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Idol Throne, un debutto tra luci ed ombre Idol Throne, un debutto tra luci ed ombre Hot

Idol Throne, un debutto tra luci ed ombre

recensioni

titolo
"The sibylline age"
etichetta
Stormspell Records
Anno

TRACKLIST:
1. A tale untold (1:25)
2. Unholy warrior (6:00)
3. The labyrinth (4:11)
4. Sacred fire (6:08)
5. White wolf (4:52)
6. Last full measure (7:54)
7. Crown of fools (7:06)
8. Raven’s blade (6:54)
9. Power and control (5:11)
10. The sibylline age (11:31)

LINE-UP:
Jake Quintanilla – Vocals
Martin Bowman – Lead, rhythm and acoustic guitar, keyboards, vocals
Jason Schultz – Lead and rhythm guitar, vocals
Trevor Kuta – Bass
Aaron Grove – Drums

opinioni autore

 
Idol Throne, un debutto tra luci ed ombre 2022-07-09 16:04:44 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    09 Luglio, 2022
Ultimo aggiornamento: 09 Luglio, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Idol Throne arrivano dall’Indiana negli USA, dove si sono formati nel 2018 per iniziativa dei due chitarristi Martin Bowman e Jason Schultz. Questo “The sibylline age” è il loro debut album, composto da dieci tracce per circa un’ora di durata totale e dotato di un piacevole artwork, realizzato dall’artista Mark Erskine. Il disco è stato registrato e prodotto tra Austria e Germania, anche con l’ausilio del bassista Alex “Chucho” Barrios che si è occupato del suo strumento sul disco, al posto di Trevor Kuta, il bassista ufficiale del gruppo. Il sound della band è un Thrash molto tecnico della classica scuola statunitense; nella biografia inviataci il paragone con gli Heathen è, infatti, quello decisamente più azzeccato. La band, essendo all’esordio, sembra però avere un po’ voglia di strafare e questa tendenza si evidenzia nel songwriting che è spesso prolisso; molti pezzi, infatti, soffrono di un minutaggio eccessivo che rischia di stancare presto l’ascoltatore; una sforbiciata di qualche minuto su ogni brano, specie nella seconda parte della tracklist, avrebbe reso le varie canzoni più efficaci e più semplici da ascoltare. L’ascolto, inoltre, viene complicato anche da un altro problema: la voce del cantante. Jake Quintanilla non ha un’ugola eccezionale da ogni punto di vista la si vada ad esaminare; la sua performance è alquanto monocorde e poco convincente; non sembra avere una grandissima estensione vocale e pare un po’ carente anche in aggressività (particolare che, in un genere come il Thrash, può essere una complicazione); indubbiamente c’è molto di peggio in giro, ma altrettanto sicuramente ci sono vocalist molto migliori. Se, insomma, a livello meramente strumentale, tutti sono ottimi musicisti, il classico tallone d’Achille della formazione si rivela essere proprio il cantante, la cui performance non è esaltante. Comprenderete quindi che, tra l’eccessivo minutaggio ed una prestazione canora non eccellente, le sorti di questo album non siano molto favorevoli; ciò nonostante, le ottime parti strumentali consentono a “The sibylline age” di raggiungere la sufficienza ma, per il futuro, gli Idol Throne dovranno fare molto meglio di così, al fine di avere qualche speranza di emergere dall’underground più profondo.

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