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Tornano gli Sceptor con un Heavy Metal dalle influenze US Tornano gli Sceptor con un Heavy Metal dalle influenze US Hot

Tornano gli Sceptor con un Heavy Metal dalle influenze US

recensioni

gruppo
titolo
Rise to the Light
etichetta
Pure Steel Records
Anno

TRACKLIST:
1. Past Reflections
2. Crown of Nails
3. The Curse of Orlac
4. Rise to the Light
5. Dissension
6. Beyond the Unknown
7. Sovereign
8. Armour Black
9. Spartacus
10. Powerhouse (Bonus track)
11. Shadows in the Maze (Bonus track)
Total Playing Time: 46:33 min

LINE-UP:
Bob Mitchell – vocals
Torsten Lang – lead guitars, backing vocals
Timo Nolden – rhythm guitars, backing vocals
K. K. Basement – bass, backing vocals
Flo Bodenheimer – drums

opinioni autore

 
Tornano gli Sceptor con un Heavy Metal dalle influenze US 2021-10-27 09:14:22 Celestial Dream
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Celestial Dream    27 Ottobre, 2021
Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre, 2021
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

“Rise to the Light” segna il ritorno dei metallers Sceptor, gruppo che nasce dall'intesa americana-tedesca tra i musicisti Torsten "Todde" Lang (chitarre, ex-Ritual Steel, ex-Titan Steele), Bob Mitchells (voce, The Hounds Of Hasselvander, ex-Attacker), Timo "Moe" Nolden (chitarre, Bastard Nation), KK Basement (basso, ex-Adorned Graves, ex-Hammer King) e Florian Bodenheimer (batteria, Hell Patrol). Nel 2012 esce il debutto “Take Command!" e dopo un lungo periodo di pausa nel quale sembrava che l'attività della band fosse terminata, ecco arrivare questo nuovo disco. Power/Heavy con chiare influenze US Metal ed un sound corposo e potente; questi gli ingredienti di brani come “Crown of Nails” e “The Curse of Orlac”, song abbastanza lineari dove la band fatica a trovare una propria strada in grado di stupire l'ascoltatore. Inoltre manca di mordente in diversi passaggi come si evince da brani un po' scialbi come “Dissension” e “Rise to the Light”. I ritmi più alti di “Beyond the Unknown” e “Spartacus” aumentano il mordente durante l'ascolto, ma anch'esse non sono certo hits da ascoltare a ripetizione, piuttosto degli onesti brani ricchi di una certa dose di carica. Menzione speciale per il cantato di Bob Mitchell: non è certo la perfezione e in qualche raro passaggio potrebbe non piacere, ma il cantante americano riesce a trasmettere una passione degna di nota.
E così questo ritorno in pista per i Sceptor lascia un po' di amaro in bocca; “Rise to the Light” non è un brutto disco ma contiene davvero poco di così interessante da poter davvero attirare le attenzioni degli appassionati del Metal più classico.

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