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Opinione scritta da Celestial Dream

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Opinione inserita da Celestial Dream    05 Febbraio, 2013
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Un anno dopo il grande debutto, tornano a farsi sentire i Lionville di Stefano Lionetti. La super band è diventata motivo di orgoglio per tutti gli appassionati Italiani di questa musica perchè probabilmente mai nella storia un gruppo di casa nostra si era avvicinato così tanto ai mostri sacri del genere. Non era facile, nè scontato ritornare con un disco che non facesse rimpiangere l'album d'esordio, ma "II" dei Lionville non delude affatto e, muovendosi sulle stesse coordinate stilistiche del primo lavoro, ci propone una dozzina di ottimi brani.

Gli amanti delle melodie paradisiache non staranno certo nella pelle ascoltando "All we need", autentica gemma di melodic rock, od il ritornello da cantare a squarciuagola di "Higher". Ma "II" è pieno zeppo di canzoni vincenti, ed è impreziosito da ospiti di un certo livello, come l'immancabile Lars Säfsund dei Work Of Art alla voce ma anche Bill Champlin (Chicago), con la moglie Tamara, Bruce Gaitsch (Richard Marx, Chicago), Robert Säll (Work Of Art, W.E.T.), Sven Larsson (Street Talk) e Peter Friestedt (Williams Friestedt, L.A. Project), nomi noti ai veri Aor Maniacs. Stefano, mente di questo progetto, pone la firma sui pezzi e mette mano al microfono in alcuni brani, cosa che che gli viene piuttosto bene e la produzione, affidata ancora una volta all'esperto Alessandro Del Vecchio, risalta l'impatto melodico delle songs.

Il ritmo sostenuto di "All this time", la splendida "The Only Way Is Up", la ballata mozzafiato "No Turning Back" sono solo alcuni esempi della classe cristallina messa in campo anche per questo disco. Amanti di Toto, Journey, Chicago, del Top Class Aor o semplicemente delle belle melodie, siete avvertiti: "II" è un disco splendido che non potete lasciarvi scappare. Quello che mi auguro è di poter assistere alquanto prima a qualche data live della band nella nostra penisola. Perchè il leone è tornato a ruggire ma il suo fragore deve essere udito più e più volte.

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3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    05 Febbraio, 2013
Ultimo aggiornamento: 05 Febbraio, 2013
Top 10 opinionisti  -  

Arrivano dall'Estonia e la loro proposta è un metal gothico/melodico con voce femminile che si avvicina molto a The Gathering e Xandria. Non ho molte informazioni su questa band ma quel che è certo è che "Into infinity" è il loro primo lavoro, un ep di 7 tracce (5 vere e proprie più intro ed outro), per 35 minuti di durata. Il disco è ben prodotto per essere un demo e si presenta bene con una copertina niente male.

Dopo la breve e da me poco apprezzata intro, l'album inizia con "Runnin man", bel pezzo melodico con le tastiere che creano atmosfere orientali, riportando alla mente le sonorità proprio di "Salome" degli Xandria. Più inusuale la successiva "Hate is all you left for me" che guadagna molti punti in originalità e grazie al bellissimo ritornello, merita il premio di miglior canzone dell'ep. Salta subito all'orecchio l'ottima prestazione della cantante Anet, che mi ricorda a tratti la nostra Cristina Scabbia, ben supportata dai suoi compagni Estoni. Nella più heavy "Blind faith" vengono inserite tante idee ma il risultato non convince appieno, mentre non è niente male la sinfonica "Death itself" soprattutto durante la sua lunga intro strumentale.

"Into infinity" contiene dei pezzi ben costruiti ed originali; la band est-europea non si accontenta di soluzioni banali, ma cerca un sound personale, e questo è sicuramente positivo. Un buon prodotto per una band al primissimo passo.

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Opinione inserita da Celestial Dream    31 Gennaio, 2013
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Immensi come sempre. Non al livello del primo, inarrivabile disco, ma altro grande centro, non sbagliano un brano, attualmente nel power metal melodico, parliamo di una delle prime 10-15 bands al mondo!

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Opinione inserita da Celestial Dream    30 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 21 Marzo, 2013
Top 10 opinionisti  -  

I The unripes vengono da Modena e si definiscono una band Sleaze-core, un nuovo genere che dovrebbe unire il Glam e l'Hard Rock degli anni 80 con il Metal moderno. Forse di metallo moderno se ne sente poco in questo disco, ma le belle canzoni non mancano.

“This is not america” parte bene con “Track n° 1”, ma è con la successiva “Reload” che il disco entra nel vivo con dei coretti ben composti ed ottime melodie. La scuola nord europea di Crazy Lixx e Treat è ben riconoscibile in questi brani e non fa eccezione la bellissima e veloce “Get on this rollercoaster”, mentre la successiva semi ballad “You are the one” non è altro che la perla del disco con delle melodie deliziose. L'album non ne vuole sapere di calare di livello e “My muse is called rock and roll” e la ballata conclusiva “The star beyond the wall” ne sono l'esempio più lampante.

