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Innasanatorium, ennesimo esempio dell'incapacità del music business Innasanatorium, ennesimo esempio dell'incapacità del music business Hot

Innasanatorium, ennesimo esempio dell'incapacità del music business

recensioni

titolo
"Odissey of the mind"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Intro
2. Show me your scars
3. The decline (Odyssey of the mind - Part 1)
4. Night terrors
5. Shifting shadows
6. The despair (Odyssey of the mind - Part 2)
7. #scottyfrommarketing
8. Science In the house of God
9. The desire (Odyssey of the mind - Part 3)
10. Accelerated oblivion
11. Outro
12. Freak

LINE-UP:
Adam McDonald – Vocals
Ryan Pearce - Guitars / Backing Vocals
Eric Alp – Guitars
Tom Cornish – Bass
Kelvin Whitwell - Backing Vocals / Creative Visionary

opinioni autore

 
Innasanatorium, ennesimo esempio dell'incapacità del music business 2021-07-24 16:07:21 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    24 Luglio, 2021
Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il prog/thrash è stato uno dei generi metal più particolari nel corso degli anni; mentre il prog/power o il prog/death hanno avuto tantissimi gruppi da annoverare tra le loro fila, nel campo del prog/thrash sono poche le realtà che hanno avuto successo (citerei, a memoria, rischiando di scordarne qualcuna, i Mekong Delta, gli Anacrusis di Kenn Nardi ed i compianti Despair del mitico Waldemar Sorychta) e spesso anzi sono rimaste confinate nell’underground e costrette all’autoproduzione. E’ questo, ad esempio, il caso degli australiani Innasanatorium, gruppo fondato nel 2018 che arriva quest’anno ad autoprodursi il proprio debut album intitolato “Odissey of the mind”, composto da dodici tracce (tra cui intro ed outro) per poco più di 50 minuti di ottimo prog/thrash, con qualche richiamo al buon vecchio technical e qualche tocco di groove e thrashcore che, tutto sommato, non dispiacciono nemmeno più di tanto. Naturalmente per suonare questo tipo di thrash ci vuole una padronanza tecnica non indifferente, oltretutto anche nel songwriting bisogna saperci fare (ogni tanto qualche pausa piazzata qua e là riesce ad avere ottimi effetti!), perché la diversificazione dell’approccio e della proposta musicale è fondamentale; certo qualche volta si lasciano forse prendere un po’ troppo a lungo, rischiando di sembrare prolissi e qualche sforbiciata qua e là avrebbe anche giovato, rendendo più efficaci i componimenti. Il singer Adam McDonald, pur alternando sapientemente clean ed harsh vocals, si lascia andare un po’ troppo alla sua parte più aggressiva ed estrema (ogni tanto, insomma, esagera con il growling!), finendo per mostrare uno stile sicuramente migliorabile. Ma per il resto a questa band non manca nulla per farsi notare in positivo, sia a livello strumentale, che in quanto ad approccio e gusto nelle composizioni. Ciò nonostante non sono riusciti a trovare un contratto con una label (ma quanta miopia ed incapacità c’è in giro nelle labels?!?) e questo ottimo “Odissey of the mind” è destinato ad essere ricordato come una delle migliori autoproduzioni del 2021; segnatevi il nome degli Innasanatorium, perché hanno tutte le carte in regola per un brillante futuro ed ampi margini di ulteriore miglioramento!

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