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Little Villains: un terzo disco tra Rock e contaminazioni varie Little Villains: un terzo disco tra Rock e contaminazioni varie Hot

Little Villains: un terzo disco tra Rock e contaminazioni varie

recensioni

titolo
“Achtung Minen”
etichetta
Spira Records
Anno

Line-Up:
James Childs – Vocals and Bass
Owen Childs – Guitar and Vocals
Chris Fielden – Drums and Vocals

Tracklist:
1. There Ain't No Cider on the Rider
2. Doodlebug
3. Hand Grenade
4. Napalm Rising
5. Jitter Juice
6. Feelin' Allrite
7. Bombardier
8. Bullet Belt
9. Hawker Hurricane
10. Big Ben
11. Motherhead
12. Chopper
13. Shot in the Head and Left for Dead
14. Achtung Minen
15. On the Fields of Cleckhuddersfax

opinioni autore

 
Little Villains: un terzo disco tra Rock e contaminazioni varie 2021-01-10 17:27:55 Corrado Franceschini
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    10 Gennaio, 2021
Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 2021
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I Little Villains erano balzati agli onori della cronaca musicale perché nel loro primo disco “Philthy Lies” del 2019, da me recensito con il voto 3,5/5, sedeva dietro le pelli Philthy Taylor: ex drummer dei Motorhead. Nel 2020 l’etichetta Cleopatra Records aveva fatto uscire il C.D. “Taylor Made” passato decisamente in sordina qui in Italia. Anche in quel caso erano state riesumate vecchie registrazioni fatte da Philthy con una formazione che vedeva James Childs (vc e ch), Owen Childs (ch), il bassista Alan Davey (ex Hawkwind) (bs e vc) e Chris Fielden (cori). Il 23 settembre 2020 è uscito il C.D. “Achtung Minen” e la line up si è assestata in questa maniera: James Childs (Vc e Bs), Owen Childs (Ch e Vc) e Chris Fielden (Bt e Vc). Non pensate a “Achtung Minen” come un disco Heavy Metal. Pensate piuttosto a un’immaginaria colonna sonora per un documentario sugli Hells Angels degli anni ’70, oppure a un film di Russ Meyer: il regista delle signorine “grandi forme”, con Tura Satana o Kitten Natividad. Se invece siete più giovani pensate a qualche scena retrò e soft di qualche film di Quentin Tarantino. In definitiva l’aria che si respira ascoltando le canzoni del disco è quella del Rock dalle ampie sfaccettature suonato in maniera onesta da tre persone che vivono on the road, arrivano, attaccano gli ampli e fanno la loro performance. Le sensazioni in un disco di se semplice, sono molteplici. Ci sono brani che mi hanno lasciato interdetto come “Doodlebug”. Altri non li ho capiti: parlo della quasi spoken word “On the Fields of Cleckhuddersfax” (bonus track del C.D.) Ci sono altresì pezzi interessanti come l’Hard intriso di anni ’70 simil Zeppelin – iano di “Napalm Rising”. Altre volte il Rock si contamina con l’Alternative/Wave come su “Jitter Juice”. Se “Feelin’ Alrite” si riallaccia al discorso fatto su Russ Meyer, “Hawker Hurricane” si piazza tra lo Psycho Rock e i Devo: geniale gruppo di Akron (Ohio). Tanto per mischiare le carte in tavola la seguente “Big Ben” passa dal Rock and Roll al Glitter Rock di gruppi come i T. Rex dello scomparso Marc Bolan. La fase di chitarra del solo di “Motorhead”; qualcosa a ricordo di Philthy doveva pur rimanere, mi ha riportato alla mente “Rebel Yell” di Billy Idol. L’omonima “Achtung Minen”, invece, è acida e psichedelica tanto da portare a sognare con la mente. Siamo di fronte a un disco controverso che suscita sentimenti contrastanti per cui, prima dell’acquisto, date un ascolto e un’occhiata ai clips che circolano su Youtube.

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