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Troppe influenze varie rendono un po' dispersivo questo secondo album degli Iron Flesh Troppe influenze varie rendono un po' dispersivo questo secondo album degli Iron Flesh Hot

Troppe influenze varie rendono un po' dispersivo questo secondo album degli Iron Flesh

recensioni

titolo
Summoning the Putrid
etichetta
War Anthem Records
Anno

PROVENIENZA: Francia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Dismember, Bolt Thrower, Asphyx, early Paradise Lost, Carcass 

LINE UP: 
Julien - vocals, guitars 
Sylver - guitars 
Seb - bass 
Guilhem - drums 

TRACKLIST: 
1. Servants of Oblivion [03:20] 
2. Relinquished Flesh [03:23] =ASCOLTA= 
3. Demonic Enn [04:46] =ASCOLTA= 
4. Purify Through Blasphemy [03:44] 
5. Cursed Beyond Death [04:03] 
6. Death and the Reaper's Scythe [08:06] 
7. Incursion of Evil [03:58] 
8. Thy Power Infinite [03:16] 
9. Convicted Faith [06:21] 

Running time: 40:57 

opinioni autore

 
Troppe influenze varie rendono un po' dispersivo questo secondo album degli Iron Flesh 2021-04-20 19:25:10 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    20 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 2021
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Uscito alla fine dello scorso novembre in formato CD su Great Dane Records, è uscito qualche giorno fa in vinile "Summoning the Purtrid", secondo studio album - a cui si devono aggiungere due EP ed un Live Album - dei francesi Iron Flesh. Il titolo dell'opera è quanto mai profetico su cosa ci aspetta: putrido è l'aggettivo perfetto per definire le melmose sonorità del quartetto di Bordeaux, seppur sulla lunga sembra che i Nostri abbiano messo un po' troppa carne a cuocere. "Summoning the Purtrid" è un compendio dell'old school Death Metal, in cui possiamo trovare in apertura rasoiate da "HM-2 worship" alla Dismember (l'opener "Servants of Oblivion" e la seguente "Relinquished Flesh"), mentre da "Demonic Enn" in poi le influenze si fanno delle più svariate, passando le cadenze marziali dei Bolt Thrower ("Demonic Enn", per l'appunto), aperture estremamente melodiche ("Purify Through Blasphemy"), mazzate Grind, soli dal sapore Heavy Metal... il tutto in un continuo susseguirsi di stili che s'intrecciano e s'interscambiano tra loro di brano in brano o all'interno dello stesso pezzo. Una giusta durata - 40 minuti il tempo effettivo - riesce a non rendere pesante l'ascolto di questa seconda release della band francese, che d'altro canto è però forse un po' troppo dispersiva.
Quel che è certo è che in "Summoning the Putrid" un ruolo primario ce l'hanno le due chitarre, con il cantante/chitarrista Julien ed il compagno d'armi Sylver sugli scudi. Per gli Iron Flesh una sufficienza piena, con la convinzione però che se fossero stati più votati ad una singola "scuola di pensiero" avrebbero potuto ottenere anche di più.

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