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Dopo 22 anni, il debut album dei Crystal Winds Dopo 22 anni, il debut album dei Crystal Winds Hot

Dopo 22 anni, il debut album dei Crystal Winds

recensioni

titolo
"Return to the dark age"
etichetta
Sleaszy Rider Records
Anno

TRACKLIST:
1. We've got the sound
2. Mean Queen
3. Gods of rock 'n' roll
4. Still there
5. Through the stars
6. Dream Queen
7. Your time has come
8. The dark age

LINE-UP:
Andreas Kouratoras: Vocals
Giannis Vrontis: Guitars
Michael Karagiannis: Bass
Nick Teteris: Drums

opinioni autore

 
Dopo 22 anni, il debut album dei Crystal Winds 2021-04-10 16:43:33 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tra le tante bands che hanno il prefisso “Crystal” nel loro nome (personalmente ne ricordo una decina circa, ma ne sono molte di più), oggi parleremo dei greci Crystal Winds, gruppo fondato nel lontano 1999 ma che solo in questi giorni, grazie alla Sleaszy Rider Records, riesce a tagliare il traguardo del sospirato debut album con questo “Return to the dark age”. Un artwork piacevole, con i classici monaci incappucciati (clichè iper-abusato nel metal), ci introduce a 8 pezzi per poco più di ¾ d’ora di heavy metal molto tradizionale, legato al sound degli splendenti anni ’80, che trae ispirazione dai nomi illustri dell’epoca. Fin qui nulla di male, anzi ci sarebbe da parlare solo in senso positivo; purtroppo non tutto è oro quello che luccica e già la produzione lascia alquanto a desiderare, apparendo molto “old-style” e penalizzando soprattutto la batteria, il cui rullante ad esempio risulta fin troppo “acido” e secco (con il fastidioso risultato da “fustino del detersivo”), mentre la doppia-cassa è troppo bassa e cupa. Immagino che lo stile vintage nel sound sia proprio voluto dal gruppo, ma nel 2021 si fatica ad accettare una cosa del genere. Non convince poi molto nemmeno la voce del singer Andreas Kouratoras, poco espressiva e potente ed alquanto in difficoltà nelle note più alte del pentagramma; c’è sicuramente di peggio in giro, sia chiaro, ma è altrettanto vero che c’è anche di meglio. Il songwriting non è male, anche se alcuni brani soffrono per eccessiva lunghezza (specie nella parte finale della tracklist) ed avrebbero bisogno di una sforbiciata di un paio di minuti per essere più efficaci. Ciò nonostante questo disco si lascia ascoltare senza particolari problemi, e può essere anche piacevole, soprattutto se si comincia ad avere un po’ di anni sulle spalle e magari, come il sottoscritto, si è cresciuti godendosi la scena heavy degli anni ’80; dubito infatti che questi pezzi possano fare breccia nei cuori dei giovani metalheads, a meno che non si sia dei fans della scena più tradizionale. “Return to the dark age” non passerà mai alla storia dell’heavy metal e credo che anche i Crystal Winds ne siano consapevoli, è comunque un discreto debut album che lascia ben sperare per il futuro, a patto che si rivedano alcuni dettagli (a partire dalla produzione) e che non ci sia da aspettare altri 22 anni. Per il momento ci attestiamo appena sotto la sufficienza.

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