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Tornano subito alla carica i Perdition Temple con il loro spietato Black/Death Tornano subito alla carica i Perdition Temple con il loro spietato Black/Death Hot

Tornano subito alla carica i Perdition Temple con il loro spietato Black/Death

recensioni

titolo
Merciless Upheaval
etichetta
Hells Headbangers Records
Anno

PROVENIENZA: USA 

GENERE: Black/Death Metal 

FFO: Angelcorpse, Morbid Angel, Diocletian, Abominator, Aparthiva Raktadhara 

LINE UP: 
Gene Palubicki - vocals, guitars 
Alex Blume - bass 
Ron Parmer - drums 

TRACKLIST: 
1. Merciless Upheaval [05:04] 
2. Execution Swarm [04:19] 
3. Redemption Abattoir [04:18] =ASCOLTA= 
4. In Thrall of Malevolence [04:08] 
5. Skeletons in the Closet (Infernäl Mäjesty cover) [03:45] 
6. From The Stars, Nyarlathotep (Shub Niggurath cover) [04:31] 
7. Blood on My Hands (Morbid Angel cover) [03:45] 
8. Parricide (Pestilence cover) [03:45] 

Running time: 33:35 

opinioni autore

 
Tornano subito alla carica i Perdition Temple con il loro spietato Black/Death 2022-06-28 16:07:57 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    28 Giugno, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sembra proprio che la morte definitiva - musicale, s'intende - degli Angelcorpse non abbia fatto altro che bene a Gene Palubicki; il chitarrista della mitica band Blackened Death, infatti, oltre ad avere un paio di progetti da seguire con particolare interesse (Malefic Throne e Demonized), si è potuto concentrare sulla sua creatura Perdition Temple, arrivando alla pubblicazione del quarto album con questo "Merciless Upheaval" - licenziato da Hells Headbangers Records -, che arriva a due anni di distanza da quella gemma di violenza che era "Sacraments of Descension". Ascoltando i quattro inediti che troviamo nella tracklist - gli altri quattro pezzi sono cover - ci si rende conto di come la vena compositiva di Palubicki appaia oggi come oggi assolutamente ineasauribile. Già la sola title-track, che va ad aprire l'opera, varrebbe il prezzo d'acquisto di "Merciless Upheaval": una bordata Black/Death in cui intuiamo la "fame" del compositore floridiano, sempre più a proprio agio anche nelle vesti di vocalist, ma che comunque dà il meglio di sé alla chitarra, tra maligne melodie, riff aggressivi e soli lancinanti, ottimamente supportato dai suoi ormai fidati compagni di viaggio Blume/Parmer alla sezione ritmica, trasportandoci i Nostri in un vortice di adrenalinica violenza sonora che cresce man mano con lo scorrere dei pezzi trovando l'apice nella finale "In Thrall of Malevolence". Ottime sono poi le quattro cover nella seconda metà del disco, sia le "classiche" Blood on My Hands" dei Morbif Angel che "Parricide" dei Pestilence, sia il tributo alla vecchissima scuola con "Skeletons in the Closet" degli Infernäl Mäjesty che l'oscuro gioiello degli Shub Niggurath "From the Stars, Nyarlathotep", che in generale è anche il miglior brano dell'album ex aequo con "In Thrall of Malevolence". Con l'avanzare della carriera dei Perdition Temple, mr. Palubicki non solo ci fa sentire sempre meno la mancanza degli Angelcorpse, ma lavoro dopo lavoro non fa altro che accrescere in maniera smisurata la caratura della sua creatura. Ormai una garanzia: consigliatissimi.

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