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Lyonen: debutto vario, interessante e ricco di spunti Lyonen: debutto vario, interessante e ricco di spunti Hot

Lyonen: debutto vario, interessante e ricco di spunti

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This is Lyonen
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Autoproduzione
Anno

Tracklist:
1. Revelation (4:39)
2. Lyonen (4:54)
3. No Borders (4:52)
4. Nehme die Sünde (3:23)
5. I Am Not Wild (4:43)
6. Angels of Freedom (5:59)
7. Dancing Free (5:40)
8. Hard To Destroy (4:13)
9. Breaking The Silence (4:29)
10. 2 Hours to Go (3:20)
11. Outro (1:35)

Line up:
Tato Rivas - Guitars, Bass, Keys and Synths, Drums Programming.
Jose Vegas - Bass on "No Borders"
Javi One - Drums on "2 Hours to Go"
Craig Cairns - vocals

opinioni autore

 
Lyonen: debutto vario, interessante e ricco di spunti 2020-10-21 10:35:09 Celestial Dream
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Celestial Dream    21 Ottobre, 2020
Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre, 2020
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Lyonen è sinonimo di Tato Rivas, artista americano – ma di origini venezuelane - che durante il periodo di quarantena a causa del Covid si è preso carico di ogni aspetto per quanto riguarda questo debutto. Insomma non solo ha composto tutti i brani, ma si è occupato della registrazione ed il mixaggio e naturalmente di chitarre, basso, tastiere e batteria. La voce invece è opera del talentuoso Craig Cairns, che dimostra un'attitudine davvero interessante.

“This is Lyonen” si muove attraverso sonorità heavy e power in un ipotetico mix tra Maiden e Stratovarius, come dimostra la buona partenza con “Revelation”, mentre la title track corre su ritmi più scoppiettanti e viene segnata dal buon lavoro alle chitarre, in particolare nel lungo assolo. Più rockeggiante e dalle atmosfere folk e festaiole arriva “No Borders”, song che dal vivo farà saltare più di qualche metalhead. Trovano spazio sia la strumentale “Nehme die Sünde” che la ballad “I Am Not Wild”, quest'ultima fin troppo canonica, ma spinta dalle ottime vocals di Craig. Hard rock classicissimo e dalle tinte neoclassiche andando a scuola da Gary Moore con “Angels of Freedom”, mentre “Dancing Free” tanto deve ai Rainbow, seppur rivisti in chiave moderna. Altra strumentale, stavolta più metallica, con i riff potenti di “Hard To Destroy” e si va verso il finale con la più anonima “Breaking The Silence”, prima di una breve outro.

Come avrete intuito, ci sono davvero tante influenze in questo lavoro che comunque riesce a suonare compatto; “This is Lyonen” è un disco godibile sotto ogni punto di vista, capace di colpire anche gli amanti delle sonorità più classiche, grazie ai chiari riferimenti a Rainbow e non solo. Insomma un buon punto di partenza per mister Tato Rivas.

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