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Melodico, tecnico, moderno: un buon primo album per gli Anomaly Melodico, tecnico, moderno: un buon primo album per gli Anomaly Hot

Melodico, tecnico, moderno: un buon primo album per gli Anomaly

recensioni

gruppo
titolo
Planet Storm MMXXI
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Technical/Melodic Death Metal 

FFO: Allegaeon, Arsis, The Faceless, The Black Dahlia Murder, Between the Buried and Me 

LINE UP: 
Neil Tidquist - vocals, guitars 
John Ibarra - guitars 
Daniel Stachowiak - bass 
Mary Beers - keyboards 
Dave Norman - drums 

TRACKLIST: 
1. Zero Gravity [01:20] 
2. A Gift from Theia [03:51] 
3. Lurking in the Boötes Void [05:36] =ASCOLTA= 
4. Caught in the Ergosphere [07:31] 
5. Antares [01:20] 
6. Subterranean Worlds [04:26] =ASCOLTA= 
7. Planet Storm [03:58] =ASCOLTA= 
8. The Observable Universe [04:55] =ASCOLTA= 
9. Remains of a Cosmic Catastrophe [05:30] 

Running time: 38:27 

opinioni autore

 
Melodico, tecnico, moderno: un buon primo album per gli Anomaly 2021-09-19 14:27:01 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 2021
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Primo full-length per gli statunitensi Anomaly, quintetto Death Metal proveniente da Milwaukee; uscito autoprodotto, "Planet Storm MMXXI" ha lo stesso titolo dell'EP uscito due anni or sono, ed il motivo è presto detto: l'album è composto dall'intro ed i tre brani che componevano lo stesso - rimasterizzati per l'occasione -, integrati a cinque pezzi nuovo di zecca. E' un album in salsa sci-fi questo "Planet Storm MMXXI", disco che parte, come dicevamo, con i brani contenuti nel precedente EP: s'inizia con l'intro "Zero Gravity" che in qualche modo potrà ricordare quello che è uno dei film preferiti del sottoscritto, Alien; è con "A Gift from Theia" che le cose cominciano a farsi serie e, soprattutto, a capire la direzione stilistica degli Anomaly: quello della band del Wisconsin è un Melodic Death dall'elevato tasso tecnico che punta, però, oltre che su ottime melodie anche su di un impatto quanto mai duro. Viene insomma subito da pensare agli Allegaeon come influenza primaria dei Nostri, cosa che viene confermata anche nei seguenti brani, in cui possiamo notare tra l'altro come sia egregio il lavoro alle tastiere di Mary Beers, sempre presente ma mai sopra le righe, e capace soprattutto di dare quelle atmosfere da Spazio Profondo che perfettamente s'integrano con il concept alla base. La tracklist colpisce per la compattezza delle composizioni: i pezzi sono feroci e rapidi, dotati di un lavoro melodico delle chitarre estremamente tagliente; ma gli Anomaly sanno come dosare le loro forze, troviamo dunque passaggi più lenti e ricchi di groove, pur mantenendo inalterato l'approccio (vedasi la parte centrale dell'ottima "Caught in the Egosphere"). Non che il quintetto statunitense sia un'anomalia all'interno della scena Death Metal - scusate il gioco di parole scontato -, ma va dato atto ai Nostri di essere una piacevole scoperta all'interno di un panorama che vede 3-4 gruppi svettare incontrastati su tutti; gli Anomaly hanno dalla loro una maggior varietà di soluzioni che rende il loro operato sicuramente un po' più particolare - non sono rari fraseggi che sconfinano nel Metalcore tecnico dei Between the Buried and Me -. Date loro una chance, ascoltando con molta attenzione questo primo full-length.

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