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Death Metal potente e martellante nel quarto album dei Concrete Death Metal potente e martellante nel quarto album dei Concrete Hot

Death Metal potente e martellante nel quarto album dei Concrete

recensioni

gruppo
titolo
Ethereal Atrocities
etichetta
Rebirth the Metal Productions
Anno

PROVENIENZA: Bulgaria 

GENERE: Death Metal 

FFO: Cannibal Corpse, Suffocation, Malevolent Creation, Deicide, Broken Hope 

LINE UP: 
Kalin Kolev - vocals, guitars 
Peter Dimitrov - guitars 
Zhivko Stoyanov - bass 
Pavlin Nikolov - drums 

TRACKLIST: 
1. Thinning the Veil [03:54] =VIDEO= 
2. In Darkness They Exist [02:44] =ASCOLTA= 
3. Crowning the Grotesque [04:18] 
4. Omnivorous Eradication [03:08] 
5. Into Lifeless Slumber [03:19] 
6. Thorn in Utopia [04:27] 
7. Symbiotic Hatred [03:15] 
8. The Strain-ridden Kind [03:30] 
9. Cinder Deity [03:18] 

Running time: 31:53 

opinioni autore

 
Death Metal potente e martellante nel quarto album dei Concrete 2021-09-30 19:57:22 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    30 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Con "Ethereal Atrocities" toccano quota quattro album i death metallers bulgari Concrete, quartetto attivo dal 2011 prodotto per questa nuova release dalla tedesca Rebirth the Metal Productions. Suffocation e Cannibal Corpse - della primissima era-Corpsegrinder - sono i due nomi basilari per poter subito intuire quali siano le coordinate stilistiche della band est-europea, autrice di un lavoro che perfettamente segue la scia dei propri maestri riuscendo però a non risultare stucchevolmente citazionisti. Per tenere fede al proprio nome, i Nostri sono senz'altro concreti: con le sole eccezioni di "Crowning the Grotesque" e "Thorns in Uthopia" che superano (di poco) i 4 minuti, la tracklist è composta da un lotto di brani che si attestano sui 3 minuti, 3 minuti e mezzo, rendendo l'ascolto di "Ethereal Atrocities" di facilissima presa. Diretti e spietati, i Concrete martellano senza sosta grazie sì anche ad un buon lavoro delle asce, ma soprattutto grazie ad un drumming frenetico, con un Pavlin Nikolov letteralmente scatenato dietro le pelli a far andare le gambe in sfuriate incessanti di doppia cassa. Senza nemmeno un attimo di respiro tra l'opener "Thinning the veil" e la conclusiva "Cinder Deity", i Concrete attaccano a testa bassa con una serie di vere e proprie mazzate una dietro l'altra, vedasi le buonissime "Crowning the Grotesque" e, soprattutto, "Omnivorous Eradication".
Per i fans dei leggendari colossi poc'anzi nominati, questa quarta fatica targata Concrete potrà rivelarsi una più che piacevole scoperta: Death metal nudo e crudo, martellante, violento, che ci mostra una band che mette sul piatto una prestazione muscolare al servizio di una passione viscerale per il genere. Fondamentalmente, non si potrebbe chiedere di meglio.

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