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Un buon debut album omonimo per i Malice Divine dell'ex-Astaroth Incarnate Ric Galvez Un buon debut album omonimo per i Malice Divine dell'ex-Astaroth Incarnate Ric Galvez Hot

Un buon debut album omonimo per i Malice Divine dell'ex-Astaroth Incarnate Ric Galvez

recensioni

titolo
Malice Divine
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Canada 

GENERE: Melodic Black/Death Metal 

FFO: Dissection, Skeletonwitch, Death, Wintersun, Immortal 

LINE UP: 
Ric Galvez – vocals, guitars, bass
Dylan Gowan – drums (session) 

TRACKLIST: 
1. Somnium Lucidus [02:00] 
2. Quantum Manifestation [07:11] 
3. Malicious Divinity [05:54] =ASCOLTA= 
4. Triumphant Return [05:36] 
5. Into Subconscious Depths [08:02] 
6. Ancient Visions [06:14] 
7. In Time [08:11] 
8. Intuitive Realization [03:40] 
9. The Transcendence of Isolation feat. Lindsay Schoolcraft  (ex-Cradle of Filth) [09:46] 

Running time: 56:34 

opinioni autore

 
Un buon debut album omonimo per i Malice Divine dell'ex-Astaroth Incarnate Ric Galvez 2021-02-20 20:24:09 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    20 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debutta con un full length omonimo ed autoprodotto Malice Divine, nuovo progetto dell'ex-Astaroth Incarnate, Ric Galvez; l'artista canadese, stando alle info che accompagnano il promo, aveva cominciato già a scrivere il materiale qui presente mentre era ancora parte della sua ex band, completando il tutto dopo che le strade si sono preparate, registrando il tutto poi in due tronconi - a causa della pandemia - con l'aiuto anche del session drummer Dylan Gowan (Hallows Die, Vesperia), oltre che con la presenza come ospite sulla conclusiva "The Transcendence of Isolation" dell'ex-Cradle of Filth Lindsay Schoolcraft - oggi principalmente artista solista - al clavicembalo. Un'ottima produzione permette di godere di una buonissima release: il Melodic Black/Death dei Malice Divine mostra anzitutto l'ottimo lavoro di songwriting di Galvez, che sul piano prettamente musicale richiama soprattutto Dissection, Skeletonwitch e Death. Ottime melodie danno un ampio respiro a composizioni che godono di una sezione ritmica sempre sul pezzo. Non manca soprattutto una gran varietà di soluzioni, con passaggi letteralmente da un genere all'altro eseguiti in maniera fluida: esempio più lampante è "Malicious Divinity", pezzo che si muove tra il Melodic Death à la At the Gates e passaggi più marcatamente Blackened, soli dal flavor Heavy classico e toni epici che rimandano agli Amon Amarth del medio periodo. Scorre via piacevolmente questo debut album omonimo dei Malice Divine tra una buonissima "Quantum Manifestation" ed una "Ancient Visions" altrettanto godibile, fino all'ottima conclusione affidata a "The Transcendence of Isolation", pezzo impreziosito dal clavicembalo di Ms. Lindsay Schoolcraft.
Un debutto che ha nelle sue tante sfumature l'arma probabilmente vincente: l'opera prima dei Malice Divine si ascolta con piacere e con particolare attenzione, proprio per poterne scorgere tutte le varie sfumature di brano in brano. Un album solido, prodotto ed eseguito benissimo: buon biglietto da visita!

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