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Un debutto epico e imponente per i finlandesi Ephemerald Un debutto epico e imponente per i finlandesi Ephemerald Hot

Un debutto epico e imponente per i finlandesi Ephemerald

recensioni

titolo
Between the Glimpses of Hope
etichetta
Inverse Records
Anno

PROVENIENZA: Finlandia

GENERE: Melodic Blackened Death/Folk Metal

TRACKLIST:
1. Grand Creation
2. I Bear Fire
3. Servant
4. Lost
5. All There Is =ASCOLTA=
6. Reborn
7. No Fall Is Too Deep =ASCOLTA=
8. Till The Sea Swallows Us Whole
9. Into The Endless

LINE-UP:
Tuomo Sagulin - Keyboards
Lauri Myllylä - Bass
Juho Suomi - Drums
Joni Snoro - Guitars
Vesa Salovaara - Vocals

opinioni autore

 
Un debutto epico e imponente per i finlandesi Ephemerald 2021-04-07 14:23:09 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    07 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 07 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Non avrei mai pensato di restare a bocca aperta per quaranta minuti filati. Eppure è quello che mi è successo ascoltando il mastodontico debutto dei finlandesi Ephemerald. Quando l'opulenza della proposta e la ricchezza dei contenuti ti colpisce in faccia con tutta la sua forza, resta ben poco da fare se non inchinarsi ed applaudire. Già, perché mai mi sarei aspettato che questo primo album dal titolo "Between the Glimpses of Hope" potesse essere così granitico e sostanzialmente perfetto in ogni aspetto. E soprattutto, cosa più importante, si è rivelato essere un perfetto connubio tra la ferocia del blackened death e il metal più melodico con sferzate folk, in pienissimo stile finlandese. Quindi, se siete fan di Wintersun, Kalmah, Ensiferum o Frosttide - di cui Joni Snoro e Lauri Myllyla, rispettivamente chitarrista e batterista, facevano parte - allora siete capitati nel posto giusto.
Gli Ephemerald confezionano nove tracce gigantesche ed epiche, caratterizzate da meravigliose quanto glaciali orchestrazioni che fanno da sfondo ad un songwriting fiero, tuonante e sfaccettato. Non troverete mai un brano uguale all'altro, poiché ciascun pezzo riesce a dare più o meno spazio ad ogni influenza dando così vita ad una proposta eterogenea ma sempre e comunque coerente con l'intero contesto. Un fattore molto importante, visto che è un attimo uscire troppo fuori dagli schemi e risultare quindi sconnessi e noiosi. Se a ciò ci aggiungiamo un comparto tecnico di tutto rispetto, ecco che il tutto si eleva andando oltre il semplice buon album. "Between the Glimpses of Hope" è un disco che fa venire i brividi da inizio a fine: quaranta minuti in cui non perderete mai per mezzo secondo l'attenzione. Al contrario, sarete subito invogliati ad un secondo ascolto, e poi ad un terzo e così via. Merito di tutto ciò è una produzione pressoché perfetta e per nulla invasiva che dà spazio ad ogni singolo strumento, compresa la splendida voce di Vesa Salovaara che si destreggia a meraviglia tra sezioni in scream e altre in clean vocals. A seconda dell'andamento del brano, il cantante riesce sempre e comunque ad adattare al contesto le sue corde vocali, come avviene in "Lost" o nella splendida ballad successiva "All There Is".
Se da una parte la chitarra di Joni Snoro ci delizia con dei riff ricercati, eleganti, ricchi di passaggi ma mai stucchevoli, è altresì meritevole di lode il lavoro dietro le pelli di Lauri Myllylä. Senza troppi giri di parole: è merito suo se ciascuno dei nove pezzi raggiunge livelli altissimi di epicità. Con un andamento mai incespicante e fatto di tappeti di doppio pedale e ritmiche sempre sostenute, la batteria è la ciliegina sulla torta che porta gli Ephemerald ben al di sopra di molti altri colleghi ben più famosi.
Nel complesso non ho davvero nulla da criticare a "Between the Glimpses of Hope". Un debutto così notevole raramente l'ho sentito, e stiamo parlando di una band totalmente sconosciuta nata solamente nel 2016, a riprova di come, spesso e ingiustamente, sia il nome a mandare avanti tante realtà e non effettivamente la proposta. Se quindi vi siete stufati dei soliti lavori triti e ritriti e di quelle band che ormai sono decenni che cavalcano la stessa onda senza proporre mai qualcosa di nuovo, beh, questo grandissimo primo album degli Ephemerald farà davvero al caso vostro. Non vi deluderà nemmeno per mezzo secondo. Complimenti!

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