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Il grande ritorno di Saeko! Il grande ritorno di Saeko! Hot

Il grande ritorno di Saeko!

recensioni

gruppo
titolo
“Holy we are alone”
etichetta
Pride & Joy Music
Anno

TRACKLIST:
1. Circle of life
2. Japan: In my dream
3. Syria: Music, my love
4. Uk: Never say never
5. Germany: Rebellion mission
6. India: Farewell to you I (From father to son)
7. Brazil: Splinters of the sun
8. Hawaii (USA): Farewell to you II (From mother to daughter)
9. Russia: Heroes
10. Holy are we alone

LINE-UP:
Saeko Kitamae - vocals & keys
Guido Benedetti (Trick Or Treat) guitars & keys
Alessandro Sala (Rhapsody Of Fire) – bass
Michael Ehré – drums (Primal Fear, Gamma Ray, The Unity etc)

Guests:
Derek Sherinian (Sons of Apollo, Planet X, ex. Dream Theater)
Lars Ratz (ex. Metalium, † 2021)

opinioni autore

 
Il grande ritorno di Saeko! 2021-08-21 17:05:31 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    21 Agosto, 2021
Ultimo aggiornamento: 22 Agosto, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Erano tanti anni che non sentivamo parlare dei Saeko e della sua leader Saeko Kitamae, ma la cantante giapponese è tornata in Germania e, assieme al nostro geniale Guido Benedetti, ha scritto questo “Holy we are alone”, terzo album del gruppo, a ben 15 lunghi anni dal suo predecessore. Il disco è composto da 10 tracce per poco più di 50 minuti di piacevolissimo heavy/power metal, con la particolarità di essere cantato in diverse lingue, dal giapponese all’inglese, passando per il tedesco ed addirittura il sanscrito e l’hawaiiano. La mano di Guido Benedetti nello scrivere le musiche si sente, dato che qualche richiamo al power di scuola italiana è ben evidente e naturalmente questo non può che farci piacere e farci amare la cantante giapponese (ormai ultraquarantenne) ancora di più. Accanto a loro ci sono anche Alessandro Sala al basso ed il mitico Michael Ehré alla batteria, da segnalare anche, come ospiti, il grande Derek Sherinian ed il compianto Lars Ratz (R.I.P.), i quali hanno rispettivamente suonato le tastiere e curato i cori nella nona traccia. Tutte le canzoni, fatta eccezione per intro ed outro, sono dedicate ad un singolo paese ed, in alcuni casi, hanno richiami alle sonorità locali. L’ascolto è quindi variegato e mai monotono, pur mantenendo uno stile heavy di base; a questa maniera l’album risulta decisamente convincente ed avvincente. In base ai miei gusti, alcune canzoni spiccano sulle altre; mi riferisco, ad esempio, alla velocissima “Russia: Heroes” (vera e propria cavalcata power metal, picco assoluto del disco!), ma anche alle splendide “Syria: Music, my love” e “Uk: Never say never” (quasi folkeggiante in alcuni tratti e con un coro irresistibile!), a cui si aggiunge anche la frizzante “Brazil: Splinters of the sun”. Cosa resta da dire? Bentornati Saeko! Speriamo adesso di non dover aspettare altri 15 anni per aver un successore a questo ottimo “Holy we are alone”.

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