risultato è sicuramente molto positivo.
Effettivamente la formula del disco sarebbe thrash metal con influenze metalcore, ma la voce del singer Domenico usa sia lo stile di canto pulito sia il growl.
Riffs distruttivi e assoli dirompenti, drumming potente e vario e basso presente; il tutto è stato fatto come si deve. L'unica cosa che pecca è il fatto di non essere un disco originale, perchè effettivamente non c'è nulla che non abbiamo già ascoltato da altre bands del passato.

"Collapsing Colors" rimane un esordio discreto e convincente, ma ci si poteva aspettare un po' di più; serve soltanto un po' di maturazione e personalità, perchè la tecnica ai Deshody di certo non manca, solo così la band potrà fare dischi più che ottimi in futuro.

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Opinione inserita da mario    14 Gennaio, 2014
Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 2014
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I Sanitarium sono un'altra band thrash italiana e questo è il loro primo demo, uscito giusto qualche mese fa. Il sound della band è un martellante e pesante thrash/groove, con forti influenze Testament e Pantera, ma anche di un pizzico di Slayer, che di certo non guasta. La proposta del gruppo non è innovativa, ma la musica suonata in questo demo è davvero carica ed ispirata. La band non inventa nulla, ma non usa ritmiche che sanno di già sentito, tutt'altro.

Quattro tracce di puro thrash metal fatto come si deve, con riffs pesanti, a volte molto veloci ed a volte invece abbastanza lenti, ma pur sempre devastanti ed inoltre un ottimo lavoro di batteria. Certo la produzione non è eccelsa, ma non si può pretendere troppo da un demo.
Il songwriting è molto vario e incisivo, pur non essendo così difficile. Inoltre, se c'è una cosa che più ho apprezzato di tutto il lavoro, sono sicuramente gli assoli, davvero molto belli e di presa.

In conclusione, si tratta di un demo davvero promettente; forse la band ha bisogno ancora un attimo di maturare, ma anche se continuasse a fare demo/album di questo livello non sarebbe certo un problema.

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Opinione inserita da mario    12 Gennaio, 2014
Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio, 2014
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Per i thrashers incalliti di sicuro il nome dei Suicidal Angels è alquanto noto, avendo gia fatto quattro album che hanno riscosso un buon successo. I greci Suicidal Angels da sempre suonano un classico e semplicissimo thrash metal old school ed avevano fin'ora alternato un album ottimo (Eternal Domination) a un album sottotono (Sanctify The Darkness), poi un'altro album ottimo (Dead Again) e un album mediocre (Bloodbath). Quest'anno tornano con la loro quinta release 'Divide And Conquer', sempre fedele alla formula che caraterrizza la band. Sembrerebbe di andare incontro ad un grande album, basandosi solo sulla copertina molto bella, purtroppo però non è altrettanto per la qualità della musica. Da sempre la loro formula è un thrash metal basato sugli Slayer, con un pizzico di Sepultura e Possessed, che non offre nulla di nuovo, ma nei loro due album validi precedentemente citati avevano saputo utilizzarla senza cadere nella mediocrità, cosa che purtroppo è successa con questo "Divide And Conquer".

Oltre al fatto che anche i testi sanno molto di Slayer (problema presente anche negli album precedenti), le canzoni sono composte da riffs troppo riciclati e, purtroppo, fin troppo ripetitivi. Ci sono canzoni che durano più di sei minuti, ma per colpa della presenza di queste ripetitività sembra ne durino venti!
La batteria poi non è mai stata un asso nella manica dei Suicidal Angels, e qua ne abbiamo la conferma: a parte il fatto che a volte è un po' monotona, non trasmette la giusta dose di energia che una batteria dovrebbe dare per accompagnare la musica e magari renderla migliore.
Inoltre, anche la voce del singer "Nick Melissourgos" è da sempre abbastanza noiosa e monotona e, secondo me, non sa travolgere e coinvolgere l'ascoltatore; qui però andiamo nel campo dei gusti personali, quindi meglio non proseguire oltre.

