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Kalah, un'altra prova dell'incompetenza del music business! Kalah, un'altra prova dell'incompetenza del music business! Hot

Kalah, un'altra prova dell'incompetenza del music business!

recensioni

gruppo
titolo
"Descent"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Mantis
2. Titans of Dune
3. Six feet underground
4. Sand

LINE-UP:
Claudia Gigante - Voce
Marco Monacelli – Chitarra ritmica
Mario Grassi – Chitarra solista
Dario Trentini – Tastiere e synth
Manuel Vincenti – Basso
Alessio Monacelli – Batteria

opinioni autore

 
Kalah, un'altra prova dell'incompetenza del music business! 2021-02-13 13:58:46 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    13 Febbraio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Wow! Era dai tempi dei Synthphonia Suprema che non ascoltavo qualcosa di così particolare! I Kalah sono una band bolognese che, su un sound melodic power, inserisce interessantissimi inserti elettronici, qualche tocco prog ed una voce femminile molto valida, creando una musica sicuramente originale, davvero godibile da ascoltare. Una produzione ottimale realizzata da Roberto Priori ai Pri-Studios di Bologna contribuisce poi ad alzare l’asticella per questo ottimo EP di debutto, intitolato “Descent”. Peccato solo per l’artwork minimale che delude un po’, ma che può rendere l’idea degli innesti elettronici sul sound. Si parte a bomba con “Mantis”, pezzo che da solo varrebbe l’acquisto di un intero full-lenght, degno dei migliori Nightwish se non ci fosse la voce di Claudia Gigante, tutt’altro che lirica, ma ugualmente di una delicatezza come poche. Con “Titans of Dune” aumenta decisamente il groove, sfiorando in alcuni tratti persino il thrash, se non fosse per gli ottimi interventi del synth; una certa teatralità si crea spazio nel corso del pezzo, dando un flavour molto particolare. “Six feet underground” ci starebbe benissimo in un disco degli Amaranthe a causa della preponderanza delle tastiere e non abbiatene a male con questo povero recensore se preferisce Claudia Gigante ad Elize Ryd! Si chiude con “Sand”, pezzo tiratissimo grazie all’ottimo lavoro del batterista Alessio Monacelli, ma sempre con un’attenzione notevole alle melodie, soprattutto quando si arriva al bridge ed al coro. Poco più di 18 minuti sono davvero pochi, troppo pochi per uno dei debutti più interessanti ed originali ascoltati negli ultimi anni! Pare che questo “Descent” abbia presto un successore, facendo parte di una trilogia che dovrebbe essere pubblicata nel corso del 2021; personalmente non vedo l’ora di ascoltare ancora qualcosa dei Kalah! Da pazzi lasciarsi scappare un disco di simile valore ed una band così talentuosa!

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