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Brutale quanto tecnico il terzo album dei canadesi Deformatory Brutale quanto tecnico il terzo album dei canadesi Deformatory Hot

Brutale quanto tecnico il terzo album dei canadesi Deformatory

recensioni

titolo
Inversion of the Unseen Horizon
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Canada 

GENERE: Technical Death Metal 

FFO: Cryptopsy, Morbid Angel, Origin, Hate Eternal, Hour of Penance, Deicide 

LINE UP: 
Charlie Leduc - vocals, guitars 
Neil Grandy - drums 

TRACKLIST: 
Chapter I - INCEPTION: THE CYRU’XILEAN NEXUS 
1. Within the Astral Abscess [05:20] 
2. Behold, the Apex of Decay [04:36] 
3. Enginieering the Wvrmhorde [04:39] 
Chapter II - INCURSION: THE PROTOTYPAL ESCHATON 
4. Summoning the Cosmic Devourer [07:13] =ASCOLTA= 
5. Masticated by an Infinite Shadow [04:30] 
6. In the Embervoid Where Dead Stars Reign [03:52] =ASCOLTA= 
Chapter III - INVERSION: THE HORIZONTAL REFLECTION 
7. Deciphering the Archetype [03:52] 
8. Impaled upon the Carrionspire [05:02] =VIDEO= 
9. Beyond the Abhorrence [04:13] =ASCOLTA= 

Running time: 43:17 

opinioni autore

 
Brutale quanto tecnico il terzo album dei canadesi Deformatory 2021-09-08 21:30:55 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Terzo studio album per i tech-death metallers canadesi Deformatory, che tornano a cinque anni di distanza da "Malediction" (CDN Records) con questo "Inversion of the Unseen Horizon", concept album fantascientifico che è anche il sequel del predecessore. Continuano dunque a narrare la loro storia i due musicisti canadesi (Charlie Leduc a chitarra e voce, Neil Grandy dietro le pelli) e lo fanno con un lavoro che per quanto sia del tutto indipendente poco ha da invidiare a colleghi ben più noti; vero, il duo ha alle spalle un'esperienza lunga ormai più di dieci anni ed un deciso affiatamento: fa quindi specie che il nome dei Deformatory non sia ancor più conosciuto di com'è oggigiorno (un nome seguito soprattutto da chi bazzica il sottobosco Technical Death americano... e basta crediamo). Vicinissimi alle sonorità in primis degli Origin, ma con anche passaggi più diretti e brutali (per quanto tecnicamente ineccepibili) che rimandano non poco ai primi Cryptopsy, i Nostri mettono sul piano un disco brutale quanto ricco di spunti melodici, dotato di un grandioso groove quanto di passaggi di ferocia assoluta, il tutto diviso - proprio come una Science fiction/novel - in tre capitoli, ognuno dei quali composto da tre brani. Una tracklist compatta, coesa, in cui i Deformatory non si concedono il minimo calo di tensione: il duo di Ottawa attacca senza pietà con un lotto di brano tutti estremamente violenti, brutali, tra i quali spiccano una "Impaled Upon The Carrionspire" - in cui compare come ospite alla chitarra classica e nel solo l'ex-Cryptopsy Jon Levasseur), ma anche le ottime "Engineering the Wvrmhorde" - pezzo in cui Leduc offre una prestazione vocale decisamente sopra le righe - e "Behold, the Apex of Decay", piuttosto che una "Summoning the Cosmic Devourer", dotata di un attacco terrificante per potenza. Coordinate stilistiche facilmente ed ampiamente riscontrabili quelle dei Deformatory: se siete fans dei gruppi succitati, allora il duo canadese saprà sicuramente far breccia, ed ascoltando il loro "Inversion of the Unseen Horizon" potrete trovare non pochi spunti interessanti. Per quanto ci riguarda, una promozione ampiamente meritata.

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