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Ballsqueezer, il non prendersi troppo sul serio a volte non aiuta Ballsqueezer, il non prendersi troppo sul serio a volte non aiuta Hot

Ballsqueezer, il non prendersi troppo sul serio a volte non aiuta

recensioni

titolo
"Brainless"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Long to be free
2. Whisky and cloudy days
3. Dale the great
4. Guardians of galaxy
5. Hairy Mary
6. Heart of sorrow
7. Brainless
8. King of rust

LINE-UP:
Daddy - vocals, bass
Mikey - guitars
Pedro - guitars
Peat - drums

opinioni autore

 
Ballsqueezer, il non prendersi troppo sul serio a volte non aiuta 2021-09-14 08:42:22 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    14 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2021
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I Ballsqueezer arrivano dalla Slovacchia dove si sono formati nel 2013; sono una band molto, ma molto prolifica, visto che in 8 anni hanno realizzato ben 14 full-lengths, di cui questo “Brainless” è l’ultimo, uscito ad agosto 2021 come autoproduzione. Il gruppo definisce il proprio sound come “Ball and roll”; in realtà si tratta di un power metal molto veloce, con la doppia cassa sparata a mille all’ora. Otto tracce fanno parte dell’album, per nemmeno 25 minuti di musica che detta sinceramente non mi ha fatto impazzire. Lo stile della band slovacca infatti è un pestare dall’inizio alla fine sull’acceleratore senza soluzione di continuità, con il rischio di avere pezzi che si assomigliano troppo tra loro, senza alcun accenno alla diversificazione, quasi nessuna attenzione alle melodie, ma solo e soltanto una continua ricerca della velocità d’esecuzione di tutti gli strumenti. In tal senso fa eccezione la sola “Heart of sorrow”, unica traccia non sparata a folli velocità ed unica con un minutaggio elevato, quasi a voler far presente che la band sarebbe anche capace di qualcosa di differente (il che non dispiacerebbe, per essere onesti). C’è poi il vocione roco e sgraziato del cantante Daddy che forse farebbe meglio a dedicarsi solo e soltanto al suo basso, magari lasciando il microfono a qualcuno a cui la natura ha donato un’ugola più versatile e pulita (non a caso, la traccia che mi è piaciuta maggiormente è l’ultima “King of rust” che è interamente strumentale!). In base all’artwork della copertina (davvero brutto), si deduce che i Ballsqueezer non si prendano troppo sul serio, ma suonino solo e soltanto allo scopo di divertirsi (assieme alle tracce c’è anche un disegno che ritrae la band come ospiti di un manicomio, a conferma di questa tesi); presa a questa maniera, cioè solo con lo scopo di divertirsi, la musica di questi slovacchi può anche andar bene ma, se si cerca qualcosa di più, cominciano i problemi. Nel mondo metal sono parecchie le bands che non si sono mai prese troppo sul serio, soprattutto in campo thrash, ma nel power se ne ricordano davvero poche e, fra queste, sicuramente bisogna annoverare questi Ballsqueezer. Purtroppo tutto ciò non basta, perché i 25 minuti scarsi di questo disco scorrono via senza lasciare il segno; nonostante ripetuti ascolti, non sono riuscito a trovare nulla di particolarmente interessante o che abbia suscitato emozioni o attenzioni; dispiace per il gruppo slovacco, ma il loro “Brainless” non raggiunge la sufficienza e si becca pure mezzo punto in meno per la copertina non proprio esaltante.

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