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Mega Colossus: metallo tecnico e di buona fattura. Mega Colossus: metallo tecnico e di buona fattura. Hot

Mega Colossus: metallo tecnico e di buona fattura.

recensioni

titolo
“Riptime”
etichetta
Rafchild Records
Anno

LINE UP:
Bill Fischer – Guitars
Sean Buchanan – Vocals
Doza Mendoza – Drums
Anthony Micale – Bass
Chris Millard – Guitars

TRACKLIST:
1. Razor City
2. Midnight Zone
3. Vigilo Confido
4. Tinker Tanner
5. Run to the Fight
6. Boiling Seas
7. Iron Rain

opinioni autore

 
Mega Colossus: metallo tecnico e di buona fattura. 2022-08-16 08:49:51 Corrado Franceschini
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    16 Agosto, 2022
Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 2022
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I Colossus si formano a Raleigh, North Carolina, nel 2005. Nel 2016, causa omonimia con un altro gruppo, il nome viene mutato in Mega Colossus. Nel 2021 è uscito il sesto disco del quintetto americano dal titolo “Riptime”, contenente sette tracce per complessivi 40:48. Il raggio d’azione dei Mega Colossus è abbastanza ampio e va dall’Heavy Metal al Power per poi approdare allo Speed/Thrash. I nomi di riferimento più vicini al sound adottato sono Metallica, Exciter, Helloween e, grazie a certi ritmi e all’uso delle due chitarre soliste di Bill Fisher e Chris Milard, Iron Maiden. Proprio l’uso delle due chitarre che imperversano in lungo e in largo all’interno dei pezzi, talvolta in maniera inaspettata, è la caratteristica principale degli statunitensi. A questa vengono uniti cambi repentini che da un lato rendono il lavoro molto interessante e dall’altro, soprattutto nella seconda parte dove la produzione mi è sembrata meno accurata, tendono a destabilizzare l’ascoltatore. Certo, se fra i gruppi che preferite ci sono band come i Watchtower non troverete molto innovativa la proposta, ma il tecnicismo non viene mai a mancare. “Razor City” è Speed Metal sparato a mille con una fase battente, dal tratto melodico, a contraddistinguere la seconda parte. ”Midnight Zone” vede all’opera delle chitarre che si sfogano a dovere su ritmi di diverse fatture. “Vigilo Confido” è uno dei pezzi migliori del lotto e prende apertamente spunto dagli Iron Maiden di “Fear Of The Dark”, alternando il ritmo con intervalli veloci. “Tinker Tanner” mostra qualche incertezza: probabilmente il gruppo ha voluto mettere troppa carne al fuoco, comprese le armonizzazioni vocali, e si è perso per strada. “Run To The Fight” alterna ritmi cari agli Iron Maiden con altri simili ai Metallica di “Nothing Else Matters” ma, anche in questo caso, si trovano alcune ingenuità. “Boiling Seas” è basta su tematiche Power e tutto sommato, visto anche l’ottimo lavoro delle chitarre, risulta valida. In “Iron Rain” torna a farla da padrone il Power. La canzone è la degna chiusura di un lavoro che per lo più soddisfa e che, per certi versi, sorprende. Detto che la voce di Sean Buchanan è migliore sui toni alti piuttosto che su quelli bassi, un eventuale riscontro dal vivo saprà dirci se è la verità. Chiudo questa recensione consigliandovi l’ascolto di “Riptime” prima di un eventuale acquisto.

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