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I Rage e l'ennesimo gran disco! I Rage e l'ennesimo gran disco! Hot

I Rage e l'ennesimo gran disco!

recensioni

gruppo
titolo
"Resurrection day"
etichetta
Steamhammer/SPV
Anno

TRACKLIST:
1. Memento vitae (Overture)
2. Resurrection day
3. Virginity
4. A new land
5. Arrogance and ignorance
6. Man in chains
7. The age of reason
8. Monetary Gods
9. Mind control
10. Traveling through time
11. Black room
12. Extinction overkill

LINE-UP:
Peavy Wagner (vocals, bass)
Vassilios Maniatopoulos (drums)
Stefan Weber (guitars)
Jean Borman (guitars)

opinioni autore

 
I Rage e l'ennesimo gran disco! 2021-09-18 15:57:35 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    18 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Fans dei Rage siete pronti? Mettetevi comodi, fate spazio attorno a voi (non si sa mai!), prendete le vostre cuffie (le migliori che avete) e sparatevi a tutto volume “Resurrection day”, il nuovo album della band del mitico Peavy Wagner. Attenzione, dopo l’intro iniziale, parte a bomba proprio la title-track e potreste venire investiti dal solito roccioso e duro power metal a cui ci ha abituati la band tedesca dopo il ritorno alle sonorità non sinfoniche degli ultimi tempi. Questo disco, infatti, nonostante il cambio di formazione, con l’ingresso di ben due nuovi chitarristi, prosegue sulla scia tracciata dopo l’uscita di Smolski con un graduale quanto inesorabile abbandono delle sonorità più sinfoniche. Peavy è tornato a scrivere pezzi di power nudo e crudo, duro come un macigno, quasi ai confini con il thrash e la presenza di due chitarristi aiuta indubbiamente, basta sentire il groove presente su pezzi come “Arrogance and ignorance”, “Man in chains” e “Monetary Gods”, in cui le chitarre sono pesanti come legnate sulle gengive ed il basso non fa altro che arricchire l’impatto che è tosto come ai bei tempi dei dischi dei primi anni ’90. Qualche raro accenno sinfonico lo troviamo qua e là (“The age of reason”, ad esempio, o la struggente “Black room”), ma immediatamente lascia il passo all’approccio più duro che sarà una costante per tutto l’album, grazie anche ad un lavoro alla batteria di un ottimo Vassilios Maniatopoulos. Come consuetudine i Rage hanno però sempre un’attenzione maniacale alle melodie ed anche questa volta Peavy non fa eccezione, inserendo parti decisamente orecchiabili e ruffiane, lasciando poi spazio ai due chitarristi di rincorrersi ed esibirsi in assoli al fulmicotone. Canzoni spettacolari ce ne sono in quantità e sarei in grandissima difficoltà se dovessi sceglierne qualcuna, così a getto dopo i consueti ascolti ripetuti effettuati per scrivere questa recensione, direi “Mind control” (splendide melodie), la title-track “Resurrection day” (ottima in apertura), “Traveling through time” (che fa riferimento alla danza macabra medievale, la “Schiarazula marazula” riportata in auge, tra i primi, da Angelo Branduardi) e la conclusiva infuocata “Extintion overkill”, ma ripeto si tratta di un elencazione sicuramente non esaustiva. Le dodici tracce durano in totale poco più di 50 minuti e si arriva a fine ascolto con il fiatone, come si si fossero corsi i 400 metri, ma con letteralmente il bisogno fisico di ricominciare nuovamente premendo ancora ed ancora il tasto play. Caro vecchio volpone di Peavy Wagner, grazie per averci regalato con questo “Resurrection day” una nuova perla targata Rage! Personalmente credo di aver trovato uno dei dischi che entreranno dritti dritti nella mia personale top10 dei dischi migliori dell’anno!

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