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Con degli ospiti più che di rilievo ed un sound fantascientifico, i The Beast Of Nod confezionano un secondo album notevole Con degli ospiti più che di rilievo ed un sound fantascientifico, i The Beast Of Nod confezionano un secondo album notevole Hot

Con degli ospiti più che di rilievo ed un sound fantascientifico, i The Beast Of Nod confezionano un secondo album notevole

recensioni

titolo
Multiversal
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: USA

GENERE: Progressive/Technical Death Metal

TRACKLIST:
1. Flight of the Quetzalcoatlus
2. Contemporary Calamity
3. Intergalactic War!
4. Call of the Squirrel (Ft. Joe Satriani) =ASCOLTA=
5. Unleashing Chaos (Ft. Nick Padovani of Equipoise)
6. The Plan for Multiversal Creation
7. Guardians of the Multiverse (Ft. John Matos of Abiotic)
8. The Latent Threat =OFFICIAL VIDEO=
9. ShRedding Of the Cosmos (Ft. Sanjay Kumar of Wormhole, Matias Quiroz of Bleak Flesh, and Michael Angelo Batio) =ASCOLTA=

LINE-UP:
Dr. Görebläster Körpse-härvest Lunden - Guitars
Brendan Burdick - Bass
Paul Buckley - Loremaster, Vocals 
Lord Marco - Drums 

opinioni autore

 
Con degli ospiti più che di rilievo ed un sound fantascientifico, i The Beast Of Nod confezionano un secondo album notevole 2021-04-13 15:12:55 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    13 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 14 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Intergalactic Death Metal. Questo il genere che definisce lo stile proposto dai The Beast Of Nod, band statunitense nata nel 2011 e con all'attivo 2 EP ed un full-length del 2018, "Vampira: Disciple of Chaos". Ed è proprio della prosecuzione di quest'ultimo che oggi andremo a parlare: vi presento "Multiversal", seconda fatica del trio che vede al suo interno una significativa quantità di ospiti più che famosi ed iper tecnici. Ma andiamo con ordine.
L'album, come detto poc'anzi, è il seguito del disco di debutto, tuttavia presenta delle notevoli differenze con il primo, a cominciare dal genere proposto. Se all'inizio il technical death dei nostri verteva su sonorità - per l'appunto - più death, o comunque più dirette e grezze, ecco che in questa nuova fatica le cose cambiano nettamente. Il sound è molto, ma molto più cristallino, ricchissimo da inizio a fine di assoli e suoni che ricordano da vicino lo stile fantascientifico dei Rings Of Saturn e i momenti più groove dei Gojira. Il tutto, dicevamo, in salsa spaziale e fantastica, tant'è vero che, come suggerito dalla stessa band, l'album è fortemente indicato ai fan Marvel o DC, proprio per questa sua peculiarità di richiamare i temi cosmici e fantascientifici. Un technical/progressive death nettamente più poliedrico ed eterogeneo che di certo non si ferma davanti a niente, il quale porta - a volte un po' troppo - all'eccesso il concetto di "riff arzigogolati e virtuosi". E qui entrano in gioco i numerosi ospiti di cui vi avevo accennato all'inizio. In primis menzione d'onore per il mitico e celebre Marco Pitruzzella che in "Multiversal" ha registrato tutte le parti di batteria. Inutile stilare lo smisurato elenco delle band in cui il buon Marco figura, ma certamente sono da ricordare Rings of Saturn, Brain Drill, Six Feet Under e Mazikeen. Da musicista a tutto tondo quale è, Pitruzzella fa il suo figurone all'interno del disco, con delle parti di batteria pressoché impossibili e molto articolate, che da vicino ricordano quelle dei Dream Theater o dei Liquid Tension Experiment. Ma gli ospiti non finiscono certamente qui. Già, perché in "Multiversal" ci sono - udite udit e- anche i leggendari Joe Satriani e Michael Angelo Batio, ad oggi i migliori chitarristi al mondo senza ombra di dubbio. Il primo figura in "Call of the Squirrel", e già dalle primissime note introduttive si capisce immediatamente che si tratta di Satriani. I suoi legati sono inconfondibili, per non parlare della tecnica divina nel lungo assolo presente. Il secondo, il cui vero nome dovrebbe essere "cyborg alieno creato appositamente per distruggere ogni chitarra elettrica", si cimenta in una prova di shredding disumana nell'ultima traccia "ShRedding of the Cosmos" per l'appunto. Qui inoltre ci sono Sanjay Kumar dei Wormhole (Technical/Brutal death) e Matias Quiroz dei Bleak Flesh (Technical/prog death) a supportare il già micidiale Batio. Di tutto l'album credo questa sia la traccia più estrema a livello tecnico (ed anche la più figa, diciamolo).
A conti fatti, dunque, il trio imbastisce un album tecnicamente divino, con delle tracce che spaziano -perfettamente in tema tra l'altro - da un'influenza all'altra, passando per soluzioni alla Beyond Creation, Dream Theater, Obscura, Rings Of Saturn, Gojira e Abiotic. Insomma, un bel mix di influenze che fortunatamente non fanno perdere il filo conduttore di tutto il disco. L'impronta fantascientifica è sempre ben presente e rimarcata con forza. Tuttavia, c'è da pagare un prezzo. Un livello così alto rende l'album difficile da ascoltare: o ci si concentra sull'ascolto, oppure il tutto può risultare una caotica accozzaglia senza inizio e fine. "Multiversal" è il classico esempio di "disco non per tutti", che verrà amato dai fan incalliti dei virtuosismi e dello shredding, ma, forse, snobbato da chi invece vede in esso un'eccessiva esagerazione. Quindi, per farla breve, sta solo a voi. Da parte nostra l'album è impeccabile e degno di più di un ascolto, seppur - ed ecco spiegato il motivo del voto 4/5 - il rischio di perdersi è sempre dietro l'angolo.

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