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I Nebra ci portano a scoprire la Campania. I Nebra ci portano a scoprire la Campania. Hot

I Nebra ci portano a scoprire la Campania.

recensioni

gruppo
titolo
"Cuore Colpevole"
etichetta
LM Records
Anno

Line up:
Aurora Pelosi – Voce
Gianni Gargiulo – Chitarra
Luigi D’Arrigo – Basso
Alfredo Manzo - Batteria

Tracklist:
1. Janare
2. Il drago del Wawel
3. Fuoco al fuoco
4. Cuore colpevole (la barchetta fantasma)
5. ‘O Munaciello 37
6. Parthenope
7. Jack O’ Lantern
8. Accort’ ‘a serpe
9. The Glamis Castle’s Ghost
10. Vico pensiero
11. Friends
12. Jack O’ Lantern - Christo Remix (Bonus Track)

opinioni autore

 
I Nebra ci portano a scoprire la Campania. 2021-04-22 10:26:33 Corrado Franceschini
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    22 Aprile, 2021
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Con il passare del tempo ho maturato la convinzione che, per conoscere a fondo una città particolare come Napoli, bisogna affidarsi a chi vi è nato e cresciuto. Per favorire il percorso esplorativo è altrettanto utile seguire la cultura che scaturisce da testi e musiche. E’ così che, dopo avere ascoltato da adolescente Edoardo Bennato, Teresa De Sio e Pino Daniele, a inizio 2021 mi sono imbattuto nei Nebra. Sgombriamo il campo da ogni dubbio: il quartetto napoletano, in attività dal 2006, non propone un genere cantautorale nel senso stretto del termine e neanche una musica neomelodica. Quello che ascolterete in “Cuore Colpevole”, C.D. uscito per L.M. Records nel 2018 è un misto di Rock italiano: per brevi tratti mi ha ricordato i Marlene Kuntz, contaminato fortemente con l’Hard Rock e, in maniera più leggera, con il Progressive. Il perché del mio lungo preambolo è spiegato dal fatto che i testi: spesso in italiano, altre volte in napoletano e altre ancora in inglese, tendono a trasportare l’ascoltatore in un mondo che è situato tra il reale, il fantastico, lo storico e il “verace”. Un mondo dove la città partenopea ha un ruolo preponderante e, per certi versi, primigenio. Per avere riprova di ciò che ho detto basta addentrarsi nel primo pezzo dal titolo “Janare”. Pur non toccando l’ossianicità dei Black Sabbath o dei primi Death SS la litania cantata da Aurora Pelosi, corroborata da una musica Hard, ci porta a spasso in un bosco di Benevento, paese delle streghe, dove si svolge un nero Sabba. Se siete scettici a riguardo dell’uso della lingua italiana associata alla metrica delle canzoni, ascoltate “Il Drago Di Wavel” e vi ricrederete. Il Surf Punk “divertente” che scaturisce dai solchi è impreziosito dal suono della chitarra di Gianni Gargiulo che contribuisce a donare al pezzo una buona energia. “Fuoco al Fuoco” possiede riffs ossessivi e marcati, un bel cambio, voci armonizzate e un solo libero. Per dimostrare l’attaccamento, ma anche la denuncia di certe pratiche che affliggono la Campania, i Nebra “legano” il testo con il triste e nocivo fenomeno della Terra dei fuochi. In “Cuore Colpevole (la Barchetta Fantasma) ” l’atmosfera iniziale è rarefatta grazie al ritmo Flamenco/Gitano. La successiva fase votata all’indurimento l’avrei resa più “corposa” e marcata a livello di suono mentre reputo buoni la trasformazione al Rock duro e il soo scatenato. “‘O Munaciello 37” è uno dei pezzi che preferisco. Il dispettoso spiritello della tradizione napoletana viene ben rappresentato da un testo ad Hoc e da un riff di chitarra a spirale dal taglio Progressive. Il ritmo a scatti e la cadenza fanno si che la canzone diventi una sorta di tormentone che si piazzerà nella vostra testa per giorni e giorni. “Parthenope” affonda le sue radici nella storia e la racconta, oltre che nel testo, con una musica improntata alla lentezza, alla cadenza e alla meloodia. “Jack o’ Lantern”, cantata in inglese, è ascrivibile allo stile del compianto Ronnie James Dio. Naturalmente la voce di Aurora non è simile a quella del piccolo folletto ma si destreggia bene lo stesso. “Accort’ a Serpe” è un pezzo dal taglio Rock italiano che mi ricorda fortemente un altro motivo… Ma non ricordo quale. Con ”The Glamis Castle’s Ghost” torna l’idioma inglese. In questo caso la commistione fra più stili, e ritmi, viene espressa da un quartetto che ci lascia prima basiti per una certa leggerezza e calma e che poi si lancia in una fase fra il Prog Rock e la Tarantella: lo so; sembra impossibile, ma questa è stata la mia sensazione. La voce di Aurora, per il modus operandi nei vocalizzi, mi ha riportato alla mente un vecchio pezzo di quell’eclettica artista che è stata Nina Hagen (il pezzo è “African reggae” n.d.a.). Avrei agito sui cursori del mixer aumentando l’eco: la similitudine tra le due voci sarebbe stata veramente interessante da comparare. “Vico Pensiero” poggia le fondamenta su un Rock di buona fattura dove gli strumenti sono a loro agio. Fra fraseggi lenti e veloci, In un passaggio, mi è venuto alla mente il modo di scrivere di Pino Daniele. “Friends”, a dispetto del titolo, ha un testo intrigante e per certi versi “misterioso” per chi non è abituato al colorito linguaggio campano. Un giro Funk lascia lo spazio al Rock duro e, anche in questo caso, lo sfogo di chitarra rabbiosa risulta vincente. A chiudere il tutto ci pensa il remix di “Jack O’ Lantern” effettuato dall’artista, scultrice e D.J. Cristabel Christo. A mio avviso il lavoro svolto non aggiunge molto se non un’anima più eterea e “cosmica”, ad un brano che era buono già in partenza ma, si sa, l’arte non ha confini e la voglia di sperimentare è sacrosanta. A dire il Vero “Jack O’ Lantern” non è l’ultimo pezzo del C.D. visto che i Nebra ci salutano con una ghost track/divertissement dove si sente la band che prova più e più volte un brano smettendo e riattaccando. Lo vedo come un modo per dire che i Nebra sono così: veraci come il cuore di Napoli e pronti a stupirci fregandosene degli stereotipi o della perfezione a tutti i costi. Nel frattempo la band ha sostituito il bassista Lucio D’arrigo con Francesco Fiordellisi e sta lavorando al terzo full lenght. Io la terrò d’occhio aspettando l’ora di riassaporare il profumo di zolfo e caffè che arriverà dalla zona dei Campi Flegrei.

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