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Apostolica: epica solennità dark Apostolica: epica solennità dark Hot

Apostolica: epica solennità dark

recensioni

titolo
Haeretica Ecclesia
etichetta
Scarlet Records
Anno

TRACKLIST:
1. Sanctus Spiritus (04:02)
2. The Sword of Sorrow (04:53)
3. Come with Us (05:13)
4. Thanatos (05:31)
5. Pollution is My Name (04:32)
6. No More Place in Hell (04:30)
7. The Doom (05:35)
8. Famine (04:57)
9. The Dusk Is Coming (04:53)
10. Redemption (05:43)

LINE UP:
Ezekiel - vocals
Isaia - guitars
Jonas - bass
Malachia – drums

opinioni autore

 
Apostolica: epica solennità dark 2021-09-18 10:00:58 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    18 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 2021
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Metalbangers, se siete fans di Powerwolf, Sabaton, Warkings, Orden Ogan, Bloodbound, ergo siete votati al Power Metal sinfonico, questo album fa al caso vostro! Se poi vi affascinano le tematiche legate alla chiesa cattolica, alla dottrina ed alla catechesi (con annesse critiche scaturenti dall’analisi storica del cattolicesimo, sfociando in aperto anticlericalismo), allora avete fatto bingo! Basti dare una scorsa alla line up, per scoprire che il quartetto ha optato per pseudonimi nientemeno che coincidenti con quattro dei profeti più importanti (e già questo dato la dice lunga…). E sì, perché i nostri sostengono di essere i fondatori di una nuova dottrina eretica, tesa ad affrancare l’intero genere umano dalla schiavitù spirituale, e, per farlo, non esitano a coordinare i contenuti con l’immagine, utilizzano maschere (Slipknot docet) e costumi tipici di scena in linea con il tutto ed a completamento di un concept senz’altro particolare ed in grado quantomeno di attirare l’attenzione degli headbangers cultori delle tematiche di cui sopra.
E la musica? Gli Apostolica sono al debutto su full-length, visto che (pochi mesi fa) avevano pubblicato solo due singoli, “No More Place in Hell” e “Sanctus Spiritus” poi trasfusi in questo disco. Come accennato, i quattro propongono un Power Metal sinfonico di matrice mitteleuropea, ispirato ai big menzionati all’inizio; i brani sono pervasi da una certa solennità di fondo, sapientemente venata di quel piglio Epic che conferisce al tutto un'impronta ben definita e definibile. Le tastiere stendono un tappeto sonoro sempre ben congegnato e fedele alle due caratteristiche sopra menzionate e sul quale si adagiano gli assoli di Isaia: ficcanti, ispirati e di non trascurabile levatura tecnica; la sezione ritmica del tandem Jonah/Malachia è di tutto rispetto e dà vita a delle autentiche cavalcate degne dei migliori Crociati in piena Guerra Santa, mentre il singing di Ezekiel è corposo, massiccio, con tratti molto ben evidenti a cavallo tra quello di Joakim Brodèn (Sabaton) e quello di Karsten Brill (Powerwolf). Dover scegliere tra le dieci, granitiche tracce è impresa ardua, ma (facendo davvero uno sforzo) direi che la opening-track e “Thanatos” risultano un palmo al di sopra della (pur elevata) media.
Un’opera altisonante, profonda, pur senza essere stucchevole né eccessivamente impegnativa, rammentandosi e rammentandoci che lo spirito dell’entertainment va sempre mantenuto e salvaguardato.

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