L'album parte subito molto male. La prima canzone "Marching Over Blood" è una delle peggiori track di tutto il lavoro, molto monotona, scontata e piatta, e di certo non invoglia l'ascoltatore a continuare l'ascolto.
Il tutto prosegue ancora senza nulla di interessante, con una serie di canzoni per nulla convincenti.
La track-list invece è decisamente più piacevole perchè, pur essendo scontata, si presenta abbastanza veloce e di breve durata (tre minuti). Ma non è certo un buon motivo per alzare il voto all'album.
"Control To The Twisted Mind" è invece un poco più varia e interessante delle precedenti; parte con una intro strumentale, per poi scaraventare addosso all'ascoltatore del potente e sano thrash metal old school che non farà gridare al miracolo, ma che comunque dà l'illusione di poter trovare delle altre idee interessanti nell'interno del disco. Inoltre possiede un assolo veramente bello che potrei indicare come il migliore punto del disco.
Mi sembra inutile parlare di "In The Grave", che è quanto di più scontanto/noioso che l'album possa offire; vale lo stesso discorso anche per "Terror Is my Scream". Neanche con l'avvicinarsi della fine del disco le cose migliorano, ma fortunatamente non peggiorano: le tracce sono ancora molto piatte, ma fortunatamente sono allo stesso livello delle precedenti, così da non abbassare il voto ulteriormente, anche se non è esattamente una bella cosa trovarsi altre tracce riciclate e ripetitive. "White Wizzard" è la canzone che conclude il tutto, un bruttissimo modo per finire un album che già lascia molto amaro in bocca: ben otto minuti di canzone che risultano difficilissimi da ascoltare, ancora a causa di ritmiche troppo, ma davvero troppo monotone.

In pratica quest'album è il seguito del precedente "Bloodbath", già molto mediocre, ed è un vero peccato. Tralasciando un paio di canzoni ascoltabili, vi sarà chiaro che questo disco è deludente e molto sottotono, sebbene la produzione sia molto pompata ed energica.
La passione nei Suicidal Angels c'è e c'è sempre stata, ma purtroppo in questo disco la band non è riuscita a suonare con la giusta voglia ed energia. Come penso tutti abbiano capito, sconsiglio l'ascolto di questo disco, a meno che non siate fans accaniti di questa band (sempre se ce ne siano).

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Opinione inserita da mario    04 Gennaio, 2014
Ultimo aggiornamento: 05 Gennaio, 2014
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Devo dire che i Legion of the Damned finora non mi erano mai piaciuti molto. Per il semplice motivo che li trovavo un po' troppo noiosi, ripetitivi e banali, dato che suonavano (e suonano tuttora) un semplice thrash metal brutale, ma piatto come una sogliola. Quest'anno però fortunatamente sono tornati con un disco convincente, il loro sesto album intitolato "Ravenous Plague". E se qualcuno è gia riuscito ad ascoltarlo, penso si starà chiedendo perchè questo mi è piaciuto, diversamente dai precedenti dischi, dato che il sound della band è ancora quello e non è cambiato di una virgola. E' semplice, i precedenti dischi erano troppo riciclati e ripetitivi, mentre questo nuovo "Ravenous Plague" è decisamente più ispirato, vario e non ricicla (troppo) idee altrui.

Quest'album, oltre ad avere una copertina davvero molto bella, è una mazzata sui denti, una vera mitragliatrice di puro thrash metal brutale, senza roba già troppo sentita o noiosa. Il tutto è stato fatto come dovrebbe, con un songwriting massiccio e davastante. 11 tracce da craniata sul muro, non memorabili, ma comunque utili per far scapacciare l'ascoltatore. Non c'è esattamente una canzone migliore dell'altra, perchè tutte sono un'ammasso unico di puro metal estremo.

Riffs distruttivi, batteria potente quanto serve, il tutto è stato fatto come dovrebbe. Se c'è davvero una cosa che mi è piaciuta più del resto, è la voce del singer Maurice Swinkels che, non sarà un cantante eccezionale, ma almeno riesce a risultare coinvolgente pur non cambiando quasi mai il tono vocale. Tra tutte le canzoni spiccano Doom Priest, Howling For Armageddon e Mountain Wolves Under a Crescent Moon, che sono le più affascinanti e travolgenti di tutto il lavoro.

Purtroppo alcune songs risultano a volte un po' troppo ripetitive, monotone e quindi non aiutano a far crescere il voto dell'album. Fortunatamente però le canzoni non eccelse sono decisamente inferiori a quelle più "interessanti" (voglio dire, non è che siano interessantissime, ma sono almeno molto piacevoli da ascoltare), permettendo quindi all'album di meritare decisamente una sufficenza.

