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Un passo avanti per i portoghesi Enchantya Un passo avanti per i portoghesi Enchantya Hot

Un passo avanti per i portoghesi Enchantya

recensioni

gruppo
titolo
“On light and wrath”
etichetta
Inverse Records
Anno

TRACKLIST:
1. Turn of the wheel
2. Last moon of march
3. The beginning
4. Poet’s tears
5. Near life experience
6. Alma
7. Downfall to power
8. Hide me
9. Deception (Since you lied)
10. Once upon a lie
11. From the ashes

LINE UP:
Rute Fevereiro – Vocals
Bruno Santos - Guitars
Fernando Campos – Guitars
Fernando Barroso - Bass
Bruno Guillherme – Drums
Pedro Antunes -Piano, Keys and Orchestrations

opinioni autore

 
Un passo avanti per i portoghesi Enchantya 2020-05-16 17:52:21 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    16 Mag, 2020
Ultimo aggiornamento: 16 Mag, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ci sono momenti in cui si ha talmente tanto materiale da recensire che non si riesce a star dietro alle nuove richieste che arrivano quotidianamente in redazione; in queste situazioni può capitare che un disco vada poi a finire ingiustamente nel dimenticatoio, per poi essere “ripescato” quando si ha finalmente un po’ di tempo libero. Mi scuso personalmente con gli Enchantya e con la Inverse Records per non aver avuto prima l’occasione di occuparmi di questo “On light and wrath”, secondo full-lenght della band portoghese, dopo l’esordio “Dark rising” del 2012, di cui mi ero occupato su queste stesse pagine. Da allora ne è passata tanta di acqua sotto i ponti per la band; attorno alla singer Rute Fevereiro, infatti, è cambiata l’intera formazione, con aggiunta anche di un tastierista. Ciò che sostanzialmente è rimasta invariata è la proposta musicale; abbiamo a che fare con il consueto female fronted melodic symphonic metal, con qualche pizzico di power, qualche atmosfera tendente al gothic e persino qualche sprazzo di melodic death, soprattutto per l’uso della batteria in blast beat dell’ottimo Bruno Guillherme (innesto indovinato!). Rimane protagonista del sound la singer, che questa volta offre una prestazione canora un po’ più variegata e versatile rispetto al passato, spaziando dalle consuete parti liriche, passando per momenti più “normali” (decisamente i migliori!), fino ad arrivare ad un cattivissimo growling che, detta sinceramente, continua a non convincermi, anche se è ormai una sorta di immancabile stereotipo in questo tipo di bands. Altrettanto immancabile, quanto inutile, è l’intro che può essere skippata a pié pari, per passare a “Last moon of march”, prima di 10 canzoni (per una durata totale di poco inferiore ai 50 minuti) che si lasciano ascoltare gradevolmente e che convincono anche grazie a ritmi spesso frizzanti imposti dal valido batterista. Da segnalare la dolcissima e breve “Alma”, la successiva “Downfall to power”, bella tosta e convincente (scelta giustamente per la realizzazione di un video), la già citata “Last moon of march”, ma anche “Hide me” che mi ha ricordato vagamente la magniloquenza dei Deathless Legacy (soprattutto quando Rute non usa liricismi). Tutto sommato, comunque, è l’intero lavoro ad essere convincente ed a farsi ascoltare piacevolmente. Se si è appassionati di questo particolare genere musicale, direi che “On light and wrath” degli Enchantya costituisce un lavoro più che valido, un buon passo avanti rispetto al passato. Aspetto il gruppo portoghese al prossimo disco, certo che sapranno ancora migliorare e sperando di non dover aspettare ancora altri 7 anni!

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