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Dopo una lunga assenza tornano gli Hunted con un album heavy/power caratterizzato da decise venature prog Dopo una lunga assenza tornano gli Hunted con un album heavy/power caratterizzato da decise venature prog Hot

Dopo una lunga assenza tornano gli Hunted con un album heavy/power caratterizzato da decise venature prog

recensioni

gruppo
titolo
Deliver Us
etichetta
Pitch Black Records
Anno

Line-up:
Chris G – Vocals
Steven Barberini – Guitars
Jon Letson – Bass
Matt ‘Animal’ Thomas – Drums

Tracklist:
1. Velvet Worm
2. Salvation on a String
3. For the Blind
4. Burning Ones
5. The Black Shore
6. The Lie
7. One More Time
8. Misled
9. Time Will Tell
10. Our Final Embrace
11. Maldito Sea Tu Nombre (Angeles del Infierno cover - CD bonus)

opinioni autore

 
Dopo una lunga assenza tornano gli Hunted con un album heavy/power caratterizzato da decise venature prog 2021-09-29 16:38:18 Virgilio
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Virgilio    29 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 2021
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Gli Hunted sono un gruppo gallese che aveva pubblicato il suo primo album, "Welcome the Dead", nel 2010: dopo una pausa di ben undici anni, arriva il suo successore, intitolato "Deliver Us". La band, d'impostazione classica (tra le influenze potremmo menzionare Jag Panzer, Judas Priest, Control Denied, primi Fates Warning), dimostra sin dai primi ascolti di cercare soluzioni per nulla scontate, con delle tracce molto articolate, che si sviluppano tra parti veloci e aggressive e intermezzi più introspettivi, talvolta anche con decisi cambi tematici all'interno dello stesso brano. C'è una certa tendenza anche a sovrapporre diverse linee vocali e di chitarra, però tanta abbondanza finisce per la verità per essere talvolta il tallone d'Achille della band, perché in alcuni casi crea un senso di confusione che non agevola l'ascolto del brano. Per fortuna non è sempre così e si possono ascoltare tracce molto belle e ben strutturate, grazie proprio anche alla grande versatilità del cantante Chris G. e del chitarrista Steven Barberini il quale, per il suo modo appunto di sovrapporre diverse parti di chitarra, ci ha fatto pensare un po' a quanto faceva Jeff Loomis nei Nevermore. Tra le tracce più interessanti e meglio riuscite citiamo "Burning Ones", "The Black Shore", "Misled" e la stupenda "One More Time". Da brividi il finale con il lungo mid-tempo "Our Final Embrace", che esalta ancora una volta le doti interpretative del cantante, ma nella versione CD è presente anche una bella cover degli spagnoli Angeles del Infierno, "Maldito Sea Tu Nombre", opener del loro album "Pacto con el Diablo" del 1984. Quello degli Hunted è un ritorno dunque da tenere in considerazione e meritevole di attenzione: peccato solo per qualche brano che dimostrava certamente potenzialità maggiori rispetto a quello che poi è stato il risultato finale.

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