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Martyr: power metal rules forever! Martyr: power metal rules forever! Hot

Martyr: power metal rules forever!

recensioni

gruppo
titolo
Fire of Rebellions
etichetta
Pt78 Records
Anno

TRACKLIST:
1. Fire of Rebellions
2. No Time for Goodbyes

LINE UP:
Rick Bouwman - Guitars
Robert van Haren - Vocals
Vinnie Wassink - Bass
Rick Valcon - Drums
Geoffrey Maas - Guitars

opinioni autore

 
Martyr: power metal rules forever! 2020-10-31 11:47:09 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    31 Ottobre, 2020
Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre, 2020
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Per risalire alle origini dei Martyr, bisogna andare indietro nel tempo fino quasi agli albori del metallo pesante europeo, subito dopo la mitica N.W.O.B.H.M., nel 1982 e bisogna andarseli a scovare nei Paesi Bassi, precisamente ad Utrecht in Olanda. Come era d’uopo all’epoca, i nostri power metallers hanno fatto la gavetta dapprima sfornando una manciata di demotape, “If It's Too Loud, You're Too Old” e “Metal Torture” nel 1983, “For the Universe” nel 1984, transitando per uno split record, “Dutch Steel” sempre nel 1984, per poi finalmente approdare al primo album nel 1985 (“For the Universe”). Ha fatto seguito il full-length “Darkness at Time's Edge” datato 1986, quindi una lunga pausa di riflessione, durata fino al 2011, allorquando ha visto la luce “Circle of 8”; poi “You Are Next” nel 2016, “Live in Japan” nel 2019 e, infine, questo singolo “Fire of Rebellions”, forgiato a luglio di quest’anno (ma pervenutoci in redazione poco tempo fa).
I cinque martiri olandesi sono votati al più classico del power metal, quello, per intenderci, alla Judas Priest, alla Iron Maiden, alla Accept, in cui si equilibrano potenza e melodia, quello fatto di riffs semplici ma efficaci, che ti trapanano il cervello senza tanti complimenti. Due pezzi all’insegna della genuinità ed onestà metallica, con vocalizzi alla Rob Halford su riffs intessuti nella maglia ferrata e su un tappeto di sezione ritmica schiacciasassi: esattamente ciò che ogni headbanger si aspetta da una band che si dichiari professare il credo metallico. Il primo pezzo è una convincente e prorompente cavalcata forsennata, mentre il secondo è una struggente ballad arpeggiata, con assolo davvero toccante e ben inserito nel contesto.
Un singolo in grado di mantenere evergreen i dettami del nostro beneamato genere musicale, al quale saremo fedeli fino alla morte, specie fino a quando potremo contare su bands come i Martyr.

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