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Esordio per i Songs From Black Spirit: non sono ancora pronti! Esordio per i Songs From Black Spirit: non sono ancora pronti! Hot

Esordio per i Songs From Black Spirit: non sono ancora pronti!

recensioni

titolo
I Am Who I Am
etichetta
Sliptrick Records
Anno

Tracklist: 
CD 1:
1. Saecula Obscura
2. Love Is Blind
3. Avalon
4. Memories
5. Time
6. The Wolfman
7. My Devotion
8. Attack!!!
9. Fire And Water
10. Only Ashes
CD 2:
1. My Way Home
2. Please Come Back
3. World Is Turning
4. Naked In The Rain
5. Paranoia
6. Whore Of Babylon
7. Chasing Starlight
8. My life My My Destiny
9. Queen Of The Lies

Line up: 
Vitalis "Don Vito" Kairiūkštis - Vocals
Kostas Balčiūnas - Guitars
Martynas Garbačas - Bass, backing vocals
Šarūnas Venckus - Drums
Ramūnas Jasutis - Keyboards

opinioni autore

 
Esordio per i Songs From Black Spirit: non sono ancora pronti! 2020-06-28 18:32:56 ENZO PRENOTTO
voto 
 
2.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    28 Giugno, 2020
Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 2020
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Direttamente dalla Lituania arriva il debutto di una nuova (non proprio ma quasi, dato che il tutto è nato nel 2016) band, anche se a quanto pare ogni decisione è ad opera di tale Vitalis ‘Don Vito’ Kairiūkštis, quindi è più corretto parlare di one-man band (sempre più presenti nel panorama underground). Il suo progetto si chiama Songs From Black Spirit e l’album in questione è denominato "I Am Who I Am". In questo caso si tratta di un imponente opera suddivisa in due CD dedicata ad una sorta di progressive metal molto secco, che rimanda in parte agli anni '80 flirtando con qualche incursione nel melodic/power metal.

Bisogna fare subito chiarezza tirando in ballo anche la copertina del disco che, dispiace dirlo, è davvero mal fatta e la musica in sé purtroppo presenta moltissime lacune. Esordire intanto con un doppio album è un’impresa titanica per chiunque, ma il problema più grosso sono le canzoni tragicamente quasi tutte uguali che si poggiano su di una scrittura fiacca e priva di forza espressiva. A nulla poi servono gli innumerevoli ospiti presenti, perché nessuno di loro riesce ad elevare la povertà presente. Le tracce complessivamente sono piattissime e scontate, con ritmiche e riffs sentiti mille volte ed una voce totalmente impersonale (il growl è terribile) mentre le melodie lasciano il tempo che trovano salvo rarissimi casi. Gli episodi “discreti” sono davvero esigui: il power/folk metal di “Avalon”, l’hard rock di “The Wolfman”, il blues di “My Devotion, la veloce “World Is Turning” e qualche assolo ben fatto che compare sporadicamente. Arrivare fino alla fine dei due dischi è davvero un’impresa titanica ed angosciante: dove il cantato è piatto, i ritornelli non convincono e non riescono a rimanere in testa, la tecnica è complessivamente nella media, ma al giorno d’oggi è difficile trovare di meno e per finire la noia assale l’ascoltatore più navigato già dopo la prima traccia. Fa male affossare un disco, ma la verità dei fatti è che Mr. Vitalis deve darsi parecchio da fare sviluppando personalità ed una scrittura potente, perché la concorrenza è sempre più sanguinaria e con album del genere non si andrà da nessuna parte.

C’è poco da aggiungere. Se si è fanatici dell’heavy/prog metal con tendenza alla melodia ed al power, si provi a dare una possibilità, ma si avvisa che la delusione è dietro l’angolo. Nulla di fatto per adesso. Forse la maturità deve ancora arrivare… si incroceranno le dita!

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