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Artillery: con una X segnano il decimo album Artillery: con una X segnano il decimo album Hot

Artillery: con una X segnano il decimo album

recensioni

gruppo
titolo
"X"
etichetta
Metal Blade Records
Anno

TRACKLIST:
01. The devil's symphony
02. In thrash we trust
03. Turn up the rage
04. Silver cross
05. In your mind
06. The ghost of me
07. Force of indifference
08. Varg I veum
09. Mors ontologica
10. Eternal night
11. Beggars in black suits

LINE-UP:
Michael Bastholm Dahl - Vocals
Michael Stützer - Guitars
Kræn Meier - Guitars
Peter Thorslund - Bass
Josua Madsen - Drums

opinioni autore

 
Artillery: con una X segnano il decimo album 2021-05-15 10:38:53 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    15 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 15 Mag, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Credo che chiunque mastichi un po’ di thrash conosca i danesi Artillery, una delle band storiche del thrash europeo, attiva ormai da quasi 40 anni e con alle spalle una lunga serie di full-lengths, tra cui questo “X” che, come appunto suggerito dal titolo, è il decimo. Si tratta del primo disco dopo la prematura scomparsa nel 2019 del chitarrista Morten Stützer, al posto del quale è entrato Kræn Meier che ha militato e milita in tante bands, tra cui Hell’s Domain e Sacrificial tra le altre. Chi temeva che questo cambiamento potesse incidere in maniera importante sul songwriting della band può stare tranquillo, basta ascoltare già le prime due canzoni della tracklist “The devil’s symphony” ed “In thrash we trust” per ritrovare quell’inconfondibile stile chitarristico orientaleggiante, da sempre vero e proprio trademark degli Artillery. “X” è composto da undici tracce (personalmente avrei trovato più giusto metterne solo 10, per coerenza con il titolo), per un totale di poco superiore ai 45 minuti di ottimo thrash metal; almeno nella prima parte della scaletta. La seconda parte, infatti, dalla ballad “The ghost of me” in poi (fatta eccezione per la sola “Force of indifference”), tende ad “ammorbidirsi” leggermente, finendo vicini a territori heavy che non dispiacciono assolutamente, anche per la voce del grande Michael Bastholm Dahl, decisamente adatta a certe sonorità più melodiche (del resto canta anche nei Ripe, heavy metal band danese). Da sempre, però, una delle peculiarità degli Artillery è stata quella di avere cantanti differenti dai soliti cliché aggressivi del thrash, preferendo un approccio più moderato e melodico; come dimenticare, ad esempio, il mitico Søren Nico Adamsen che è stato in formazione prima di Michael Bastholm Dahl? Con vocalist di simili capacità, è normale che l’attenzione alle melodie sia maggiore e l’attitudine sia meno aggressiva e violenta. Mi rendo conto che questa particolarità possa non far piacere a tutti, quanto meno ai thrashers più “arrabbiati”, ma gli Artillery sono questo, prendere o lasciare. Per quanto mi riguarda, “prendo” senza alcuna esitazione; “X” infatti, a mio parere, è uno dei migliori album degli Artillery, certo non al livello dell’inarrivabile “By inheritance”, ma sicuramente in grado di competere senza alcun timore con tutte le più recenti produzioni in campo thrash!

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