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Gli Spectral Wound portano a compimento il loro miglior album riportando in auge la scuola scandinava

recensioni

titolo
A Diabolic Thirst
etichetta
Profound Lore Records
Anno

PROVENIENZA: Canada

GENERE: Black Metal

TRACKLIST:
1. Imperial Saison Noire
2. Frigid And Spellbound =ASCOLTA=
3. Soul Destroying Black Debauchery
4. Mausoleal Drift
5. Fair Lucifer, Sad Relic
6. Diabolic Immanence

LINE-UP:
Jonah - Vocals
Patrick - Guitars
Sean - Guitars
Sam - Bass, Vocals
Illusory - Drums

opinioni autore

 
Gli Spectral Wound portano a compimento il loro miglior album riportando in auge la scuola scandinava 2021-04-21 14:39:54 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    21 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Come mi è già capitato di sottolineare, il black metal sta vivendo una vera e propria rinascita, soprattutto nel panorama underground, dal quale escono costantemente album più o meno interessanti. La costante è tendenzialmente una: puntare molto sulla melodia e sulle atmosfere, come ben insegnano le due più importanti scuole attuali, quella islandese e polacca. E poi, invece, c'è chi se ne frega di questa nuova tendenza e propone un sound classico e molto più votato alla scuola scandinava, come i qui presenti Spectral Wound. La band canadese, licenziata dalla sempre garanzia Profound Lore Records, giunge al suo terzo album "A Diabolic Thirst", una vera e propria piccola perla che incontrerà non pochi applausi da tutti gli amanti del black metal classico anni '90. Già con il precedente lavoro i nostri avevano dimostrato una certa maestria nel sapersi muovere all'interno di pattern stilistici più che conosciuti. Eppure con questa nuova fatica gli Spectral Wound hanno dato ulteriore dimostrazione di come certe sonorità possano ancora dire la loro senza scadere in un mero copia/incolla. Insomma: proposta classica - nemmeno troppo a dirla tutta - ma esecuzione molto personale. Unite le due componenti danno vita a sei tracce glaciali che giocano costantemente con le emozioni di rabbia e malinconia. Il riffing è compatto e frenetico e ricorda molto da vicino l'impostazione degli Emperor o dei Dark Funeral e la scuola finlandese di Horna e Sargeist. Eppure non mancano quegli elementi che ci ricordano che siamo comunque nel 2021. Ed ecco quindi che tracce come "Frigid And Spellbound" o la successiva "Soul Destroying Black Debauchery" hanno quella ben percepibile influenza dei polacchi Mgła. Ma a differenza del black metal più ragionato ed elegante di questi ultimi, la proposta dei canadesi ha sempre quel sentore di maligno, quasi a voler dire che l'impronta old school scandinava c'è sempre e deve essere ben percepibile. Un ottimo equilibro tra il tocco più catchy, melodico e limpido ed una vena più macabra, diretta e senza eccessive evoluzioni. Il songwriting sa essere più elaborato o più scarno e volutamente asciutto, un po' come i primi lavori di Burzum dove la ripetitività portata all'eccesso creava quella sorta di malata ipnosi nella quale perdersi.
A conti fatti, dunque, gli Spectral Wound hanno vinto a pieni voti la scommessa e hanno confezionato un disco che si distacca dagli stilemi odierni per riagganciarsi ad un certo tipo di black vecchia scuola. Un disco che riporta in auge le sonorità scandinave ma rivisitate in chiave personale, seppur, soprattutto nella seconda parte del disco, si avverta una certa monotonia che fa calare un pochino l'attenzione. Album e band super consigliati. Complimenti!

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