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Manntra: dalla Croazia un metal tra folk, industrial e gothic Manntra: dalla Croazia un metal tra folk, industrial e gothic

Manntra: dalla Croazia un metal tra folk, industrial e gothic

recensioni

gruppo
titolo
Monster Mind Consuming
etichetta
No Cut Entertainment
Anno

Tracklist:
1. Invocation
2. Heathens
3. Ori Ori
4. Slave
5. Voices Of The Sea
6. Barren King
7. Monster Mind Consuming
8. I Want To Eat You
9. In Your Eyes
10. Let’s Invite The Storm
11. Lipa

Line Up: 
Marko M. Sekul - vocals
Boris Kolarić - guitars, bagpipe, vocals
Marko Purišić - guitars, vocals
Maja Kolarić - bass, vocals
Andrea Kert - drums

opinioni autore

 
Manntra: dalla Croazia un metal tra folk, industrial e gothic 2021-06-24 15:03:33 Gianni Izzo
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    24 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 2021
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I croati Manntra, originari di Umag (Istria) sono attivi da diversi anni ormai ed hanno alle spalle altri quattro album, un discreto successo, tanto da aver partecipato in patria alle selezioni per l’Eurofestival, ed un buon seguito soprattutto in Germania. Il loro è un folk metal battagliero che si sposa con arguzia al rock/metal moderno, con richiami all’industrial ed al gothic, il loro vestiario dopotutto dà proprio la sensazione di essere di fronte a dei musici guerrieri provenienti da un mondo dove passato e futuro si sono compressi in un unico momento.
Quindi cornamuse, flauti e gli echi di vocalizzi della brava bassista Maja Kolaric che danno quel tocco nordico e slavo al sound, si sposano con synth e chitarre compresse, una produzione pulita, ordinata, che riesce però a conferire un’ottima potenza al sound dei nostri.
Il roco e teatrale vocalist Marko M. Sekul, così come la suadente voce femminile, non vengono lasciati quasi mai da soli dagli altri compagni, che tra cori e controcanti li accompagnano in tutti i brani.

Attenzione parliamo di brani che mi aspetterei di ascoltare anche su Virgin Radio, sono orecchiabili, cantabili fin dal primo ascolto, perfettamente radiofonici, talvolta pure troppo, resi però nella grande maggioranza degli episodi molto interessanti proprio grazie a questo interessante connubio tra folk e industrial che dona loro quel quid in più, che può incantare anche gli ascoltatori come me, i cui gusti non si sposano perfettamente con l’attitudine della band, che dimostra di voler più andare dietro al mondo musicale dei Lacuna Coil o al limite degli Eluveitie di "The Call Of The Mountains", piuttosto che degli Arkona o degli Ensiferum.
La parentesi è dovuta, ma a parte questo, il disco conta diversi brani davvero riusciti, da “Heathens”, l’inno di guerra “Ori Ori”, passando per la furbissima “Voices Of The Sea”, fino alla corale e folkettosa “Barren King”. La title-track e “I Want To Eat You” danno più spazio alla parte moderna e gotica dei nostri, ed anche quella che si lascia ascoltare senza sussulti di sorta, mentre un brano da bardi come “Let’s Invite The Storm” rappresenta al suo meglio la miscela tra passato e futuro di cui parlavo prima.

Il disco si chiude con “Lipa”, cantata in croato, un testo che si rifà ad una leggenda popolare tedesca, e che ben si sposa, senza alcuna forzatura nella metrica, alla musica.
I Manntra dicono di aver voluto incidere un disco che potesse piacere a tutti, ed in parte si è rivelato un esperimento riuscito. Certo, se vi aspettate ritmiche serrate, assoli o folk metal da pub in stile primi Korpiklaani, “Monster…” non sarà tra i vostri lavori preferiti.
Personalmente devo dire che, nonostante abbia ad ogni ascolto quella netta impressione che sia tutto troppo pulito e costruito a tavolino per far presa su più gente possibile, questo disco non è niente male, e da croato son felice di sentire dopo tanto tempo che una band del mio paese sia riuscita ad uscire dall’eterno limbo underground con un buon prodotto.
Aspettiamo quindi il seguito, sperando in più coraggio da parte della band, non bisogna per forza piacere a tutti, e non è detto che ogni brano debba essere per forza una hit da cantare fin dal primo ascolto, i Manntra son sicuramente abbastanza bravi da poter metter su anche qualche passaggio più interessante e particolare, anche se lo dovessimo ascoltare più di una volta per apprezzarlo a pieno.

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