Un gran bel dischetto che farà la felicità di ogni amante del genere e delle bands descritte in queste righe. Anche in Italia sappiamo suonare del Glam/Hard Rock di altissimo livello, siete avvisati! Bravi ragazzi.

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Opinione inserita da Celestial Dream    30 Gennaio, 2013
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I SuperHorrorFuck sono una band italiana a me nuova, lo ammetto, ma ha già all'attivo due full lenght. In questo caso però si rimette sul mercato con un Ep di 4 pezzi, in attesa del nuovo album.

Brani niente male, anche se la partenza con la veloce "Death Becomes Us" non convince appieno. Ottima invece "Voodoo Holiday" che unisce il Glam Rock al Punk dei Rancid, per un pezzo iper melodico ben scritto che anche in sede live avrà un certo impatto. Altro brano valido è "Down at the Graveyard", semplice nella struttura, ma facile da assimilare con un chorus di impatto che catturerà l'attenzione di molti amanti di queste sonorità. Niente male neanche "Ante-Mortem Pictures", che costruito su un riff pesante, si apre poi in un ritornello melodicissimo come da abitudine per la band.

Ottimo demo per i SuperHorrorFuck, e sono piacevolmente contento di aver scoperto una nuova (per me) interessante band. Il nuovo disco sarà decisamente da non perdere!

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Opinione inserita da Celestial Dream    30 Gennaio, 2013
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"Introspective" è l'album d'esodio di questo gruppo australiano che in realtà è una one man band, ovvero un progetto da parte del polistrumentista Jordan Foster che ha scritto e suonato i pezzi e si è avvalso di Blaze Bayley per quanto riguarda la voce su 5 di questi brani.

Ma passiamo al disco in sè: lo dico con sincerità, "Introspective" non contiene nessun motivo per cui dovrei consigliarvelo, nessun singolo pezzo davvero degno di nota, in poche parole è un disco fragile e piatto dal punto di vista del songwriting e anche Blaze con una prestazione più che buona, non riesce ad alzare il livello generale. Difficile anche parlare di genere proposto; possiamo dire che si tratti di heavy metal ma la musica dei Vessel non è nè potente nè veloce. Brani da salvare? Sicuramente "Masterpiece" buon pezzo che si muove su interessanti melodie, mentre è carina anche la ballata messa in chiusura "Love is a catastrophe". Poco altro, l'album si trascina fino alla fine e vi assicuro che riascoltarlo più volte come ho dovuto fare io, non è certo il massimo.

"Introspective" è un disco piuttosto mediocre che non farà certo parlare di sè. Sarà per la prossima, almeno spero..

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Opinione inserita da Celestial Dream    21 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 2013
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Arrivano all'atteso appuntamento con il Dvd Live anche i Folkstone, band sempre più sulla cresta dell'onda grazie ad una grande e crescente qualità delle produzioni e ad un numerosissimo numero di seguaci sempre pronti a supportare il gruppo in sede live. Reduci dal bellissimo "Il confine", un capolavoro di Folk Rock/Metal pubblicato lo scorso anno, i Folkstone si sono imbattuti in un lunghissimo tour che ha riscosso enorme successo e che li ha portati fino a Villafranca di Verona a festeggiare tutto questo davanti ai propri fans e diverse telecamere. Un concerto di chiusura, teneutosi il 3 Novembre scorso, in cui noi di Allaroundmetal eravamo presentissimi nelle prime file, e che è stato una goduria sonora per tutti i presenti.

Per oltre 2 ore di musica, i Folkstone hanno alternato tutti i loro brani migliori, e per il report dettagliato del concerto vi rimandiamo all'articolo già pubblicato:

http://allaroundmetal.com/live-concerts/item/901-folkstone-live-festa-di-fine-tour-2012-palacover-di-villafranca-vr

Quello che invece vi interesserà sapere ora è qualcosa in più su questo dvd che si presenta in bel cofanetto digipack contenente 3 dischi: il concerto intero da gustarsi in video (disc 1) o in mp3 (disc 3), inoltre l'immancabile dvd bonus che contiene parecchio materiale tra cui i videomessaggi lasciati dai fans prima dello show, ma anche i videoclip ufficiali della band, alcune riprese fatte durante il lungo tour, fino al concerto tenutosi al Tanzt di Monaco. Per quanto riguarda il piatto forte, ovvero il primo disco, bisogna dire che ho apprezzato moltissimo la presenza del pubblico, ripreso continuamente dalle telecamere, come per dire: "è la festa dei Folkstone ma è anche la festa vostra, di voi fans senza i quali non saremmo arrivati qui". Inutile dire che l'esecuzione dei brani è stata perfetta, ormai il gruppo è affiatato ed esperto, e questo dvd riesce a trasmettere calore facendoci rivivere quella magica serata. Unica pecca del lavoro è la qualità video, non certo eccelsa soprattutto se paragonata ad altri prodotti impeccabili da questo punto di vista.

Nonostante questo, "Restano i frammenti" è un prodotto da avere per ogni fans dei Folkstone, ma anche un ottimo modo per chi vuole entrare, per la prima volta, nel mondo della band Bergamasca.

