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Un ottavo album per Bryan Eckermann che conferma le sue ottime doti compositive Un ottavo album per Bryan Eckermann che conferma le sue ottime doti compositive Hot

Un ottavo album per Bryan Eckermann che conferma le sue ottime doti compositive

recensioni

titolo
Plague Bringers
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: USA

GENERE: Melodic Black/Death Metal

TRACKLIST
1. Ice Queen
2. Sands of the Hourglass
3. The Devouring Sun
4. Reflections in a Dirty Mirror
5. Moonlight and Frostbite6. Plague Bringers
7. An Oath of Scrying Souls
8. Astral Realms
9. Skinwalker
10. Of Death and Decay
11. Tomorrow's Lie
12. Oblivion

LINE-UP:
Bryan Eckermann - Voce, Strumenti

opinioni autore

 
Un ottavo album per Bryan Eckermann che conferma le sue ottime doti compositive 2022-10-10 16:45:27 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    10 Ottobre, 2022
Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Bryan Eckermann: un nome una garanzia, c'è poco da fare; e con questo autoprodotto "Plague Bringers", ottavo capitolo della sua più che prolifica carriera, abbiamo la dimostrazione concreta di come anche un progetto solista di questo calibro possa essere estremamente interessante. Ciò che il buon Bryan ci propone è sicuramente qualcosa che non rivoluziona il mondo della musica, ma allo stesso tempo va riconosciuto che il modo di proporlo fa fare al Nostro il salto di qualità: un Black melodico tinteggiato qua e là dal sentore Dissection/Old Man's Child, ma inserito prepotentemente in un contesto Death Metal vicino a gente come Arch Enemy, Death, Hypocrisy, Mors Principium Est e Children Of Bodom. Soprattutto di questi ultimi due il progetto solista ne è parecchio influenzato per quanto riguarda l'abbondanza di sezioni soliste. D'altronde era scontato che un disco composto da un solo artista contenesse molte parti in cui cimentarsi in assoloni. Tuttavia c'è da dire come la musica di Eckermann sia piuttosto equilibrata, tant'è che ad un primo ascolto sembra tranquillamente di trovarsi di fronte ad un album di una band completa. Ed è forse questa la qualità che più ci ha colpito dell'artista americano: il fatto di essere tutto sommato eterogeneo ed improntato a dare risalto alla musica anziché sciorinare una sterile mole di tecnicismi fini a se stessi. Si va dunque dalle ballad meravigliose come "Reflections in a Dirty Mirror", o alle litanie che sanno di Insomnium e Dissection come in "Moonlight and Frostbite". Insomma, non siamo certamente di fronte al capolavoro dei capolavori; ma non si può nemmeno dire che Mr. Eckermann rientri nella media. Diciamo quindi che questo "Plague Bringers" è un disco ben al di sopra delle aspettative e che nel suo essere classico offre dei buonissimi spunti e ben oltre un'ora di ricchissima musica. Consigliato

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