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Gli It Will Last ci fanno venire nostalgia di una scena power italiana Gli It Will Last ci fanno venire nostalgia di una scena power italiana Hot

Gli It Will Last ci fanno venire nostalgia di una scena power italiana

recensioni

titolo
“Nightmares in daylight”
etichetta
Wanikiya Record
Anno

TRACKLIST:
1. Prelude of sins
2. Nightmares in daylight
3. Bound
4. Global warning
5. It will last
6. Deadly poison
7. Time is life
8. The winner
9. Selfish pride
10. Money and power
11. On the road to redemption
12. Flying to the rainbow

LINE-UP:
Simone Carnaghi – Bass, Guitars & Drums
Daniel Reda - Vocals

opinioni autore

 
Gli It Will Last ci fanno venire nostalgia di una scena power italiana 2021-10-02 08:30:13 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    02 Ottobre, 2021
Ultimo aggiornamento: 02 Ottobre, 2021
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Il progetto It Will Last nasce a fine 2018 per iniziativa del polistrumentista lombardo Simone Carnaghi, che si è occupato sostanzialmente di suonare tutti gli strumenti, dei quali è anche insegnante. Accanto a lui ha chiamato per le parti vocali il suo vecchio amico Daniel Reda, ex-Pandaemonium, come del resto lo stesso Carnaghi (ha suonato per un breve periodo la batteria in quella mitica band, attiva tra fine millennio ed inizio del nuovo). E’ nato così questo debut album intitolato “Nightmares in daylight”, registrato dallo stesso Carnaghi presso il suo studio personale (Rock & Music Studio), composto da dodici pezzi per circa 57 minuti totali di ottimo Power Metal. Il progetto musicale degli It Will Last, infatti, si ispira principalmente alle bands che crearono da fine anni ’90 per circa una decina d’anni quella che era una vera e propria scena di Power Metal qui in Italia; citerei in primis proprio i Pandaemonium, ma anche gente come Projecto, primissimi Athlantis, Highlord ed, in un certo senso, anche vagamente qualcosa di Athena e dei sottovalutatissimi Wonderland. Qualcuno potrebbe dire che questo sound era di moda vent'anni fa e che arriva un attimo in ritardo, ma gli It Will Last non si curano delle mode e, detta sinceramente, se un disco fila alla grande come questo, anche a noi non ce ne frega assolutamente nulla di simili amenità! Già, perché se c’è una cosa da evidenziare e rimarcare è che “Nightmares in daylight” si lascia ascoltare che è un piacere, non ci sono momenti di stanca o passaggi di livello qualitativo inferiore o scadente; tutto è al posto giusto ed al momento giusto ed il songwriting di Carnaghi è davvero di gran gusto. C’è poi la voce di Reda, molto particolare, ma indubbiamente “educata” da anni di studio e melodica al punto giusto; la sua prestazione tende ad essere una sorta di ciliegina sulla torta di una musica ruffiana (in senso buono) e coinvolgente, ma soprattutto convincente. Essendo Simone Carnaghi fondamentalmente un bassista, lo strumento protagonista in assoluto è proprio il basso, il che in alcuni passaggi denota anche una vena malinconica e quasi darkeggiante al sound; ciò nonostante, il musicista non disdegna ottime parti soliste di chitarra e si destreggia anche molto bene con la batteria, a cui forse avrebbe potuto riservare maggiore protagonismo. Resta da dire che ci troviamo davanti ad un concept album che narra di aspetti che stanno consumando lentamente il nostro mondo. In conclusione è indubbio che questo “Nightmares in daylight” degli It Will Last sia un gran disco, una specie di “must” per ogni appassionato di Power Metal, soprattutto di quella scena italiana che ebbe il suo massimo splendore circa due decadi orsono.

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