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Epica: l'alchimia che ci unisce! Epica: l'alchimia che ci unisce! Hot

Epica: l'alchimia che ci unisce!

recensioni

gruppo
titolo
The Alchemy Project
etichetta
Atomic Fire Records
Anno

TRACKLIST:
1. The Great Tribulation (feat. Fleshgod Apocalypse)
2. Wake The World (feat. Tommy Karevik, Phil Lanzon)
3.The Final Lullaby (feat. Jørgen Munkeby)
4. Sirens - Of Blood And Water (feat. Myrkur, Charlotte Wessels)
5. Death Is Not The End (feat. Frank Schiphorst, Björn Strid)
6. Human Devastation (feat. God Dethroned, Sven de Caluwé)
7. The Miner (feat. Niilo Sevänen, Roel van Helden, Asim Searah)

LINE UP: 
Simone Simons - voce 
Mark Jansen - chitarre, orchestrazioni, voce 
Isaac Delahaye - chitarre, voce
Rob van der Loo - basso
Coen Janssen - tastiere, piano, orchestrazioni
Ariën van Weesenbeek - batteria, voce

opinioni autore

 
Epica: l'alchimia che ci unisce! 2022-11-10 17:06:20 Anthony Weird
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Anthony Weird    10 Novembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 2022
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Epica, instancabili come sempre, continuano a sfornare opere su opere; non sono passati neanche due mesi dall’attesissimo “We Still Take You With Us” che ecco arrivare ciò che annunciavano da parecchio, ossia questo fantomatico “progetto segreto” di cui si sapeva solo l’esistenza e nessun’altra indiscrezione. Tuttavia, molti fan avevano già immaginato che potesse trattarsi di una collaborazione con qualche grande nome: Nightwish (ovviamente i più gettonati insieme ai Kamelot)? Ma Simone si è incontrata spesso con Charlotte, che però ha lasciato i Delain… Forse una collaborazione con i Lacuna Coil? O magari i Within Temptation?! Qualche fan più sognatore si era spinto persino ad immaginare nomi quali Dimmu Borgir; Septicflesh o addirittura Behemoth. Niente di tutto ciò, o meglio, ci eravamo andati vicini, perché questo “The Alchemy Project”, un EP di sette brani, vede gli olandesi collaborare con numerosi artisti della scena Metal e non solo, persino con band generalmente più estreme, come i nostri Fleshgod Apocalypse. Infatti, è proprio con loro che parte il mini-disco, con un pezzo che fa da apripista a tutto il resto, ovvero “The Great Tribulation”. Brano oscuro e carico che apre in pieno stile Epica, con cori, acuti e ansia crescente, tuttavia, la carica prepotente arriva immediatamente e la splendida voce lirica di Simone Simons, non riesce a smorzare la tensione. Il brano esplode in un tripudio di groove e doppia cassa con mid-tempo che si assestato e poi raddoppiano; e tutto trema sotto un growl infernale. Un pezzo eccezionale, non poteva avere un biglietto da visita migliore questo EP, qui c’è tutto ciò che i fan degli Epica hanno sempre amato e molta più potenza ed il tutto viene estremizzato, senza mai snaturarsi. Eccezionale!
“Wake The World” è il secondo pezzo e vede la collaborazione dei musicisti Tommy Karevik dei Kamelot e Phil Lanzon degli Uriah Heep. Brano di sicuro più calmo e ragionato, senza l’incredibile (e "volgare"?) manifestazione di potenza di poco prima. Molto più spazio alla melodia e alle voci pulite, cosa che personalmente apprezzo poco, ma un assolo di tastiere del genere mi fa dimenticare ogni cosa. Soprattutto perché la seconda parte ha un crescendo melodico e amalgamato sapientemente, in una meraviglia sonora che crea castelli fatati in aria, in pieno stile Epica. Non mi soffermo molto su “The Final Lullaby” che ospita il sassofonista norvegese Jørgen Munkeby, perché abbiamo già avuto modo di apprezzare il brano dal vivo, nello show per i vent’anni della band, che ho già recensito. Mi aspettavo invece il momento della ballad, quando ho visto nella lista dei brani “Sirens - Of Blood And Water” dove Simone, si accompagna a Charlotte Wessels e Myrkur. Violini e melodie scandite da corde pizzicate, su cui le tre artiste possono destreggiarsi come fate che ballano su un ponte di rugiada e tela di ragno. Una meraviglia per le orecchie, tutto risulta magico e soddisfacente, un dilagare di cioccolato fresco sul palato, mi vengono in mente i nostri Dismal di “Miele dal salice” e “Mélisse”: Magia allo stato puro.
Cambiamo decisamente tono con “Death Is Not The End”, collaborazione con Frank Schiphorst che già bazzica casa Epica nei MaYaN e Björn "Speed" Strid dei Soilwork. Un brano più generalmente rivolto al Death Metal e che quasi tozza con la povere magica sonora ascoltata poco prima, ma forse questo gli dà ancora più forza! Devo dire che Simone Simons è un’artista pazzesca (non che ci fosse bisogno di conferme) che passa dalle ballad in acustico a brani pregni di blast beat e growl, eppure risulta essere la ciliegina sulla torta, da entrambe le parti! Con un assolo strabiliante il brano lascia spazio a “Human Devastation” e vi giuro, non avrei mai pensato di sentire gli Epica con una sonorità simile. Grazie anche al tocco dei God Dethroned e di Sven de Caluwé degli Aborted, siamo in un territorio totalmente e assolutamente Death Metal. Potenza, malignità, caos e vortici infernali, su un delirio di doppia cassa, senza un attimo di pace, con un bel po’ di pazzia sul finale. Sono totalmente senza parole!
Ultimo pezzo prima del triste finale, il settimo brano “The Miner”, dove lo zampino questa volta, è stato messo da Asim Searah dei Damnation Plan, Niilo Sevänen (Insomnium) e Roel van Helden (Powerwolf). Sette minuti per un pezzo sporcato di progressivo, che risulta variegato, fresco e persino sensuale. Un brano che dona spessore a tutto l’EP, mai banale, mai “già sentito”, mai “questo non mi piace”.
Per finire “The Alchemy Project” è un vero e proprio gioiello, un diamante metallico che ha come unica pecca quella di durare poco. Sette brani di una simile qualità, lasciano l’amaro in bocca, perché se ne vuole di più, dieci sarebbe stato perfetto, ma mi rendo conto che “The Alchemy Project” non è un album e che questo, non è un pizzico di dispiacere…

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