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Il nuovo disco dei Divine Weep con richiami agli Iced Earth Il nuovo disco dei Divine Weep con richiami agli Iced Earth Hot

Il nuovo disco dei Divine Weep con richiami agli Iced Earth

recensioni

titolo
"The omega man"
etichetta
Ossuary Records
Anno

TRACKLIST:
1. Cold as metal
2. Journeyman
3. Firestone
4. Riders of Navia
5. The screaming skull of silence
6. Walking (Through debris of nations)
7. Die Gelassenheit
8. Mirdea lake
9. The Omega man

LINE-UP:
Mateusz Drzewicz - vocals
Bartek Kosacki - guitar
Dariusz Moroz - guitar
Janusz Grabowski - bass
Daro Karpiesiuk - drums

opinioni autore

 
Il nuovo disco dei Divine Weep con richiami agli Iced Earth 2020-06-20 16:29:03 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    20 Giugno, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Avevo scoperto i polacchi Divine Weep all’epoca del loro debut album “Tears of the ages”, risalente al 2016, avendone una più che buona impressione; è stato con piacere quindi che mi sono messo al lavoro su questo loro nuovo full-lenght, intitolato “The omega man”. Ero anche curioso di ascoltare il nuovo singer Mateusz Drzewicz; inutile negarlo, il cambio del frontman è diverso da quando si sostituisce un musicista, il cantante è il “biglietto da visita” della band ed il nuovo arrivato fortunatamente non fa rimpiangere il suo predecessore Kamil Budzinski e sembra, anzi, persino più versatile, dato che si destreggia bene anche nelle parti più “cattive” in growling, quando la band decide di avvicinarsi a lidi più estremi con la propria musica (come in “The screaming skull of silence”). Di contro, sa essere anche decisamente espressivo e caldo, a seconda delle necessità del singolo componimento. La musica dei Divine Weep rimane ancorata ai classici stilemi heavy/power di scuola tedesca, ma questa volta ho trovato preponderanti i richiami all’heavy/thrash degli Iced Earth, soprattutto nelle atmosfere sulfuree e nell’uso dei cori, ma anche in certe parti di chitarra che mi hanno fatto venire in mente Jon Schaffer & C.; la lunga “Walking”, ad esempio, non sfigurerebbe in uno dei migliori dischi del gruppo americano, quelli dell’era Barlow, dato che persino Drzewicz in alcuni momenti (specie nello screaming) cerca di imitare il grande purtroppo ex-cantante degli Iced Earth. C’è poi “Mirdea lake” che nella sua parte centrale non può non ricordare molto da vicino la mitica “Dante’s Inferno” (uno dei capolavori del gruppo statunitense), tanto che in questo caso siamo quasi sul limite del plagio. A voi decidere se queste somiglianze possano essere un pregio o un difetto; per quanto mi riguarda, i vari ascolti dati a questo disco sono stati più che piacevoli, tanto che spero adesso di non dover aspettare altri 4 anni per avere un nuovo album dei Divine Weep. “The omega man” non passerà alla storia del metal, ma è sicuramente un disco più che piacevole che potrà andare incontro ai favori di chi ascolta il buon vecchio heavy metal.

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