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Piccole gemme sinfoniche: debutto per i Carmeria! Piccole gemme sinfoniche: debutto per i Carmeria! Hot

Piccole gemme sinfoniche: debutto per i Carmeria!

recensioni

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titolo
Advenae
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Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Advenae
2. Morningstar
3. Carpe Noctem
4. En Rapture
5. Relinquished
6. To Lead the Blind
7. Celestia
8. Solaris
9. Starfall
10. Veil of Sanctitude
11. Halo
12. Eternity

LINE UP:
Jordan Von Grae - vocals
Jerry Zahija - guitars
Mishka Bobrov - keyboards
Emma Louise Nagy - bass
Lachlan Blackwood - drums

opinioni autore

 
Piccole gemme sinfoniche: debutto per i Carmeria! 2022-06-13 15:45:41 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    13 Giugno, 2022
Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 2022
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo ben sei anni di lavorazione arriva il debutto degli australiani Carmeria, band che ha faticato moltissimo per arrivare a questo "Advenae" causa svariati cambi di line up ed un continuo mutamento della direzione sonora. Questo quintetto mescola il Metal sinfonico tipico di esponenti come i Nightwish, per le orchestrazioni, e gli Epica, per alcune derive più elaborate, inglobandoci dentro anche delle venature molto cinematografiche e gotiche, non arenandosi però unicamente nel Metal, ma cercando di andare oltre entrando anche in un mondo più legato al Rock. Nulla di nuovo potrebbe obiettare qualcuno ed in parte potrebbe essere anche dalla parte della ragione, eppure, con il passare dei minuti, l’album riesce davvero ad intrigare ed appagare più di un ascoltatore.
Passata la pomposa intro/title-track, modello kolossal cinematografico, si ha modo di rendersi conto che finalmente si sente qualcosa di diverso dalla solita minestra Symphonic Metal tutto vocals femminili, orchestre e chitarrone ribassate. Con “Morning Star” entra in gioco l’evocativa voce del singer Jordan Von Grae, che dona un'aura molto ispirata gli HIM dei tempi d’oro, ma senza calcare troppo la mano sul lato tenebroso. L’assalto Dark Rock funziona molto bene e le orchestrazioni sono ben integrate. “Carpe Noctem” sterza verso un'impostazione più metallica con tanto di inserti vocali in growl (invero un po’ buttati a caso e poco efficaci) e sfruttando delle parti corali davvero intense che fanno da spina dorsale a moltissime tracce, come l’epica “Celestia”, il crescendo magniloquente di “En Rapture” (peccato per quell’attacco iniziale che sfiora il plagio con i Nightwish), o la magnifica e dinamica “Halo”, che intreccia al meglio Metal, sinfonie e cori curando maniacalmente ogni aspetto. I lunghi anni di gestazione hanno davvero lasciato il segno e ne sono prova le elaborate diramazioni sonore quasi Prog Metal di episodi come “Starfall”, “Veil of Sanctitude” e la lunga traccia finale “Eternity”, dalle atmosfere molto ruvide. Nel mezzo ci sono dei brani un po’ più quadrati e mediocri nonostante l’eleganza delle melodie (“Relinquished”), che sfociano nella banalità e con dei suoni di batteria fastidiosi e plasticosi (“To Lead The Blind”), sganciando allo stesso tempo una bombetta come “Solaris”, in cui si percepisce un lavoro di chitarra solenne ed intrigante.
Il disco nel complesso è vario e punta a stuzzicare usando piccole finezze e dettagli senza essere mai del tutto scontato e che potrebbe piacere anche ai fan dei Kamelot. Una gran bella sorpresa che potrebbe riservarne altre per il futuro! Non sottovalutate questa band, potrebbe essere un grosso errore!

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