In conclusione, tutto sommato si tratta di un album di sano e puro headbanging, che non porta nulla di ciò che non è stato già fatto, ma che comunque risulta decisamente piacevole da ascoltare. Un album solido e compatto, molto energico e potente. Se avete apprezzato le precedenti releases del gruppo in questione, di sicuro questo "Ravenous Plague" non vi deluderà. Per quanto mi riguarda, credo che questo sia il primo album valido dei Legion of The Damned.

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Opinione inserita da mario    04 Gennaio, 2014
Ultimo aggiornamento: 08 Marzo, 2014
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Gli Inflikted sono una nuova band proveniente dalla Svezia che arriva quest'anno al debutto con l'omonimo "Inflikted". Un album puramente thrash old school chiaramente influenzato dalla leggendaria band tedesca Sodom, ma che presenta anche delle influenze NWOBHM che di certo non guastano e rendono questo debutto davvero una bella proposta. Certo, gli Inflikted non puntano sull'innovazione, ma hanno un sound molto fresco ed ispirato, che non usa roba riciclata (o almeno non troppo).

Il loro sound thrash è molto macchinoso e pesante, come appunto quello dei già citati Sodom, presentandosi come una vera mazzata: riffs massicci, pesanti e veloci quanto serve.
Se aggiungete un batteria potente e un basso molto presente ed efficace, il tutto risulta molto convincente. Anche se, come ho detto, il sound della band è pesante, gli Inflikted ci infilano ogni tanto melodie decisamente più "leggere", ma anche parti strumentali e "tranquille", come accade all'inizio della prima traccia "Inferno". Tra l'altro anche la voce del singer ricorda molto quella del caro Tom Angelripper, tanto che credo sia evidente che questa band è cresciuta a pane, Sodom e Motorhead.
Il songwriting è a tratti molto vario, mentre a tratti macchinoso. Ad esempio, nella prima traccia, che dura ben 6 minuti e 46 secondi, è molto vario e ragionato, mentre in altre, come "Corporate Slut", si fa macchinoso e a volte un po' ripetitivo. Ma non è un problema, perchè questo non annoia per alcun motivo. Ed appunto "Corporate Slut" è un ottima track di thrash old school fatta come si deve, molto probabilmente una delle migliori dell'intero disco.

Questo "Inflikted" non offre nulla di nuovo, ma un'ottima rivisitazione del thrash anni '80, senza cadere nel mediocre, come purtroppo succede a tante bands che escono fuori negli ultimi anni. Un ottimo e promettente disco che ci lascia pensare che questi Inflikted possano fare grandi album in futuro. Ascolto e supporto per gli Inflikted consigliato senza dubbio.

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Opinione inserita da mario    01 Gennaio, 2014
Ultimo aggiornamento: 02 Gennaio, 2014
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Se avete gia letto qualche mia precedente recensione, saprete che sono certo dell'idea che ci sono un pò troppe band thrash che suonano old school, ma anche che un disco non originale non è per forza brutto.
Ci sono però anche i gruppi che sanno convincere al massimo sebbene non inventino nulla: un esempio sono questa nuovissima thrash band italiana, di nome Deathonator, che arriva quest'anno (o meglio, nel 2013 appena passato) con il suo primo EP "Laughing At You", composto da ben cinque tracce di puro thrash metal anni '80. Lo si può intuire subito dando uno sguardo alla copertina che la band non vuole puntare all'innovazione ed appunto questo EP è davvero una mazzata sui denti. Un thrash metal massiccio, pesante e puramente old school, di scuola Tankard e Exodus, anche se ogni tanto si sente qualche influenza dei Pantera che non guasta mai. Un sound old school supportato da un'ottima tecnica che non va a riciclare, pur avendo molte influenze, che non è molto originale, ma quanto mai convincente. La durata delle tracce è media, tra i tre e i cinque minuti, quindi anche chi non apprezza particolarmente le canzoni troppo lunghe non potrà che gioire davanti a tutto il lavoro.

