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Antartide: un interessante progetto power dalla Puglia Antartide: un interessante progetto power dalla Puglia Hot

Antartide: un interessante progetto power dalla Puglia

recensioni

gruppo
titolo
“Land of hope”
etichetta
autoprodotto
Anno

 

TRACK LIST

1.      Intro

2.      Land of hope

3.      Guardian of time

4.      Legend of Antartide

5.      Antartide

6.      Inside

7.      Wizard of ice

8.      In the darkness of the night

9.      Paradise of ice

10.  Whom

11.  Icy crystal palace

12.  Angel’s garden part 1

13.  Angels’s garden part 2

14.  New real world (bonus track)

 

LINE UP

Francesco Luiso (voice)

Rha Stranges (drums)

Claudio Signorile (bass)

Nicola Loseto (guitars)

Antonello Cimbasso (guitars)

opinioni autore

 
Antartide: un interessante progetto power dalla Puglia 2013-07-14 08:15:54 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    14 Luglio, 2013
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Gli Antartide nascono verso la fine del 2010 da una costola dei disciolti Fallin’ Time, heavy metal band barese autrice dell’interessante album “Point of no return” nel lontano 1999. Questo demo risale proprio agli inizi del progetto ed è intitolato “Land of hope”, sorta di concept sul continente di Antartide (da cui appunto il nome della band); non sarebbe propriamente da definirsi tale, dato che è composto da ben 13 pezzi (di cui una bonus track) + intro ed andrebbe forse più considerato come un album autoprodotto, ma la band ha voluto proporcelo come un demo e rispettiamo la volontà dei musicisti. Il genere proposto dalla band barese è un power contaminato da elementi prog che punta molto sulle parti strumentali, grazie alla presenza in formazione di musicisti che, dal punto di vista tecnico, non hanno nulla da invidiare a gente molto più affermata. Il lavoro delle due chitarre di Antonello Cimbasso e Nicola Loseto è semplicemente invidiabile, così come le parti di batteria del sempre fantasioso, ma preciso e potente Rha Stranges; ho sentito poco il basso di Claudio Signorile, ma forse può dipendere anche dalla qualità non eccelsa dei files ricevuti o delle casse del pc. Capitolo a parte per la voce di Francesco Luiso (singer che ha anche cantato in un musical); chi lo conosce dai tempi dei Fallin’ Time, sa quale è il suo stile: pulito, aggressivo ed acuto; in questa occasione, secondo il mio punto di vista personale, ha un po’ troppo calcato sulle parti iper-acute che, in alcuni frangenti (ad esempio in “Legend of Antartide”, “Antartide” e soprattutto in “Inside”) mi sembrano un po’ forzate. Al contrario, avrebbe dovuto maggiormente puntare sulle parti più calde ed espressive, così come fa egregiamente nella parte iniziale di “Icy crystal palace”. Resta comunque il fatto di trovarsi davanti ad un singer dall’ugola potente che saprebbe farsi apprezzare anche da chi non è proprio avvezzo allo specifico genere musicale. Come detto, questo demo è bello lungo, spalmato lungo 65 minuti di power molto gradevole; certo il settore è alquanto inflazionato e, per emergere, è necessario un quid pluris che obiettivamente non tutti hanno. Nel caso degli Antartide è indubbio che il talento non manchi e credo che questa capacità di contaminare il power con il prog (ma non solo, ascoltate le due parti di “Angel’s garden” per rendervene conto!), possa essere anche la loro arma vincente; non ci troviamo davanti ad una band che suona happy metal orecchiabile e ruffiano, ma un power roccioso ed arrabbiato che non dispiace e sicuramente convince. Spesso ci troviamo ad ascoltare immondizie musicali, magari super-sponsorizzate dalle più potenti labels del settore, fa quindi piacere scoprire che ci sono realtà underground che hanno tutte le carte in regola per emergere suonando ottima musica. C’è solo da augurarsi che qualche attento talent scout si accorga di questi musicisti baresi e proponga un contratto agli Antartide.

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