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Distance of Thought, un buon debut album Distance of Thought, un buon debut album Hot

Distance of Thought, un buon debut album

recensioni

titolo
"Edge of forever"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Blood moon rising
2. Beside myself
3. Rise!
4. Edge of forever
5. Eternal night =ASCOLTA=
6. No easy way out (Robert Tepper cover)
7. Touch my name =ASCOLTA=
8. Unspoken
9. When I see you fall =VIDEO=
10. War torn

LINE UP:
Dale Rasco - Chitarre
Drew Brown - Voce
Jeff Quiggle - Tastiere
Tony Taylor - Basso
Trenton Perry - Batteria
Marc Petillon - Chitarre

opinioni autore

 
Distance of Thought, un buon debut album 2022-12-03 09:28:38 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    03 Dicembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 03 Dicembre, 2022
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Si sa poco dei texani Distance of Thought, se non che la band è stata formata nel 2019 dal chitarrista Dale Rasco e dal cantante Drew Brown a Houston e che questo “Edge of forever” è il loro debut album autoprodotto; purtroppo il gruppo non è presente nemmeno sulle pagine delll’Encyclopaedia Metallum di metal-archives.com (grave mancanza!) ed il sito internet della band non aiuta (dalle foto si capisce comunque che non ci troviamo davanti a dei ragazzini), quindi è davvero difficile scoprire altro. Il sound degli statunitensi è un piacevole Power/Prog, con persino qualche digressione nel Gothic; giusto per farsi un’idea si potrebbero chiamare in causa i nordirlandesi Sandstone come termine di paragone, viste alcune similitudini a livello strumentale. La voce di Drew Brown è particolare, sembra non del tutto a proprio agio nel raggiungere le note più alte, ma si dimostra estremamente versatile nelle parti più basse, tanto che in alcuni tratti, come detto, proprio per questa impostazione canora calda e cupa ci si avvicina al Gothic (come nella fantastica “Unspoken”, di gran lunga il pezzo migliore del disco, o nella title-track “Edge of forever”). Strumento protagonista sono le chitarre di Dale Rasco e Marc Petillon, che non fanno mancare piacevoli parti soliste accompagnate alla grande dalle tastiere di Jeff Quiggle; molto buona la parte ritmica di basso e batteria, con quest’ultima che ogni tanto si fa apprezzare per brillantezza imponendo ritmi spesso frizzanti. Il disco scorre via senza problemi e si lascia ascoltare gradevolmente, anche se non è di così semplice comprensione ed immediatezza; ci vogliono, infatti, un po’ di attenti ascolti per poter arrivare a comprendere pienamente le potenzialità di queste dieci tracce. Tra di esse, va segnalata anche la cover di “No easy way out”, il brano di Robert Tepper che faceva parte della colonna sonora di “Rocky IV”, forse un po’ troppo avulsa dal contesto dell’album, anche se “metallizzata” a dovere. Forse anche la lenta e monolitica “Eternal night” non convince del tutto per via di un ritmo che sembra sempre voler decollare senza mai riuscirci ed a poco servono le piacevoli parti soliste in stile anni ’70 delle tastiere. Ciò nonostante, questo “Edge of forever” supera abbondantemente la prova (il voto in decimali sarebbe il classico 7 e 1/2), sia per qualità della musica, ma anche per un artwork accattivante; sorprende come proprio negli USA una band valida come i Distance of Thought sia costretta ad autoprodurre questo album più che valido, mentre tutto attorno veniamo sommersi quotidianamente da immondizie musicali… Ormai la cecità del music business sembra proprio irreversibile!

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