Ad aprire il disco si trova "Deathonated". Parte con una brevissima intro per poi far esplodere riffs e vocals assassine e devastanti, il tutto supportato da un ottimo lavoro di batteria. Il brano continua sempre meglio durante tutta la durata, con un songwriting semplice, ma preciso e diretto.
Arriva poi un'altra song molto solida e compatta, la title track "Laughing At You". Parte con dei riffs non troppo veloci e molto di presa, per poi far esplodere dei cori della band, che si sentono più o meno per tutta la durata. "Lazi Crusade" è una canzone molto travolgente e divertente, che parte con giri di basso e batteria intriganti, per poi far scoppiare ritmiche spaccaossa. Insomma, un ottimo pezzo che è probabilmente il migliore di tutto il lotto, soprattutto grazie a un assolo molto bello, seppur non molto lungo.
La penultima track è "Mirror", la più lunga dell'intero lavoro. Una canzone che incomincia melodicamente e "tranquillamente", per poi scaraventare in faccia all'ascoltatore del veloce e distruttivo thrash metal.
Il brano conclusivo è "Punishment", song veloce che presenta un songwriting massiccio e semplice ma quanto mai azzeccato. Semplicemente un bel (se non ottimo) modo per mettere fine a questo EP.

In pratica, come gia detto, questi Deathonator non inventano nulla e non offrono originalità, ma presentano un sound molto ispirato e mai banale o scontato. Il tutto è semplicemente fatto come un bel disco thrash dovrebbe essere: songwriting massiccio, parti "tranquille" e un singer che sa coinvolgere l'ascoltatore.
I Deathonator hanno sicuramente l'energia che serve per fare degli ottimi album; non ci resta quindi che aspettare il debut album della band. Come avrete capito, l'ascolto è consigliato a qualsiasi metallers.
Bravi Deathonator!

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Opinione inserita da mario    06 Dicembre, 2013
Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre, 2013
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I Truth Corroded sono un gruppo death/thrash australiano, che torna quest'anno con il suo quinto disco 'The Saviours Slain'. Il loro sound è semplice: death/thrash classico che non punta sull'innovazione.
Ed effettivamente 'Worship The Bleed', il precedente disco della band, aveva questa formula ma era ben suonato e ben compatto sotto ogni punto di vista, rivelandosi quindi più che piacevole da ascoltare. Cosa che purtroppo, invece, non è successa con la nuova proposta del gruppo, 'The Saviours Slain'. Come ho gia detto, il sound è ancora quello, ma qua i pezzi non sembrano esser stati fatti con la giusta ispirazione, con ritmiche già sentite troppe volte e non suonate al meglio.

Qualche buono spunto c'è, come ad esempio 'They Are Horror', la track iniziale (se escludiamo la classica intro che si trova in moltissimi albums) che non è una canzone perfetta, ma si rivela ben composta, se confrontata con molte delle altre che compongono il lavoro. Purtroppo però per l'80% questo album sembra non coinvolgere l'ascoltatore, anzi fa spesso venir voglia, durante l'ascolto, di saltare e passare alla traccia successiva. 12 canzoni veramente deludenti, che non sono state fatte con la giusta ispirazione e che risultano pesanti da digerire.

Ci si aspettava molto di più da quest'album, visto anche l'ospite speciale alla chitarra, quel Craig Locicero dei grandissimi Forbidden. L'ascolto è consigliato solo agli amanti del genere, mentre gli altri possono farne tranquillamente a meno, piuttosto, se non l'avete fatto, ascoltatevi 'Worship The Bleed' che è molto meglio di questo. Mi dispiace per il gruppo che con il precedente lavoro aveva dimostrato qualcosa, ma questo non merita la sufficenza. Rimandati.

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Opinione inserita da mario    04 Dicembre, 2013
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Dopo il buono ( ma non grande) album 'In War and Pieces' i Sodom tornano continuando sulla stessa via con il nuovo 'Epitome Of Torture'. Solita formula dei Sodom, un album violento, con le tematiche di guerra che sono sono a loro molto care, ed il risultato finale non è negativo. Ci si aspettava di più, ma rimane comunque un buon lavoro, meglio indubbiamente di 'Phantom antichrist' dei Kreator.
(Vorrei sottolineare che questa non è recensione, è solo un opinione...)

