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Dalla tomba degli Aleph sorgono i Dark Redeemer Dalla tomba degli Aleph sorgono i Dark Redeemer Hot

Dalla tomba degli Aleph sorgono i Dark Redeemer

recensioni

titolo
Into the Deep Black
etichetta
Blasphemous Records
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Dismember, Grave, Autopsy, Immolation, Morbid Angel 

LINE UP: 
Dave Battaglia – vocals, guitars 
Antonio Ceresoli – bass 
Giulio Gasperini – keyboards 
Manuel Togni – drums 

TRACKLIST: 
1. TMC [05:13] =ASCOLTA= 
2. Swallow the Cross [06:13] 
3. Killing Ritual [05:50] 
4. Christians [05:36] 
5. Into the Deep Black [04:47] 
6. The Zombiemarch [05:52] 
7. Sedibus Indagandis et Causis Morborum [01:45] 
8. Incubation [04:32] 
9. Burn Under the Blackened Sky (Valley of Death) [04:48] 

Running time: 44:36 

opinioni autore

 
Dalla tomba degli Aleph sorgono i Dark Redeemer 2021-09-23 18:03:27 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Fino al 2018 c'erano gli Aleph, band bergamasca che si era fatta un certo nome nell'underground nostrano risultando una delle bands di punta del sottobosco estremo italiano; nel 2018, per l'appunto, lo scioglimento, ma oggi gli Aleph risorgono dalla tomba col nome Dark Redeemer. Manca il solo chitarrista Hypnos, ma per il resto la formazione dei Dark Redeemer è formata dai quattro restanti membri della vecchia formazione, che debutta in questa nuova veste grazie a Blasphemous Records con questo "Into the Deep Black". Evidentemente Dave Battaglia, Antonio Ceresoli, Giulio Gasperini e Manuel Togni avevano ancora altro da dire, e lo fanno senza dimenticare le atmosfere sinistre date dalle orrorifiche tastiere del Gasperini, spostando però le loro sonorità su un Death Metal più crudo e diretto, figlio d'influenze che spaziano tra le feroci accelerate della scuola svedese (Dismember, Grave, Entombed... i soliti insomma) e la colossale rocciosità americana (Autopsy, Immolation, Morbid Angel). Ed il risultato è questo secondo debutto, un album che, come facilmente intuibile, punta più che in passato ad un approccio quanto mai sfrontato e granitico, in cui magari sembra esserci ancora qualche cosa da mettere definitivamente a punto, ma che sa benissimo come colpire, inondando l'ascoltatore con una cascata di riff i cui suoni sono totalmente devoti alla vecchia scuola di Stoccolma; ed a completare l'affresco troviamo una sezione ritmica perfettamente in palla, con la coppia Togni/Ceresoli che offrono una prestazione impeccabile costruendo un'impenetrabile muraglia sonora. La squadriglia di Zombie composta dai quattro musicisti si muove così tra pezzi arcigni, tra i quali spiccano senza dubbio l'opener "TMC" e l'highlight del disco, la terza traccia "Killing Ritual", il brano in cui più di tutti troviamo gli elementi che compongono le sonorità dei Nostri, dalle sfuriate Swedish Death al cantato teatrale di Dave Battaglia, sino alle tastiere che danno quel tocco da colonna sonora da Zombie Movie romeriano, che immaginiamo sia il fine ultimo dell'act orobico.
Il teschio che emerge dal logo dei Dark Redeemer è il simbolo principale di questa nuova vita dei fu Aleph: i Dark Redeemer, pur portando in dote alcuni elementi della vecchia band, sono una realtà del tutto nuova e a sé stante, un'evoluzione più compatta e quadrata di quella che fu la loro prima incarnazione con l'ultimo album "Thanatos". Come detto, c'è giusto qualcosa da aggiustare in fase di songwriting, ma la strada intrapresa sembra quella giusta. Buona la prima insomma, ma dati i musicisti coinvolti sarà lecito aspettarsi notevoli passi avanti in futuro.

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