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Un discreto esordio per gli argentini Bulletproöf Un discreto esordio per gli argentini Bulletproöf Hot

Un discreto esordio per gli argentini Bulletproöf

recensioni

titolo
"Dynamite"
etichetta
Ossuary Records
Anno

TRACKLIST:
1. Banners high
2. Dynamite
3. Flag of freedom
4. Fist pounding
5. Feel the heat

LINE-UP:
Poli Serafini - vocals, guitars
Matías Pena - drums
Martín De Bonis - bass, vocals
Ariel García - guitars, vocals

opinioni autore

 
Un discreto esordio per gli argentini Bulletproöf 2021-11-12 12:43:46 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    12 Novembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 12 Novembre, 2021
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I Bulletproöf arrivano dall’Argentina e non sono da confondersi con gli omonimi messicani (che fanno Thrash), né con gli hard rockers russi e soprattutto con il gruppo italo-slovacco Bullet-Proof che, proprio in questo periodo, sta rilasciando un altro album. I Bulletproöf sudamericani debuttano con questo EP, intitolato “Dynamite”, composto da cinque tracce per 20 minuti circa di durata, edito da Ossuary Records. Il loro Heavy Metal ricorda abbastanza quanto fatto in passato dai nostrani Mesmerize, fatte le dovute differenze fra la voce del grandissimo Folco Orlandini e quella del discreto Poli Serafini, buon esecutore, ma non dotato di un’ugola eccezionale. Un altro paragone, potrebbe essere fatto anche con i Running Wild più recenti (quelli più spenti, per capirci), soprattutto in tracce come l’opener “Banner high” e la piratesca “Flag of freedom”. La prestazione canora, come detto, non è spettacolare, ma non disturba affatto e contribuisce a rendere l’ascolto piacevole. Il ritmo è brillante, ma magari un po’ più di doppia cassa non avrebbe guastato (sulla predetta “Flag of freedom” obiettivamente si poteva osare di più), il basso lavora decentemente in sottofondo, anche se forse un po’ più di protagonismo da parte di Martín De Bonis avrebbe sicuramente giovato. Strumento protagonista sono le due chitarre di Serafini ed Ariel García che intessono muri di riff e piacevoli parti soliste. Tutto sommato, non ci troviamo davanti ad un disco memorabile, ma nemmeno a qualcosa di scadente, “Dynamite” infatti merita ampiamente la sufficienza e possiamo fare affidamento sulla evidente passione dei Bulletproöf, per sperare in un prossimo disco ancora migliore!

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