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Opinione inserita da mario    09 Novembre, 2013
Ultimo aggiornamento: 09 Novembre, 2013
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Gli australiani Gorefield si formano nel gennaio del 2011 e quest’anno arrivano con il loro debutto officiale “ As Down Bleeds The Sky…”: si tratta di uno speed/thrash veloce, incisivo, mai banale e scontato pur non inventando nulla di nuovo, con personalità nelle ritmiche e i riffs dall’ottimo chitarrista Kurk Tickle, che è anche il cantante del gruppo.
Ad iniziare il disco si trova “Embers”, brano che parte melodicamente per poi far esplodere dei riffs veloci e travolgenti, accompagnati da una potente batteria; la canzone continua così per tutta la durata e si rivela un ottimo inizio per un questo album. Si continua sempre meglio grazie ad “Love Thy Enemy”: un altro ottimo pezzo, veloce (anche se non come il precedente), travolgente, con ottimi giri di chitarra, e con una prova notevole del singer. “Those Who Say Never” risulta una traccia piacevole, ma non mi ha detto molto a causa dei riffs che, a mio avviso, sono stati molto riciclati. In ogni caso, è l’unica canzone che non è riuscita a convincermi e non riesce ad abbassare il giudizio per questo splendido debutto.
Arriva poi “Apathy”, che, come la track iniziale, parte melodicamente per poi far entrare all’ascolto di riffs speed/thrash d’impatto e travolgenti ed una potente batteria. Probabilmente la song che più ho gradito del lotto.
Ci si avvicina alla fine dell'album e si entra nell'ascolto della massiccia "Playing With Fire", incisiva e d'impatto, abbastanza lunga rispetto alle altre tracks che compongono il resto del disco, ma non è assolutamente un problema.
Penultima canzone è l'ottima "End Of The Night", che parte con una breve intro di batteria, per poi scaraventare in faccia riffs veloci e potenti, accompagnati ancora dall'ottima voce del cantante: una traccia semplice, ma che appunto fa della semplicità il suo punto di forza. Il finale del disco è affidato alla title-track "As Down Bleeds The Sky": si tratta di una ballad semplicemente perfetta, melodica, abbastanza lunga (di cinque minuti), ma che riesce a coinvolgere l'ascoltatore dal primo all'ultimo secondo.
Semplicemente un disco suonato come si deve: veloce, melodico, massiccio, vario, in pratica ha tutto quello che un buon album dovrebbe avere. Probabilmente si tratta di uno dei migliori dischi usciti quest'anno nel campo thrash metal e a tutti gli ascoltatori di questo genere non potrà che dare gioia. Da segnalare soprattutto "As Down Bleeds The Sky" e "Apathy".
Non aspettate troppo a fare vostro e consumare di ascolti quest'ottimo debutto dai promettenti Gorefield, perchè si tratta davvero di un ottimo lavoro. Affrettatevi!

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Opinione inserita da mario    07 Novembre, 2013
Ultimo aggiornamento: 07 Novembre, 2013
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Tornano i thrashers canadesi Terrifier, nati originariamente come Skull Hammer, con il loro nuovo EP "Metal Or Death". Gia autori di un debutto piacevole e convincente intitolato "Destroyers Of The Faith", quest'anno proseguono sempre meglio la loro carriera, e questo "Metal Or Death" (che fantasia per il titolo...) è un ottimo disco di thrash metal duro e massiccio. Solo tre tracce per solamente dieci minuti di durata, ma che mai lasciano una sensazione di incompiuto, anzi, tutt'altro, fanno venire voglia di riascoltare il tutto almeno un altro paio di volte.
La prima canzone è la title track, "Metal Or Death", che parte con una brevissima intro di batteria, seguita da riffs che sembrano, più che thrash, un misto tra thrash metal ed heavy metal; ma non è certo un problema, tutt'altro, la canzone continua sempre meglio diventando sempre più massiccia e potente per tutta la durata, con ottime sezioni ritmiche, supportate dall'ottima voce del singer (e bassista) Chase Thibodeau. Si scatena poi la furia di "Infernal Overdrive", brano incazzato e velocissimo, che parte da subito con riffs veloci e una potente batteria, per poi far entrare la voce del cantante. Probabilmente è il pezzo che ho più apprezzato del lotto. La conclusione dell'EP è affidata alla song "Wretched Damnation", altro brano furioso, con riffs veloci e massicci, supportati ancora una volta da una potente batteria. Senza dubbio un brano azzeccato per concludere quest'ottimo lavoro.
Tirando le somme, ci troviamo davanti ad un ottima prova di thrash metal sparato, veloce e potente, non innovativo, ma ispirato e suonato molto bene. Se volete musica innovativa, è meglio che cerchiate altrove, perchè i Terrifier offrono una formula semplice e fanno della semplicità la loro arma migliore.
Bravi questi Terrifier, ci fanno sperare che anche nel loro prossimo album si possa sentire ulteriore musica di qualità.

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