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Opinione inserita da Celestial Dream    17 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio, 2013
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Ancora un viaggio nella nostra amata Spagna per un altro disco interessante che andiamo a scoprire insieme. L'aereo virtuale di Allaroundmetal ci porta questa volta a Bilbao ad ascoltare "Requiem for a dead planet", quarto disco per la band, che ammetto, arrivo a conoscere solo ora. In realtà dovrebbe trattarsi di una specie di progetto ad opera di Jevo, chitarrista dei Valhalla che qui si occupa di batteria, basso, chitarre, tastiere, un pò di tutto e arriva a registrare il disco avvalendosi di alcuni personaggi della scena metal underground tra cui spiccano alla voce Lorenzo Mutiozabal (dei Nightfear, recensiti recentemente) e Morton (dal gruppo Morton) più altri chitarristi della scena spagnola che si sono occupati dei solos del disco.

Quel che importa è che questo ultimo lavoro del musicista Basco, è composto da 10 buone tracce di power metal melodico, di scuola teutonica però, che possiedono un buon tiro e già dal primo ascolto possono attirare la vostra attenzione. I Gamma Ray sono la band più facile da accostare ai Soulitude che anche inserendo qualche elemento extra come la voce growl (non sempre positivo) o qualche suono moderno di tastiera (a tratti interessante), non riescono a rendere il risultato molto originale. Le canzoni più riuscite sono sicuramente la melodica "We Are Not Alone", la veloce e superba "Lost In The Grandeur Of Time" ed il mid tempo "Lair Of God".

"Requiem for a dead planet" è un album onesto, a cui mancano delle vere e proprie hits per poter davvero attirare l'attenzione di chi di dischi di questo genere ne ha ascoltati già a decine e centinaia. In ogni caso rimane un buon prodotto che vi consiglio di ascoltare dal sito della band, tanto... è gratis!

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Opinione inserita da Celestial Dream    16 Gennaio, 2013
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Ricordo ancora bene il demo "Demotion" dei Veneti Twintera che ho recensito ben 3 anni fa. Cinque tracce ben composte che mettevano in mostra una giovane e promettente band che, era facilmente prevedibile, presto si sarebbe presentata con un vero full lenght. Infatti a fine 2012 ecco a noi "Lines" album di debutto che vede la luce sotto l'etichetta logic(il)logic.

Rispetto al demo recensito in passato devo ammettere che la band ha attuato qualche cambiamento tutt'altro che lieve al proprio sound che si è spostato decisamente verso territori più Hard Rock ed infatti (stranamente per un debutto) nessuna delle songs contenute nel demo “Demotion” è presente in questo “Lines”. Quindi poco a che vedere con il Prog-Power Metal che mi ricordavo, ora i Veronesi puntano su un Melodic Metal/Hard Rock dai ritmi rilassati e dalle belle melodie come “Oversight”, pezzo splendido, ruffiano ma tutt'altro che banale, che mette in mostra il talento della band e viene esaltato dalla presenza di Tom S. Englund (Evergrey) alla voce. L'apertura del disco è più consone a ciò che mi aspettavo visto che "By Hand of Justice" può essere catalogata nel filone Prog-Power ma già le successive "Where we land" e "On the Edge of..." risultano decisamente più heavy. "Lines" contiene parecchi brani ben composti e piacevoli da ascoltare, e tra questi fa parte “Cool 18”, pezzo di puro Rock 'n' Roll di scuola americana, con tanto di armonica mentre emoziona la ballata “Waves”, che sa di progressivo. Si chiude il disco in maniera più metallica con la discreta “Killing Your Feelings” e soprattutto la grintosa "Bunch of Motherfuckers".

Insomma c'è un pò di tutto in questo bel disco d'esordio per i Twintera che dimostrano un certo talento, presentando un album non banale con un songwriting vario e vincente. Si può migliorare certo, ma come inizio non c'è male! Bravi ragazzi.

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Opinione inserita da Celestial Dream    14 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio, 2013
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Altra band tedesca nel roster della Massacre Records che presenta questo disco come Sludge/Doom Metal con parti Blues e Shoutern Rock. La storica etichetta si è specializzata ormai in queste uscite Heavy Metal-Hard Rock, dal sound decisamente grezzo e può essere che in Germania ci siano parecchi sostenitori di questo genere. Io senza dilungarmi troppo devo constatare invece che anche questo disco non regala un singolo momento degno di nota, tutte cose già sentite e risentite, un album piatto e noiosetto composto da canzoni fotocopia che non emozionaano neanche un po'.

Sì, va bene, ci sono dei bei riffoni che potrebbero far agitare qualche testa (come in "Fast Lane"), ma questo non basta a salvare un disco. La voce del singer non è male, tutt'altro, ma non l'ho mai sentito cambiare tonalità in tutta la durata dell'album. Si salvano un pochino "Never change my ways" dal sound blues e soprattutto la ballata "One step away", con il suo bellissimo assolo.

La Massacre, che fù grande etichetta, ora continua a stampare dischi di cui faccio onestamente fatica a comprenderne l'utilità. Consiglio? Statene alla larga!

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