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Sufficienza piena per i Defying Plague al loro debutto Sufficienza piena per i Defying Plague al loro debutto Hot

Sufficienza piena per i Defying Plague al loro debutto

recensioni

titolo
Leviathan of Rot
etichetta
Ad Noctem Records
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Bloodbath, Decapitated, Vader, Entombed, Morbid Angel 

LINE UP: 
Filippo Collaro - voce 
Jean Edifizi - chitarre 
Francesco Marenghi - basso 
Elena Ferla - batteria 

TRACKLIST: 
1. Tainted [03:51] 
2. Decaying Ecosystem [03:24] 
3. New World Orgy [03:29] =VIDEO= 
4. Defy the Plague [04:17] =ASCOLTA= 
5. Death Lord [04:02] 
6. Burning Star [04:14] 
7. Sentence in Exile [04:03] 
8. Feed the Dark [05:02] 
9. Anthropocynical [04:14] 
10. Leviathan of Rot [03:11] 

Running time: 39:47 

opinioni autore

 
Sufficienza piena per i Defying Plague al loro debutto 2022-11-30 18:04:25 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    30 Novembre, 2022
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Primo full-length per i lombardi Defying Plague, band formatasi solo l'anno scorso, ma che già si è potuto togliere diverse soddisfazioni dal vivo, aprendo ad esempio per Malevolent Creation e Hideous Divinity. Dopo un paio di singoli per rompere il ghiaccio, dunque, il quartetto proveniente da Lodi si presenta al grande pubblico con "Leviathan of Rot", album rilasciato da Ad Noctem Records in cui troviamo una band dedita ad un Death Metal vecchio stampo con una visione modern del genere, vuoi per la produzione potente e cristallina (opera di Davide Billia e i suoi MK2 Recording Studio), vuoi per il buon mix tra brutalità della vecchia scuola ed un buon groove - pesante il giusto - che saprà smuovere più di un collo. Scorrendo la tracklist di questo debutto possiamo notare come tra gli ascolti primari di questi ragazzi ci siano sicuramente Bloodbath, Morbid Angel e Vader, ma con un occhio molto attento dato anche ai Decapitated degli ultimi anni: come dicevamo appunto, una buona commistione tra vecchia scuole ed un Groove/Death moderno che si ripercuote in dieci brani in cui i Nostri uniscono bene frenetiche accelerazioni - i momenti in cui più si può apprezzare il lavoro dietro le pelli di Elena Ferla - e pesanti rallentamenti in cui viene fuori anche il lato più tecnico della band lodigiana. Ruolo di MVP però va data alla 'coppia di corde', il chitarrista Jean Edifizi ed il bassista Francesco Marenghi, con il secondo che lascia pulsare il suo strumento per tutta la durata dell'album ed il primo che c'inonda con una cascata di riff duri come granito ed una serie di assoli dal gusto melodico che spesso rimandano ad un chitarrista non proprio di secondo piano come Kerry King: "Death Lord" ne è un buon esempio, canzone tra l'altro personalmente avrei scelto come singolo essendo probabilmente la più energica del lotto, anche se probabilmente l'highlight del disco è "Feed the Dark", fosse anche solo per quel suo splendido incipit cupo. C'è ancora qualcosa da smussare qua e là, ma nel complesso i Defying Plague superano la prova del debut album meritandosi una sufficienza piena; merito primario dei Nostri è quello di non caricare alcun momento filler durante l'opera riuscendo a mantenersi su buoni standard per tutta la durata (merito questo anche della doppietta centrale "Death Lord" + "Burning Star"). Un buon biglietto da visita dunque, ma per emergere maggiormente si dovrà osare ancora di più.

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