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Ritorno in pompa magna per il Classic Metal degli Hitten Ritorno in pompa magna per il Classic Metal degli Hitten Hot

Ritorno in pompa magna per il Classic Metal degli Hitten

recensioni

gruppo
titolo
Triumph & Tragedy
etichetta
High Roller Records
Anno

TRACKLIST:
1. Built to Rock
2. Eyes Never Lie
3. Meant to Be Mean
4. Hard Intentions (Secret Dancer)
5. Ride Out the Storm
6. Core of the Flame
7. Under Your Spell
8. Light Beyond the Darkness
9. Something to Hide
10. Triumph & Agony

LINE-UP:
Alexx Panza - Vocals
Dani Meseguer - Guitars
Johnny Lorca - Guitars
Satan - Bass
Marco Prij - Drums

opinioni autore

 
Ritorno in pompa magna per il Classic Metal degli Hitten 2021-11-25 10:53:07 Celestial Dream
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    25 Novembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 2021
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il ritorno in pista degli Hitten è uno dei momenti più attesi in questo finale di 2021 per quanto riguarda il Metal più classico. L'ascesa e la maturazione dell'act spagnolo è evidente album dopo album e questo "Triumph & Tragedy" non delude affatto le attese. Chi è cresciuto a suon di Maiden, Tygers of Pan Tang, Riot e Stormwitch proverà una certa soddisfazione all'ascolto delle dieci tracce che compongono questa nuova fatica del gruppo di Murcia. Condotti ancora dal singer italiano Alexx Panza, già presente all'interno della formazione nello scorso album del 2018 intitolato “Twist of Fate” e spinti da un lavoro fresco e genuino delle chitarre ad opera della coppia formata da Dani Meseguer e Johnny Lorcae, brani come la diretta e spedita “Built to Rock” e la rapida e vibrante “Eyes Never Lie” possono decollare. I ritmi più controllati della title-track e della più melodica “Hard Intentions (Secret Dancer)” non deludono, ma sembra abbastanza evidente che è nei brani più elettrizzanti come “Ride Out The Storm” e nella carica esplosiva di “Light Beyond the Darkness” che gli iberici riescono a dare il proprio meglio, spinte dal nuovo innesto alla batteria, l'olandese Marco Prij, vero mattatore quando c'è da spingere sull'acceleratore e con le chitarre che viaggiano instancabili e con fervore, dando man forte all'ugola squillante di mister Panza. Nel finale l'apprezzabile lenta “Something to Hide” prima della title-track, suite di oltre undici minuti dove gli Hitten si cimentano con cambi di ritmo ed aperture melodiche.
Non una pubblicazione che ricorderemo in eterno, ma un lavoro solido e ben composto, un prodotto più che valido all'interno della scena classica. Gli Hitten sono ormai una certezza, li attendiamo al varco con il disco della consacrazione!

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