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Unitevi all'Inno dei Feralia Unitevi all'Inno dei Feralia Hot

Unitevi all'Inno dei Feralia

recensioni

gruppo
titolo
Over Dianam
etichetta
Io Pan Records
Anno

Tracklist: 
1. Over Dianam
2. Arthemide
3. The Altar And The Deer
4. Green Omen 

Line Up: 
Raijinous : Vocals, guitar, keyboards
Khrura : Keyboards

Guests: 
Håvard Jørgensen : Guitar, ebow on 3
Erba Del Diavolo : Vocals on 4
Erymanthon Seth : Vocals on 3

opinioni autore

 
Unitevi all'Inno dei Feralia 2020-11-09 00:05:36 Francesco Yggdrasill Fallico
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Francesco Yggdrasill Fallico    09 Novembre, 2020
Ultimo aggiornamento: 09 Novembre, 2020
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Non arriva ai 20 minuti di durata questo ritorno sulle scene dei piemontesi Feralia, alle prese con un folk acustico di pregevole fattura, ma davvero intriso di sonorità molto interessanti, che servono da preludio a quello che sarà il loro prossimo lavoro, del quale questo EP, dovrebbe esser parte integrante.
Il lavoro della band è reso disponibile in free download sulla pagina bandcamp e questo la dice lunga sul messaggio che i nostri vogliono far passare in questa difficilissima fase, dando un loro personale tributo ad un tempo che fu, partendo proprio dalla venerazione di una delle divinità (presente, con affinità e divergenze, sia nella cultura greca che in quella latina) più importanti delle civiltà che stanno alla base della nostra.
Ad affiancare Raijinous e Krhura (quest’ultimo in forza anche ai miei conterranei Inchiuvatu), troviamo dei personaggi che molti di voi, mi auguro conosceranno!
Il cantato/recitato sulle ultime due tracce è, infatti, affidato, rispettivamente, ad Erymanthon Seth mente degli Apocalypse (attualmente entrato in pianta stabile a sostituire l’ex Tibor Kati, membro dei rumeni Grimegod) e a Erba Del Diavolo, senza dimenticare l’apporto alla chitarra acustica di Mr. Håvard Jørgensen, che fece parte dei norvegesi Ulver durante la fase che va dai primi demo fino a “The Marriage…” passando per la storica trilogia nella quale è contenuto anche “Kveldssanger”, interamente basato sul folk norreno…
L’ascolto di questo EP è da farsi in maniera intera e continua, a nulla varrebbe estrapolarne un brano, perché avrei il timore di non restituirne il senso di totalità e di fragilità che appare.
La chiave di lettura che vi do resta, quindi, questa, un inno alla Natura potente e possente, identificata con la figura della Dea, protettrice quanto vendicativa (nei secoli diventata addirittura una strega, a causa di una interpretazione dei vecchi culti lunari che la ponevano in antitesi ad Ecate) alla quale dar tributo non in maniera violenta ed efferata, ma con i suoni onirici degli strumenti a corda e con la magia dell’acustico.
Scelta non facile, ma per quanto mi riguarda molto azzeccata, spogliatevi di ogni orpello e a pieni nudi innalzate i vostri canti…
“…the blood of the earth becomes eternal life…”

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