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Un ennesimo buon album per gli Ablaze My Sorrow, ma fin troppo anni '90 Un ennesimo buon album per gli Ablaze My Sorrow, ma fin troppo anni '90 Hot

Un ennesimo buon album per gli Ablaze My Sorrow, ma fin troppo anni '90

recensioni

titolo
Among Ashes and Monoliths
etichetta
Black Lion Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia

GENERE: Melodic Death Metal

TRACKLIST:
1. My Sorrow
2. Among Ashes and Monoliths
3. Black Waters =OFFICIAL VIDEO= 
4. Grit
5. Her Cold Embrace
6. At the Graves of Giants
7. Dark Chasms
8. The Cavernous Deep
9. Nonexistence
10. March of the Eldricht Spawn
11. The Day I Die
12. Frihet Framför Feghet

LINE-UP:
Anders Brorsson - Bass
Magnus Carlsson - Guitars
Alex Bengtsson - Drums
Dennie Lindén - Guitars
Jonas Udd - Vocals

opinioni autore

 
Un ennesimo buon album per gli Ablaze My Sorrow, ma fin troppo anni '90 2021-03-04 18:48:41 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    04 Marzo, 2021
Ultimo aggiornamento: 04 Marzo, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Ablaze My Sorrow sono da sempre una gradita presenza nel panorama svedese. Salvo lo stop tra il 2002 e il 2016, il quintetto non si è mai fatto troppo attendere con le produzioni, confezionando ogni volta album di tutto rispetto, ma mai così eccellenti da un punto di vista di originalità. Un difetto, questo, che certamente non è svanito dopo il ritorno in pista. E ammettiamo che un po' ci siamo rimasti male, perché speravamo che "Black" (2016) potesse presentarci una band rinnovata e non più così visceralmente legata al MeloDeath degli anni '90. Ma, ahimè, nemmeno con il qui presente "Among Ashes and Monoliths" la musica è cambiata - in tutti i sensi -. La band svedese, giunta al 2021 con la sua quinta prova, ci presenta un disco godibilissimo in cui, tra l'altro, figura il nuovo singer Jonas Udd che va a sostituire lo storico Kristian Lönnsjö. Eppure nemmeno dopo uno stravolgimento così importante i nostri sono riusciti ad uscire dal vortice del cliché del MeloDeath scandinavo old school. Il risultato, quindi, è un album senza infamia e senza lode che fa la corte ai fan della prima ondata del genere - quella di "The Gallery", "Slaughter of the Soul" e "The Jester Race" per intenderci -. Musicalmente e stilisticamente ci siamo, non possiamo non riconoscere la bontà del lavoro svolto. Ma dall'altra ci tocca ammettere come tutto sia fin troppo già sentito e "vecchio", intendendo con questo aggettivo come "Among Ashes and Monoliths" sia un prodotto totalmente riconducibile a quell'era lì. Non che ci sia nulla di male. Ma considerando che l'epoca d'oro dello Swedish Death sia bella che finita e che, volenti o nolenti, le band canoniche abbiano comunque evoluto il loro repertorio e sound nel tempo, viene da sé che gli Ablaze My Sorrow risultino totalmente fuori contesto. Ci trovassimo ancora negli anni '90 questo sarebbe stato un signor album, ma la realtà ci impone di dover fare un necessario raffronto con la proposta attuale - vedasi l'evoluzione dei Dark Tranquillity nel loro ultimo album ad esempio -. Un vero peccato, perché speravamo di sentire qualcosa di nuovo dal quintetto, anche in virtù del cambio di line-up. E invece ci tocca l'ennesimo buon lavoro che propone materiale trito e ritrito senza cercare effettivamente di darsi una svecchiata.
Tirando le somme, se siete fan del Melodic Death old school, allora troverete in questo "Among Ashes and Monoliths" la vostra dimensione, o comunque un gradito back-to-origins. Ma se speravate in qualcosa di più mi dispiace, non è qui che dovete cercare.

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