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Debut album per i Gutvoid: a tratti ripetitivo, ma colpisce la grande tecnica Debut album per i Gutvoid: a tratti ripetitivo, ma colpisce la grande tecnica Hot

Debut album per i Gutvoid: a tratti ripetitivo, ma colpisce la grande tecnica

recensioni

gruppo
titolo
Durance of Lightless Horizons
etichetta
Blood Harvest
Anno

PROVENIENZA: Canada 

GENERE: Death Metal 

FFO: Demilich, Timeghoul, Blood Incantation, Tomb Mold, Chthe'ilist 

LINE UP: 
Brendan Dean - voce, chitarre 
Daniel Bonofiglio - chitarre 
Justin Boehm - basso 
D.W. Lee - batteria 

TRACKLIST: 
1. Coil of Gas-Hewn Filament [09:18] 
2. In Caverns It Lurks [07:11] =ASCOLTA= 
3. Delivered to the Altar Lich [06:40] 
4. The one Who Dwells Beyond Time [08:43] 
5. Skeletal Glyph ft. Will Smith (Afterbirth, Reeking Aura, ex-Artificial Brain) [05:28] 
6. Wandering Dungeon [14:53] 

Running time: 52:13 

opinioni autore

 
Debut album per i Gutvoid: a tratti ripetitivo, ma colpisce la grande tecnica 2022-09-23 20:19:39 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Settembre, 2022
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Provengono dai più profondi ed oscuri meandri del sottosuolo canadese i Gutvoid, quartetto di Toronto che arriva all'esame del primo full-length dopo un EP ed uno Split. E' la sempre più attenta Blood Harvest a licenziare questo "Durance of Lightless Horizons", debutto su lunga distanza dell'inquieta creatura canadese. Un lavoro che, in ultima analisi, potremmo definire a due facce. Da un lato possiamo notare come i Gutvoid siano nettamente preparati sul piano tecnico: i Nostri hanno fatto loro gli insegnamenti di gruppi come Timeghoul o i più recenti Blood Incantation, piuttosto che i Tomb Mold delle ultime uscite... ma soprattutto ad ispirare il loro operato sembra essere quel gioiello di tecnicismo estremo che è "Nespithe", l'unico - PER ORA - album dei leggendari Demilich; è comunque una vena Death/Doom quella che porta ossigeno al disco, le fondamenta su cui i Gutvoid poggiano le pietre che andranno a formare il loro castello sonoro in cui sprazzi melodici - soprattutto per le parti soliste - sembrano far riprendere aria all'ascoltatore, prima che i Nostri si rituffino nel loro incedere pesante quanto - sul piano per l'appunto prettamente tecnico - psicotico. Tra l'altro i Gutvoid dimostrano anche di trovarsi a proprio agio suonando del "semplice" Death Metal della vecchia scuola: esempio lampante è "In Caverns It Lurks", pezzo in cui il quartetto sa anche picchiare senza pietà. C'è poi l'altra faccia della medaglia, rappresentata da una certa ripetitività che possiamo trovare all'interno di ognuno dei brani, tranne forse la buonissima "Skeletal Glyph", canzone in cui compare come ospite d'eccezione l'ex-Artificial Brain Will Smith. La lunga traccia conclusiva "Wandering Dungeon" può essere preso come esempio di questa particolarità: parte anche bene, ma dopo un po' diventa alquanto pesante continuare e finire l'ascolto (ma ci si arriva, non dubitatene). C'è probabilmente qualcosa nel proprio sound che i Gutvoid devono rivedere un attimo meglio, qualche angolo da smussare, accorgimenti nemmeno così tanto pesanti ma che in futuro potranno fare la differenza. In generale, "Durance of Lightless Horizons" è comunque un lavoro più che sufficiente a cui dare di sicuro una possibilità.

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