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Il viaggio nello spazio di Enio Nicolini and the Otron Il viaggio nello spazio di Enio Nicolini and the Otron Hot

Il viaggio nello spazio di Enio Nicolini and the Otron

recensioni

titolo
“Cyberstorm”
etichetta
Buil2Kill/Nadir Promotion
Anno

Line-up:
Enio Nicolini – Bass
Ben Spinazzola – Vocals
Sergio Ciccoli – Drums
Former Lee Warner – Electronic Sound

Tracklist:
1.Cyberstorm
2.Ramses W45
3.Planet X
4.5th Dimension
5.Warp Machine
6.ISS Armada
7.Anthios
8.Nanoids in my Head
9.Night of the Hunt
10.Timeless Love

opinioni autore

 
Il viaggio nello spazio di Enio Nicolini and the Otron 2021-01-28 17:33:22 Corrado Franceschini
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Corrado Franceschini    28 Gennaio, 2021
Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 2021
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Prima di iniziare la recensione voglio ringraziare Enio Nicolini per l’enorme pazienza che ha dimostrato nell’attesa di poterla leggere. Per chi come me ha visto nascere l’Heavy Metal italiano il nome di Enio è legato agli UT o, se preferite, agli Unreal Terror. Era il 1985 e io, che all’epoca avevo 22 anni, andavo in un negozio della mia città e mi “perdevo” tra i dischi. Sugli scaffali, assieme a tanti L.P. di ogni genere, si trovavano anche i primissimi dischi di metallo italiano: è così che la copertina dell’E.P. “Heavy & Dangerous” è entrata a fare parte della mia gioventù. Enio Nicolini ha prestato la sua opera come bassista, oltre che negli Unreal Terror, anche negli Akron e con Mario “The Black” Di Donato. In occasione della composizione di “Cyberstorm”: disco uscito per Buill2Kill nel 2019, sono stati coinvolti gli Otron ovvero un gruppo formato da Ben Spinazzola (voce), Sergio Ciccoli (batteria: già con Scala Mercalli) e Former Lee Warner (elettronica). Dall’assenza della chitarra nella line up possiamo intuire che “Cyberstorm” non è un lavoro come gli altri presenti sul mercato del Rock & Metal italiano. La particolarità della proposta è consolidata attraverso così tanti generi musicali che ho paura di dimenticare nomi e specie. Fate conto di salire su una navicella spaziale che solca il cielo seguendo una via maestra poi, man mano che prosegue il viaggio, il velivolo incontra pianeti e turbolenze che ne deviano il percorso. La rotta principale è data dal tratto comune delle dieci canzoni mentre i pianeti e le turbolenze sono rappresentati dai vari generi. Datemi pure del visionario ma, durante l’ascolto, io ho trovato echi di Electro, Goth e Wave, Psichedelia alla Hawkwind, cambi alla Voivod, Dark Sound e Kyuss. Tutte queste componenti vengono amalgamate e trovano sbocco in un suono avvolgente che va dal fortemente marcato e “marziale”, all’etereo. Il disco non è particolarmente difficile da digerire e apprezzare ma lo consiglio a chi ha una mente aperta dato il suo “sperimentalismo”. Seguendo le mie emozioni vi indico qualche tratto del tortuoso percorso nel quale mi ha portato “Cyberstorm”. Il basso di Enio è ben presente e caratterizza le canzoni. Per apprezzarlo a modo vi basterà puntare il lettore C.D. sulla spaziale “Ramses W 45”. Se volete provare l’ebbrezza della fase di avvicinamento alla meta potete mettere la marcia faticosa e “arrancante” rappresentata da “Planet X”. “ISS Armada”, con la voce femminile dell’ospite Tiziana Radis (Secret Tales), è un trip completato da un riff a spirale nella seconda fase. “Night of The Hunt” rappresenta il lato più oscuro e “criptico” del viaggio ma, sorprendentemente, dopo 195 secondi prende una velocità forsennata. Quando vi siete abituati a viaggiare spediti preparatevi all’ennesimo cambio di rotta con un ritorno a sonorità rallentate. Un’ultima nota la voglio spendere per il ritornello bello e ossessivo di “Nanoids In My Head”: il giusto momento di follia quando il periplo sembra non portare da nessuna parte e la mente umana vacilla. In un mondo musicale dove molti preferiscono non osare per non deludere i fans fa piacere vedere che esiste qualcuno in grado di sperimentare frontiere inusuali. Non ci resta che aspettare per vedere se il viaggio di Enio e degli Otron continuerà e ci porterà da qualche altra parte nel cosmo o chissà dove.

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