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Thy Row, un disco un po' troppo eterogeneo Thy Row, un disco un po' troppo eterogeneo Hot

Thy Row, un disco un po' troppo eterogeneo

recensioni

gruppo
titolo
"Unchained"
etichetta
Rockshots Records
Anno

TRACKLIST:
1. Road goes on
2. The round (ft. Teemu Mäntysaari)
3. Unchained
4. Horizons
5. Hidebound (ft. Ben Varon & Ilja Jalkanen)
6. Just fine
7. Down on my knees (ft. Ben Varon)
8. The downfall, part 1: Killing all inside
9. The downfall, Part 2: Beyond reason
10. The downfall, Part 3: Fragments of memory
11. Blue blood (X Japan cover) - Japanese bonus track

LINE-UP:
Mikael Salo – Vocals
Jussi Laulainen – Guitars
Ville Vase – Guitars
Juho Jokimies – Bass
Teemu “Snake” Laitinen - Drums

opinioni autore

 
Thy Row, un disco un po' troppo eterogeneo 2021-10-02 10:37:54 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    02 Ottobre, 2021
Ultimo aggiornamento: 02 Ottobre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Thy Row sono un gruppo di Helsinki, in Finlandia, creatosi nel 2017 e che, dopo un EP omonimo autoprodotto nel 2019, taglia il traguardo del debut album grazie alla Rockshots Records, con questo “Unchained”, uscito negli ultimi giorni di settembre 2021. Il gruppo ha quale singer l’ottimo Mikael Salo, che i più attenti ricorderanno nei Metal de Facto, Dyecrest ed Everfrost, tra le altre; tutti gli altri sono alla prima esperienza, tranne il batterista Teemu “Snake” Laitinen che ha militato in numerose bands dell’underground finlandese; vi sono poi numerosi artisti, fra cui il più famoso è Teemu Mäntysaari dei Wintersun. Il genere suonato è abbastanza variegato, si spazia dal Power Metal dell’opener “Road goes on” e della successiva “The round”, finendo all’Hard’n’Heavy della title-track “Unchained” e di “Hidebound”, passando per l’Heavy di “Horizons” i cui riff di chitarra ricordano terribilmente quelli di “Symphony of destruction” dei Megadeth. Per tutto il disco sarà un susseguirsi di sonorità differenti, a volte anche alquanto distanti tra loro, e questo può essere un’arma a doppio taglio per i Thy Row; se da un lato, infatti, dimostrano una notevole poliedricità, da un altro punto di vista rischiano di scontentare un po’ tutti: i fans del power metal difficilmente ameranno canzoni troppo “morbide” come ad esempio la lenta “Down on my knees”, mentre chi preferisce l’Hard Rock probabilmente non apprezzerà tracce più dure o addirittura lo speed metal della cover finale “Blue blood” dei mitici X Japan (in cui finalmente si sente cosa è capace di fare il batterista!). “Unchained” è insomma un disco dalle molteplici atmosfere e sonorità, va preso per quello che è in modo da poterlo apprezzare, altrimenti si rischia anche di venirne spiazzati; ai Thy Row però il consiglio è quello di prendere una strada personale in maniera decisa ed insistere su quella, senza perdersi in songwriting così disomogeneo.

PS. L'artwork senza un logo della band e senza il titolo del disco è alquanto deludente...

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